Presentato un mese fa dal Presidente Vendola e dall’assessore allo Sviluppo economico Capone, il Piano straordinario per il lavoro della Regione Puglia sta per partire.

Il Piano prevede interventi complessivi per 340 milioni di risorse, divise in 6 linee di intervento, che si declinano a loro volta in 43 interventi rivolti a 52.035 potenziali destinatari..

Ieri Vendola ha sottoscritto il protocollo d’intesa con le forze sociali che compongono la cabina di regia che gestisce il piano:  assessori alle Politiche giovanili, al Welfare, allo Sviluppo economico e alla Formazione; sindacati e organizzazioni di categoria (dall’artigianato all’agricoltura, dal commercio alle banche).

La Regione ha condiviso con le parti sociali le misure che devono partire per prime.

Per “Ritorno al futuro”, 20 milioni destinati a 1.500 giovani laureati, la pubblicazione del bando sarà pronta entro un mese. A questo bando potranno partecipare anche direttamente i disoccupati.

Oltre a «Ritorno al futuro», sono almeno altri 5 i bandi pronti a partire, tra inizio e fine aprile. I due destinati ad avvicinare al lavoro mille giovani e 700 donne disoccupati con il meccanismo degli incentivi destinati alle imprese che assumono (24 milioni di investimento); altri due per formare 7000 apprendisti e 6500 cassintegrati (20 milioni complessivi); infine quello per incentivare l’assunzione nel settore turistico di 1000 disoccupati tra i 18 e i 32 anni (10 milioni).

Il Piano si muove secondo due obiettivi: nuova occupazione e salvaguardia dell’occupazione. I destinatari sono lavoratori in cassa integrazione, occupati, lavoratori atipici, imprese, disoccupati, donne disoccupate, donne imprenditrici, donne occupate, giovani disoccupati, apprendisti, persone disabili disoccupate, immigrati e richiedenti asilo, ultracinquantenni, lavoratori socialmente utili, giovani laureati, ricercatori, manager e imprenditori.

“Quando si presenta un programma ambizioso – dice Vendola, presentando le prime misure del Piano – il rischio è che sembri uno spot. Ma noi non stiamo illustrando cosa faremo, illustriamo cosa stiamo già facendo”.