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Castellana Grotte è un piccolo comune dell’entroterra barese, situato a poco meno di 40 km a sud est del capoluogo pugliese. Questa interessante località turistica si trova, geograficamente parlando, su un altopiano di origine carsica, meglio noto come la Murgia. E’ la stessa zona dove potete visitare i famosi Trulli, presenti un pò in tutta la zona, ed in particolare nella più nota cittadina di Alberobello.

Un altipiano calcareo morfologicamente in evoluzione

Dovete sapere che un tempo tutta la Puglia era sommersa dal mare, eccetto che l’Alta Murgia, che emergeva dalle acque. La conformazione geologica particolarmente porosa – calcare e tufo costituiscono quasi la totalità del territorio – e la forte presenza di acque – sia salate che dolci, pensiamo ai fiumi sotterranei – ha dato origine, con il passare delle migliaia e migliaia di anni, ad una serie di fenomeni cosiddetti “carsici”, con sprofondamenti, aperture e grotte di varia natura, dovuti al passaggio dell’acqua. Se in alcuni punti l’acqua ha trovato materiale permeabile e poroso ed è riuscita a farsi strada, altrove ha incontrato materiali più resistenti ed impermeabili, e si è dovuta ricavare veri e propri percorsi nella roccia, dando origine ora a spaccature e fenditure, altre volte a veri e propri crolli. Ecco perchè tutto il sud est barese è caratterizzato da forme carsiche aventi morfologia differente. Abbiamo quindi:

lame, fenditure della superficie che consentono all’acqua di sfociare in mare; gravine, valli carsiche particolarmente incassate in profondità nel terreno; puli, doline o depressioni molto molto profonde; gorghi, simili ai puli ma meno comuni; grave, pozzi particolarmente profondi; capovento, inghiottitoi nei quali si raccolgono le acque piovane; vore, molto più comuni in Salento, vere e proprie grotte con sviluppo verticale

Castellana e non solo: l’Italia e le sue grotte carsiche

Dovete considerare che questo altopiano si è formato circa 100 milioni di anni fa, ed è pertanto naturale che ci sia stato tutto il tempo per dare origine ad un paesaggio particolarmente caratterizzato da questo tipo di formazioni. Tuttavia, è interessante notare come ogni processo non sia percepibile ad occhio nudo, anzi, per modificare la roccia di un solo centimetro ci vogliono spesso 50 o 100 anni. Questo significa che ognuno di noi potrà apprezzare le caratteristiche del paesaggio carsico senza tuttavia, nel corso della propria vita, riuscire ad apprezzare nessuna evidente evoluzione dello stesso.

Uno dei luoghi dove meglio potete osservare i fenomeni carsici in tutto il loro fascino è sicuramente proprio qui a Castellana e stiamo parlando delle Grotte.  Le grotte di Castellana sono un complesso speleologico tra i più suggestivi d’Italia. Questo non è l’unico luogo d’Italia dove visitare grotte di questo tipo, basti pensare alle famose Grotte di Oliero, (visitabili a bordo di un’imbarcazione) in provincia di Vicenza, la Grotta Gigante a Trieste, ma ve ne sono molte altre anche in Toscana, in Sardegna e così via.

Le grotte di Castellana: storia e formazione

Le grotte di Castellana sono lunghe circa 3 km e scendono ad una profondità di 70 metri circa. Se vi va quindi, potrete farvi accompagnare dalla vostra guida in una “passeggiata” sotterranea di circa due ore. In alternativa, potete affrontare una passeggiata più breve, che comunque vi darà l’idea dello splendore davvero unico di questi luoghi. Vi saranno tanti gradini da scendere, ma non temete, poi vi faranno risalire in ascensore!

Ma veniamo a noi: questa grotta inizia il suo lungo percorso evolutivo la bellezza di 90 milioni di anni fa, nel Cretaceo. Ai tempi sottoterra scorreva un fiume, che andava presumibilmente a sfociare in mare. Di questo fiume non si sa più nulla, pare che forse si sia inabissato. Tuttavia, ci ha lasciato un intricato percorso di cunicoli e di passaggi scavati appunto dalle sue acque. I fossili marini di antiche creature marine che vi possiamo ammirare oggi sono proprio prova del suo passaggio.

