Non appena si entra in Puglia ci si rende immediatamente conto del fatto che si tratta di una regione capace di produrre grandi quantità di olio di oliva. Le distese di alberi di olivo, perfettamente curati e perfettamente ordinati, sfilano davanti ai nostri occhi una dopo l’altra, creando un piacevole contrasto visivo tra il cielo blu e le loro tondeggianti chiome verde scuro. L’aria, e con essa la terra, in queste zone hanno un profumo inconfondibile, dato proprio da queste immense distese d’alberi di ulivo…è il profumo della Puglia.

Qui accanto, una pioggia di oliva pugliesi

Come potrete notare, gli ulivi sono spesso presenti su terreni di tipo collinare con clima mite non eccessivamente umido. L’albero di ulivo cresce bene anche in contesti particolarmente aridi, argillosi oppure calcarei.

Ma veniamo ai numeri: oggi in Puglia vi sono oltre 50 milioni di alberi di ulivo, che conferiscono alla regione il primato in fatto di produzione di olive ed olio d’oliva in Italia. Quando parliamo di olio di oliva ovviamente ci riferiamo all’olio extra vergine di oliva, un olio la cui acidità non supera mai la quota di un grammo su cento. Vi sono ad ogni modo differenti tipi di olii extravergini di oliva. Solitamente si usa indicare e distinguere tra il delicato, il medio e l’intenso. L’olio più delicato è ottimo se usato a crudo; il medio è buono per condire piatti al vapore o al sale, mentre l’aroma più itenso, fruttato e leggermente piccante, è ideale per accompagnare piatti di carne.

Come abbiamo anticipato quindi, dire olio extravergine di oliva spesso non basta, in quanto ciascun olio presenta caratteristiche peculiari che lo identificano e lo distinguono dagli altri olii. Ecco perchè l’Unione Europea ha identificato alcuni termini base da utilizzarsi per identificare, definire e classificare l’olio di oliva.

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