Un viaggio in Puglia
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la Puglia |
Quando, 35 anni fa, sono arrivato in Puglia ero poco piu che un bambino. Provenivo dal Nord Europa, precisamente dal Belgio, dove ero nato da genitori italiani. Mio padre pugliese e mia madre siciliana, erano emigrati come molti in quegli anni verso quei paesi in cerca di fortuna, ma la volonta di tornare in Italia era sempre stata molto forte. Fu cosi che verso la fine del settembre del 1967, dopo aver attraversato con un pulmanino Wolksvagen buona parte dell’ Europa e tutta l’Italia, mi ritrovai in questa regione in cui ero gia stato si qualche volta in vacanza , ma che ora diventava, a tutti gli effetti, la mia patria di adozione. I primi e piu importanti problemi che dovetti affrontare subito furono fondamentalmente due: il caldo e il cibo. In Belgio il clima non era mai stato per me un problema serio; qui,invece, nonostante fossimo gia all’inizio dell’autunno faceva ancora molto caldo. Imparai subito una cosa importante per la gente del Sud. La pennichella durante la quale tutte le attivita si fermavano. Era la cosiddetta controra! Ricordo che nel paese dove vivevo, una cittadina di 7000 anime ( Sammichele in provincia di Bari ), tutto si acquietava e il silenzio era interrotto solo dal volo di qualche mosca o zanzara.
Fui costretto anch’io, mio malgrado, ad abituarmi a questa prassi che devo confessarvi, ancora oggi, sporadicamente, pratico con molto piacere Le notti erano calde e umide e ricordo che io e mio padre salivamo spesso sul terrazzo di casa per cercare un po’ di refrigerio. Un alito di vento avrebbe attenuato la calura. Piu di una volta dormivamo li, sotto le stelle. Dal punto di vista gastronomico abituarmi alla cucina pugliese fu un impresa : ero stato abituato, fin dalla nascita, a cibi e pietanze dai sapori molto meno marcati. Qui, forse a causa della poca pioggia e del sole che picchiava in continuazione e della terra calcarea, tutti i prodotti emanavano profumi particolari, ma troppo intensi per le mie narici abituate a ben altro. Per farvi capire in che situazione mi ritrovavo vi racconto che la prima volta che mi servirono a tavola il purée di fave con contorno di cicorielle campestri ( detta anche ‘Ncapriata ) inventai una scusa per non mangiarlo e rimasi digiuno perche tutto quello che segui per il sottoscritto era intriso di aroma di fave cotte.
Un altro episodio: una mattina, ero in visita da una mia zia e per poco non svenivo quando alzo il coperchio della pentola di terracotta ( tiedde ) dove stava cucinando le cime di rape stufate. La cucina fu invasa da un odore di verdura cotta che mi assali come fosse gas nervino. Con i primi a base di pasta le cose andarono meglio; allora come oggi sono sempre il mio piatto forte, quello che preferisco di piu. Le domeniche di quegli anni erano consacrate al rito del sugo di pomodoro e le prime orecchiette che mangiai le ricordo ancora perché la sera prima mia madre, che non le aveva mai fatte (causa la sua estrazione siciliana ), chiese l’aiuto a una vicina e quella fu la sua prima iniziazione alla preparazione di pasta tipicamente pugliese. Nelle settimane a seguire si cimento anche con i cavatelli. A casa di uno zio poi assaggiai le famose orecchiette con le cime di rape. Qualche mese dopo arrivo Natale e scoprii, con mio sommo piacere, la varieta dei dolci che le massaie preparavano per le feste. Anche mia madre ci provo! La preparazione dei taralli impegno tutta la famiglia; chi impastava, chi lavorava la massa, chi li formava, chi li metteva a bollire e chi li stendeva ad asciugare. La loro cottura poi avveniva presso forni alimentati a legna di olivo o mandorlo. Era caratteristico vedere il viavai che si produceva nelle strade per recarsi ai forni. Taralli, occhi di Santa Lucia, dolcetti di mandorle, cartellate ricoperte di vincotto di fichi o di miele, calzoncelli ripieni di marmellata, pizza di ricotta, spume di mandorle riempivano la credenza della cucina di casa mia ed ogni volta che se ne apriva uno sportello colori vivaci e aromi invitanti deliziavano il palato e la vista. Negli anni a seguire cominciai ad apprezzare la gastronomia di questa terra stupenda. L’idea di mettere su un sito che consentisse a voi visitatori di conoscere ed apprezzare la bonta dei prodotti pugliesi, e magari, perche’ no, di sperimentare a casa vostra le ricette che vi proporremo, e maturata in me anno dopo anno. Condividere con voi le mie conoscenze nell’arte culinaria sara, per me, fonte di gioia. Ho illustrato l’idea ad alcuni amici, perche’ mi rendevo conto che da solo non sarei riuscito a portare avanti questo progetto. La loro risposta e stata positiva grazie a Dio, e sara anche grazie anche al loro contributo che questo sito prende vita, auspicandomi che altri vogliano seguirli. |
il Castello di Sammichele dove ho frequentato le scuole medie inferiori |
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Piatto di Orecchiette pronte per essere cotte |
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Orologio di Sammichele XBEREBENE il portale dei siti del vino italiano
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