Vini d’Italia, vini di Puglia

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Quando si parla di vino italiano molto spesso vengono alla mente i celebri vini veneti e friulani, l’oltrepo pavese, i vini di Sicilia o i celebri vini Abruzzesi. Eppure molti non sanno che la regione italiana avente la maggiore produzione vitivinicola è la Puglia. La ragione di questa scarsa fama dei vini pugliesi è data molto probabilmente dal fatto che per lungo tempo il mosto pugliese è stato impiegato per il taglio di vini di altre regioni italiane, ed in particolare per arricchire produzioni vinicole aventi un grado alcolico eccessivamente basso.

Negli ultmi anni tuttavia, la situazione è cambiata: alcuni imprenditori locali, certi del valore e della qualità dei loro vitigni, hanno deciso da alcuni anni di presentarsi sul mercato da soli. Alla base di questa decisione la volontà di proporre al pubblico prodotti derivanti da vitigni autoctoni, non reperibili altrove e quindi unici nel loro genere: ci riferiamo al Negroamaro, al Primitivo, all’uva di Troia, al Bombino bianco e nero ed alla Malvasia nera. Quanto alle conseguenze pratiche, questa scelta ha comportato una svolta anche a livello tecnologico, con la dotazione di reparti di imbottigliamento e macchinari per la produzione del vino su larga scala.

I principali vini pugliesi

I vini pugliesi si dividono in diverse categorie. Molti di essi hanno ricevuto premi e riconoscimenti! I vini pugliesi si dividono in DOC, DOCG e Indicazione Geografica Tipica. Vediamoli nel dettaglio

I vini a Indicazione Geografica Tipica (o Protetta)

Si intende per Indicazione Geografica Tipica l’indicazione di un vino sì proveniente da una determinata zona geografica, ma non per il suo 100%. Questo significa che le uve da cui è ottenuto devono appartenere  per minimo l’85% dalla zona in questione. Il restante 15% può provenire da altre zone. In poche parole, prima dei vini IGT ci sono i vini da tavola senza alcuna indicazione. Le IGT pugliesi sono: Daunia, Murgia, Puglia, Salento, Tarantino, Val D’Itria.

I vini DOC: Denominazione di Origine Controllata

La lista che trovate qui di seguito include i vini DOC. Si sente spesso parlare di vini DOC e si sa che sono vini di grande qualità. Ma sappiamo davvero cosa significa questo acronimo? Naturalmente significa Denominazione di Origine Controllata. La denominazione di origine controllata non è un marchio, ma la garanzia per il consumatore finale che un vino provenga proprio dalla zona geografica indicata: una zona garantita e ben delimitata. Insomma se bevo un vino di Copertino DOC, ho la certezza che provenga esattamente da quella zona. Una bella garanzia, soprattutto in questi periodi un cui si sente sempre di più parlare di argomenti spiacevoli come la contraffazione.

I vini DOCG: Denominazione di Origine Controllata e Garantita

I vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, sono vini di pregio. La loro produzione è regolamentata da un vero e proprio disciplinare. Inoltre, si tratta di vini che per regola devono essere stati almeno 10 anni DOC prima di poter diventare DOCG. Il riconoscimento del marchio DOCG avviene sulla base delle qualità del vino, che vengono analizzate di volta in volta ad ogni imbottigliamento; inoltre, devono essere vini che hanno acquisito, nel tempo, un minimo di “fama” a livello commerciale, sia nazionale che internazionale.

Ad oggi, in Puglia, abbiamo 4 vini DOCG:

  • Castel del Monte Bombino Nero (rosso)
  • Castel del Monte Nero di Troia riserva (rosso)
  • Castel del Monte Rosso Riserva (rosso)
  • Primitivo di Manduria dolce naturale (rosso)

Le cantine in Puglia

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