Riceviamo e pubblichiamo con piacere, visto che ci interessa a tutti da vicino, una mail con documento allegato di Anita Rossetti  del Comitato cittadino Cambiamo Aria. A Galatina in provincia di Lecce vogliono convertire una vecchia industria di cemento, la Colacem, che già tanti danni ha fatto alla salute dei cittadini dei paesi limitrofi come Cutrofiano, Sogliano, Soleto e Galatina. Basterebbe andare al centro di pneumologia di Lecce per capire la diffusione dei tumori nella zona.

Spett. le  Azienda che operi nel rinomato territorio salentino, questa per informarti che, con la probabile autorizzazione alla Colacem di incenerire rifiuti, ogni investimento fino ad ora fatto nella tua preziosa terra rischia di essere vanificato.

Con l’aiuto di esperti agronomi e veterinari, abbiamo  realizzato un documento da presentare con estrema urgenza agli enti regionali e provinciali prima del 13 dicembre p.v., data in cui la Provincia di Lecce dovrebbe decidere sulla eventuale (ahinoi molto probabile) autorizzazione al coincenerimento di rifiuti alla Colacem.Ti preghiamo pertanto di prendere visione del documento e decidere o meno di sottoscriverlo. In caso positivo ci organizzeremo, al massimo entro il fine settimana, per la raccolta delle firme. Manda pure una risposta a questa e mail o al num. di telefono sotto indicato.

Salvare il territorio per i cittadini vuol dire proteggere la salute, per le aziende agricole significa proteggere la salute e l’economia.

Tel. 3292917150
Abitaz. 0836 602908 (ore serali)

 

ALLEGATO: InceneritoreGalatina

Gli impianti di incenerimento  rientrano fra le industrie insalubri di classe I in base all’articolo 216 del testo unico delle Leggi sanitarie (G.U. n. 220 del 20/09/1994 , s.o.n.129) e qualunque sia la tipologia adottata (a griglia, a letto fluido, a tamburo rotante) e qualunque sia il materiale destinato alla combustione (rifiuti urbani, tossici, ospedalieri, industriali, ecc) danno origine a diverse migliaia di sostanze inquinanti, di cui solo il 10-20% è conosciuto. La formazione di tali inquinanti dipende, oltre che dal materiale combusto, dalla mescolanza assolutamente casuale delle sostanze nei forni, dalle temperature di combustione e soprattutto dalle variazioni delle temperature stesse che si realizzano nei diversi comparti degli impianti, come è stato descritto anche recentemente . Fra gli inquinanti emessi dagli inceneritori possiamo distinguere le seguenti grandi categorie: Particolato – inalabile (PM10), fine (PM2.5) ed ultrafine ( inferiore a 0.1 micron) – metalli pesanti, diossine, composti organici volatili, ossidi d, Dibenzofurani i azoto ed ozono. Si tratta in molti casi di sostanze estremamente tossiche, persistenti, bioaccumulabili; in particolare si riscontrano: Arsenico, Berillio, Cadmio, Cromo, Nichel, Benzene,Piombo, Diossine, Policlorobifenili, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) ecc. Le conseguenze che ciascuno di essi, a dosi anche estremamente basse,  esercita sulla salute umana sono documentate da una vastissima letteratura e nuovi effetti sono stati descritti recentemente per molti di essi . …Anche il recente studio “ Patos”  della regione Toscana – che ha raccolto e tipizzato il particolato atmosferico di diverse centraline dislocate nel territorio – attribuisce la maggior variabilità di metalli pesanti riscontrata a Montale, territorio rurale, proprio alla presenza di un impianto di incenerimento per varie tipologie di rifiuti. Arsenico, Berillio, Cadmio, Cromo, Nickel, sono cancerogeni certi (IARC 1) per polmone, vescica, rene, colon, prostata; Mercurio e Piombo sono classificati con  minor evidenza dalla IARC (livello 2B) ed esplicano danni soprattutto a livello neurologico e cerebrale, con difficoltà dell’apprendimento, riduzione del quoziente intellettivo (QI), iperattività …

Gli inquinanti emessi dagli inceneritori esplicano i loro effetti nocivi sulla salute delle popolazioni residenti in prossimità degli impianti o  perché vengono inalati, o per contatto cutaneo, o perché, ricadendo,  inquinano il territorio e quindi i prodotti dell’agricoltura e della zootecnia. Questo è il caso in particolare delle diossine. Non a caso, il Decreto Legislativo 228 del 18/05/2000 stabilisce che non sono idonee ad ospitare inceneritori le zone agricole caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti. In diversi paesi europei ( Olanda, Spagna, Belgio, Francia) sono state segnalate contaminazioni da diossine, specie di latte e suoi derivati, in aziende agricole poste in prossimità di tali impianti. Non va dimenticato inoltre che gli alimenti eventualmente contaminati possono essere distribuiti e consumati altrove, per cui la popolazione esposta può essere ovviamente  molto più numerosa.

( d.ssa Patrizia Gentilizi, oncologa, Associazione del Medici per l’Ambiente, I.S.D.E. Italia)

 

I danni derivanti dall’incenerimento dei rifiuti non sarebbero certamente attutiti, come si affannano a sostenere i cementieri, dalla circostanza che siano i cementifici a provvedervi, con l’amara consolazione che la maggior parte degli inquinanti sarebbero assorbiti dal cemento:

  • La combustione ad altissime temperature comunque produrrebbe una maggiore quantità di nano polveri che si immettono nell’aria, perché non assorbibili dal cemento, ricche di nano particelle di pericolosissimi  metalli pesanti  (n.b. attualmente nessuna centralina sarebbe in grado di monitorare questo tipo di inquinamento così come non esiste filtro in grado di fermarle all’origine);
  • In ogni caso il  cemento che ne deriverebbe sarebbe  tossico, con ulteriore grave danno al terreno a causa di tutti gli scarti dell’edilizia.

ALLEGATO: InceneritoreGalatina