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Alberobello la Storia

Alberobello, la citta fatta di trulli, occupa un terreno fortemente sottoposto all’azione erosiva delle acque meteoriche, tanto in superficie quanto in profondita; le rocce calcaree stratificate offrono cosi il materiale da costruzione che contraddistingue non solo l’immagine della citta ma l’intero territorio, abitato sin dal secolo XV da coloni cui il signore del luogo affidava la terra affinché fosse bonificata e coltivata.
Pare che le ragioni storiche del trullo come costruzione a secco siano da ricondurre all’abuso di potere con il quale il feudatario poteva a suo piacimento allontanare il colono dalla terra senza riconoscergli alcun diritto, primo fra tutti quello di essere “cittadino”, se si pensa che agli inizi del seicento i diversi nuclei familiari che si erano stabiliti nel territorio di Alberobello – attirati anche dalle franchigie concesse dai conti di Conversano – risultavano a tutti gli effetti abitanti della vicina Noci.

Era nata una vera e propria comunita stabile tenuta in pugno dal conte Giangirolamo Acquaviva d’Aragona, in aperta violazione alla prammatica che vietava ai feudatari di costruire, senza il permesso del re, nuove citta.

Alberobello 1964

Oggi i trulli di Alberobello sono circa un migliaio, vincolati come monumento nazionale dal 1930 e di recente entrati a far parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO. L’immagine del trullo, costruzione rurale senza tempo, e da sempre associata alla Puglia come una delle espressioni piu tipiche della sua anima contadina. Popola le province di Bari, Brindisi e Taranto, trovando la consacrazione assoluta e monumentale nella citta di Alberobello, da poco entrata a far parte del patrimonio dell’umanita tutelato dall’Unesco.
A vederli da lontano hanno l’apparenza di tende pietrificate nella campagna, addensate in alcune zone a tal punto da credere che si tratti di una visione fiabesca.

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