Sono già cominciare le prevendite dei biglietti per lo spettacolo “I CUNTI TE LU PIETRU LAU”, prodotto dalla Fondazione “Tito Schipa” di Lecce in collaborazione con il Comune e la compagnia Scenastudio.

Appuntamento giovedì 21 agosto (ore 21) presso l’Anfiteatro romano di Lecce, dove lo spettacolo, tratto dai “Canti dell’autra vita” di Giuseppe De Dominicis, vedrà protagonisti, in uno straordinario esperimento di contaminazione linguistica salentino-partenopea, gli attori Carla Guido e Nello Mascia. Musiche composte da Admir Shkurtaj ed eseguite dell’orchestra sinfonica dell’ICO di Lecce, diretta per l’occasione dal maestro Ermir Krantja; regia e allestimento scenico di Antonio De Carlo. Dopo la data leccese, lo spettacolo sarà a Torre Pali (marina di Salve) venerdì 22 agosto e a Gallipoli sabato 23 agosto. I biglietti per lo spettacolo leccese possono essere acquistati presso il Castello Carlo V di Lecce, via XXV Luglio (telefono 0832.246517).

La precedente esperienza di allestimento dello spettacolo LI CUNTI DELLU PIETRU LAU da parte di Scenastudio ha avuto una grande risonanza, sia di pubblico che di critica, per il metodo utilizzato nel trattare questo particolare testo poetico in vernacolo salentino e per la sua messa in scena. “La lingua salentina diventa poetica, recupera il suo valore culturale, libera finalmente dalla durezze della scrittura a volte triviale di molti testi teatrali, e si innalza orgogliosamente a lingua colta e degna di diffusione, capace di rappresentare profondamente emozioni e sentimenti”, spiega il regista Antonio De Carlo. “La festa del patrono, essenza della vita di una comunità ed espressione non solo di fede religiosa, sottolineata ed allietata dalla banda musicale, strumento di mediazione tra la musica colta e la sua diffusione tra le classi popolari, ci è sembrato il luogo più adatto in cui ambientare la narrazione”.

Da questo esperimento è nata l’esigenza di cimentarsi nell’approfondire maggiormente il percorso intrapreso e tentare qualcosa di più audace, dopo il primo allestimento: contaminare lo spettacolo, e quindi il testo e la sua narrazione, con l’inserimento di un’altra lingua, quella napoletana, e l’uso di un’orchestra sinfonica. “Abbiamo pensato al Maestro Nello Mascia per la contaminazione linguistica, e all’orchestra sinfonica della Fondazione Tito Schipa di Lecce per la esecuzione della parte musicale. Il risultato di tale audacia dovrà essere non un concerto per orchestra e voci recitanti, ma uno spettacolo teatrale e musicale dove ogni elemento (attoriale, linguistico, musicale) e l’insieme dovranno avere l’ardire di costruire emozioni. Noi crediamo infatti vivamente nel valore della nostra lingua e della sua capacità comunicativa, e alla necessità di non perdere la forza espressiva delle sue parole e, anzi, auspichiamo che altri progetti sul dialetto salentino siano ambasciatori della sua diffusione”.