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I mille itinerari alla scoperta della Puglia

La Puglia è una terra bifronte, dai due volti, uno è l’opposto dell’altro.

Il primo è in luce, in superficie, rappresenta la Puglia “di sopra”, in evidenza, visitabile da tutti e sempre in mostra, è la Puglia del mare, dei trulli, della luce abbagliante che si riflette sui muri imbiancati di calce della Valle D’Itria, è la Puglia delle cattedrali e dei tanti castelli, delle feste patronali e della buona cucina.

L’altro volto è al buio, nascosto, bisogna cercare bene per trovarlo, ma lascia emozioni sorprendenti a chi ha la voglia di scoprirlo. La Puglia nascosta è il mondo “di sotto”: quello delle grotte, delle chiese rupestri, delle cripte antiche, dei frantoi ipogei e delle chiese sotterranee. Questa Puglia si sviluppa sotto cattedrali, sotto città frenetiche, sotto piazze frequentate, ed è rimasta così da sempre, immobile e silenziosa, in attesa di essere valorizzata.

Il lato nascosto della Puglia

Scoprirla è un viaggio straordinario: a partire dalle migliaia di grotte, tra le cui le più spettacolari sono quelle di Castellana, in cui cunicoli tortuosi si alternano a sale ampie dalle volte di stalattiti, ricamate dall’acqua che nei millenni ha scavato il complesso di grotte carsiche più lungo d’Europa. Vincente l’idea di riprodurre al loro interno l’inquietante inferno dantesco nello spettacolo Hell in the Cave, dove con eccezionale bravura ballerini e acrobati volteggiano tra mostruosi dannati e rossastre concrezioni calcaree. Il successo che questo spettacolo sta ottenendo già da anni conferma che il visitatore non si accontenta più del turismo di massa, delle proposte di vacanza più comune e affermata. Il viaggiatore più attento vuole scoprire la doppia Puglia, non solo quella delle spiagge e del mare, ma anche e soprattutto quella più buia, in ombra.

E nell’ombra si ergono chiese sotterranee fantastiche: le chiese rupestri coprono una vasta area della Puglia, pensiamo a quelle di Gravina o di Massafra, ma anche alle tantissime chiesette dipinte nella roccia che si trovano all’interno di terreni privati, in ville o vivai di proprietari spesso inconsapevoli di custodire tra le proprie mura capolavori di arte e storia. Le contrade di Monopoli sono ricchissime di queste realtà, in cui purtroppo i privati non hanno soldi nè aiuti sufficienti per restaurare queste chiesette medievali che perciò rischiano di essere abbandonate e dimenticate.

Le grotte e la spiritualità religiosa

Diverso il destino delle grotte trasformate in luoghi di culto e quindi tutelate dalla Chiesa: esemplare il caso del Santuario di Monte sant’Angelo la cui spiritualità è percettibile anche dal più convinto degli atei: l’ovattata atmosfera della grotta custodisce un affascinante intreccio di fede e storia, di leggende e pellegrinaggi reali, vicende di santi e di imperatori venuti da lontano a pregare in questo remoto angolo del Gargano.

Sull’esempio di questo fondamentale luogo sacro, molte le grotte dedicate ai santi. Una di queste è la poco nota cripta di Santa Maria degli Angeli a Cassano Murge, provincia di Bari, proprio sotto il convento che domina la vallata e la foresta dalla cima di una collina. Posta in una zona della murgia ricchissima di grotte di varia origine, la grotta di Santa Maria degli Angeli era abitata dagli eremiti dall’anno mille, ma era conosciuta già in epoche antichissime, tanto da ospitare tutt’oggi delle ossa cementificate di animali preistorici trascinati nella grotta dalle acque piovane. Spesso ciò che oggi ci appare sotterraneo non lo è stato in passato, come nel caso delle numerose chiese paleocristiane, delle tombe e dei mosaici antichi ritrovati sotto le cripte delle cattedrali pugliesi. Infatti queste costruzioni di varie epoche che popolano il mondo della Puglia “di sotto”, sono state concepite dai loro fondatori alla luce del sole e solo con il passare del tempo, la storia ha deposto sulle loro mura metri di terra e altri monumenti più recenti.

Ne sono meravigliosi esempi i succorpi delle cattedrali di Bari e Bitonto, ognuna con il proprio spazio archeologico sotterraneo che percorre le varie epoche, ognuna con il proprio eccezionale mosaico: quello di Timoteo per la Cattedrale di Bari, e quello del Grifo per la Cattedrale di Bitonto, in entrambi i mosaici i periodi paleocristiani, bizantini e altomedievali si fondono in un unico monumento sotterraneo.

Il viaggio nella Puglia sotterranea potrebbe proseguire a lungo portandoci nella Daunia tra tombe e sepolcreti millenari, o nel Salento tra frantoi e vere e proprie industrie agricole sotterranee, dove l’uomo lavorava per anni, al buio, senza mai risalire in superficie fino a che il suo lavoro non era ultimato.  Il fascino del sottosuolo della nostra regione sta proprio nella sua eccezionale varietà che offre spunti per nuovi itinerari, nuove scoperte, nuovi percorsi al di fuori dell’affollato turismo di superficie.

Se vuoi informazioni dettagliate o consigli su dove andare o cosa fare qui in questa categoria Itinerari ce ne sono alcuni da noi testati, fatti e recensiti, oppure puoi contattarci per informazioni o consigli garantiti.

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