Un’importante e forte partecipazione dei cittadini è stata la giusta risposta alle titubanze ed alle mancanze di idee della politica nella gestione dei rifiuti. 200 persone si sono ritrovate a Galatina per ascoltare le alternative all’incenerimento dei rifiuti presentate nell’incontro “Zero eco Balle” e per opporsi a scelte drammatiche per la salute pubblica, già tanto gravemente compromessa nel nostro territorio da ottenere il primato nazionale per il numero dei casi di malattie tumorali al polmone. I cittadini non si rassegnano ad essere inerti spettatori di sciagurate decisioni che privilegiano solo il profitto di pochi – siano essi imprenditori, speculatori o faccendieri – a danno dell’economia e della salute di tutti. Da qui un richiamo forte ad una politica sempre più incompetente o volutamente sorda alle richieste popolari, sempre più lontana dalla tutela del bene e della salute pubblica. L’alternativa all’incenerimento dei rifiuti esiste ed è realizzabile concretamente, come dimostrano le eccellenti realtà di Capannori, un comune di 47.000 abitanti, il cui giovane assessore all’ambiente Alessio Ciacci, ha illustrato la strategia Rifiuti Zero, adottata con successo, ottenendo il 90% di raccolta differenziata, riducendo drasticamente il conferimento in discarica; di Vedelago, un centro di riciclaggio e stoccaggio dei rifiuti a servizio di un’utenza di 200.000 cittadini. Dalla platea, oltre ad un fermo NO ad ogni ipotesi di incenerimento, sono state formulate proposte concrete quali l’immediata adozione a livello comunale della Strategia Rifiuti Zero, ma anche la richiesta di abolizione delle ATO, puri carrozzoni politici, il cui esoso costo, oltre cinque miliardi di euro di fondi regionali, serve a coprire esclusivamente le inefficienze ed i fallimenti politico – amministrativi. Si è levata inoltre la denuncia del rischio di spreco dei fondi Fas, con la proposta di una diretta gestione Provinciale per finanziare la chiusura virtuosa del ciclo dei rifiuti attraverso impianti di compostaggio, efficienti centri di riciclo, impianti di smistamento, stoccaggio e di riutilizzo, impedendo il ricorso ad inutili, dispendiosi e dannosi inceneritori. Perché condannarci a morte attraverso l’incenerimento, come è stato dimostrato dalla puntuale relazione del dott. Agostino Di Ciaula, quando è possibile utilizzare sistemi ecosostenibili, che creano economia e lavoro sul territorio? La correlazione tra il danno alla salute e l’incenerimento è stata illustrata con puntuale argomentazione scientifica dal dott. Di Ciaula, che ha richiamato la copiosa letteratura prodotta da intere associazioni scientifiche ed Ordini di Medici (come quello dell’ Emilia Romagna o della Francia), da importanti studi fatti da oncologi di fama internazionale come il fracese dott. D. Belpomme, Presidente di ARTAC, il Prof. David Kriebel del Dipartimento Salute ed Ambiente del Massachussets, ed i medici italiani di Medicina Democratica. Medesimi studi richiamati anche dal dott. Giuseppe Serravezza, accolto da un fragoroso e riconoscente applauso di solidarietà della sala, contro la vile querela presentata da Paride De Masi, Italgest, evidentemente preoccupato dell’opera di informazione e sensibilizzazione che il dott. Serravezza svolge a fianco dei tantissimi comitati e associazioni cittadine e ambientaliste in difesa della salute pubblica. E’ forse giunta l’ora che siano i cittadini a querelare gli speculatori ambientali per PROCURATO ALLARME SANITARIO??

Galatina, 30 novembre 2010
Comitato Intercomunale “Non inceneriamo il nostro futuro”