Il progressivo sgretolamento della roccia per mano dell’acqua, assieme ad un processo chimico dato dalla reazione del calcare con l’anidride carbonica, che dà vita al carbonato di calcio, ha prodotto – nel corso dei secoli, con un lentissimo e progressivo gocciolio – una serie di concrezioni calcaree dalle forme talvolta eleganti, altre volte fantasiose. Pensiamo alle stalattiti, stalagmiti e colonne che possiamo ammirare in queste cavità. Ancora oggi questo processo va avanti, non per la presenza dell’acqua del fiume ormai sommerso, ma per l’infiltrarsi delle acque meteoriche, ovvero acque dolci piovane. Sono proprio queste acque ad erodere e plasmare questi luoghi meravigliosi, in una perfetta combinazione tra meccanica e chimica.

Le grotte di Castellana nel dettaglio

Le grotte sono state scoperte nel 1938 dal professor Anelli, speleologo. Tuttavia, la gente del luogo già conosceva quel “buco” nel quale spesso si gettava spazzatura piuttosto che carcasse di animali morti. La prima grotta che ci si trova davanti non appena scesi nelle grotte è una Grave, dominata, al centro, dal gruppo stalagmitico dei Ciclopi. Qui, e solo qui, filtra dall’alto la luce naturale, che proviene dalla volta superiore naturalmente aperta.  Una volta superate le Colonne d’Ercole, ci si trova nella Grotta Nera, dove spicca la formazione stalatto-stalagmitica della Lupa. E’ la volta della Grotta dei Monumenti, il Corridoio dell’Angelo, e poi la Caverna della Civetta. Proseguendo nella passeggiata, e superato uno stretto passaggio tra colonne e stalagmiti, si incontra una cavernetta, detta Cavernetta del Presepe, all’interno della quale si può ammirare una Madonnina solitaria. Al di là della Madonnina, c’è un bivio, chiamato bivio del Piccolo Paradiso, che conduce alla  Caverna dell’Altare dove campeggiano alte colonne simili ad un organo, e successivamente si accede alla Caverna del Precipizio. Ancora avanti, e si percorre il Corridoio del Deserto. Da qui in poi il paesaggio cambia leggermente, nelle forme e nei colori, più luminescenti e chiari.

L’itinerario sotterraneo prosegue poi con la visita alla Caverna del Duomo di Milano e alla Caverna del Trono. A questo punto potrete ammirare le profondità dell’Inferno, (15 metri) e la Caverna della Torre di Pisa, conosciuta anche come Colonna rovesciata. Non manca lo spettacolo dell’acqua, con il Laghetto dei Cristalli, un bacino di acque di stillicidio, e il Corridoio Rosso, dove il colore predominante è il rosso per la notevole presenza di ferro nella roccia. Ancora avanti ecco aprirsi davanti a noi la Caverna della Cupola, con il suo Baldacchino dalla forma semicircolare. Impossibile non restare a bocca aperta davanti alla Grotta Bianca, una splendida grotta dove cristalli bianchi, stalattiti, stalagmiti e colonne di alabastro sono i veri protagonisti di uno spettacolo davvero unico al mondo.

Di nuovo fuori, due passi a Castellana

Una volta risaliti in superficie, prima di lasciare la zona, soffermatevi sulla cittadina di Castellaneta per una breve sosta ed una passeggiata, stavolta all’aria aperta. Le sue innumerevoli chiese come quella di S. Leone Magno o di Maria SS. della Vetrana sono davvero interessanti per il visitatore, così come molte altre. Da vedere, anche solo da fuori, il Palazzo del Municipio con la Torre dell’Orologio, risalente al 1848.

[callout]Se vuoi puoi leggere il nostro itinerario tra Castellana e il Parco Rupestre Lama d’Antico[/callout]

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