Se avete letto il titolo di questo articolo sicuramente sarete rimasti di stucco. Come può un’istituzione veneziana come un bàcaro, avere qualcosa a che fare con la Puglia? Eppure il legame c’è… E non è la prima volta che scopriamo piccole o grandi parentele tra due regioni così distanti ed apparentemente così differenti tra di loro. Eppure, si sa, tutto il mondo è paese. E allora vediamo cos’hanno a che fare i bàcari con la Puglia. 

L’enclave veneta in Puglia

Prima di addentrarci nel tema dei bàcari veneziani, vogliamo raccontarvi una storia che risale agli anni Trenta del Novecento. Accadde che i veneti erano un popolo di grandi lavoratori, esperti nei lavori agricoli e nelle bonifiche, volenterosi e ben propensi ad emigrare. Dove c’era lavoro e possibilità di miglioramento, insomma, si andava. E fu così che Mussolini mandò alcune famiglie venete a bonificare il Tavoliere delle Puglie. Destinazione dunque, rigorosamente in treno dalle provincie di Treviso e Padova, la stazione Margherita di Savoia-Ofantino (oggi dismessa). Lì, oggi, vi è ancora un’enclave linguistica veneta. dunque non stupitevi se passeggiando per strada in Puglia sentirete parlare anche il dialetto veneto!

Un matrimonio che oggi si rinnova…a suon di Brindisi

Dal secolo scorso arriviamo fino ad oggi con l’inconsueto e tuttavia ben riuscito matrimonio tra Puglia e Veneto, opera di due cantine di prestigio. Con la benedizione dei due governatori, Emiliano e Zaia, pronti ad assaggiare questo vino il cui nome dice già tutto: Terregiunte.

Infine, veniamo ai bàcari

Uno dei famosi bacari sui canali di Venezia

I bàcari sono le tipiche osterie lagunari dove, in quel di Venezia appunto, è possibile sorseggiare un’ombra di vino (un mezzo calice di vino bianco) ed assaggiare qualche “ciccheto” (delle tapas all’italiana). Ebbene, il nome bàcaro non è originario del veneto, anzi. Sembra che il primo bàcaro debba il suo nome ad un vino che un commerciante di Trani portò proprio nei pressi di Rialto tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento. Insomma, ancora una volta il connubio Puglia Veneto torna più che mai ad essere protagonista, segno che le cose buone sono destinate a durare nel tempo.