LA  MADONNA  DEI  SETTE  VELI  E  LA  CATTEDRALE  DI  FOGGIAcatt 2

La sua economia si basa principalmente sul settore primario; è sede della Fiera Internazionale dell’Agricoltura e della Zootecnica.

Importante snodo ferroviario durante la seconda guerra mondiale, viene in parte distrutta dai bombardamenti degli alleati. Negli anni successivi verrà ricostruita insieme a molti suoi monumenti e piazze come il pronao della Villa Comunale e la fontana dell’antistante p.zza Cavour.

Oggi Foggia presenta un importante centro storico con palazzi di rilievo, chiese e monumenti di epoca federiciana, come lo stesso arco del palazzo imperiale di Federico II, ricostruito a ridosso del museo civico. Visitando il centro ci si imbatte in ampi viali alberati, piazze ariose, monumenti ed edifici di valore storico ed architettonico.

A completamento del centro storico c’è infine anche il Teatro Umberto Giordano, che prende il nome dal famoso compositore foggiano, costruito nel 1825 e diventato in quell’epoca uno dei più importanti teatri del sud Italia.

La storia della città di Foggia è strettamente legata alla sua cattedrale, la chiesa della Beata Maria Vergine Assunta in Cielo o anche semplicemente Santa Maria di Foggia ed al quadro dell’Iconavetere che ormai custodisce da quasi mille anni.

La chiesa si trova nell’attuale p.zza De Sanctis, anche detta p.zza Duomo o p.zza Cattedrale, nel pieno centro, a ridosso dell’antica Via Arpi ed accanto a p.zza del Lago. Quest’ultima e p.zza De Sanctis sono diventate centro di ritrovo dei giovani foggiani  dove la sera è abitudine intrattenersi fino a tardi data anche la presenza di vari locali come pub, pizzerie ecc…

La nascita della Cattedrale è connessa con il ritrovamento nel 1062 (secondo altri 1073) della cosiddetta Madonna dei Sette Veli. Si tratta di un quadro di legno, l’Iconovatere, raffigurante una Vergine Kiriotissa nell’atto di offrire all’adorazione suo Figlio.

La storia narra di alcuni contadini, che portando i buoi all’abbeverata, videro tre fiammelle nella pozza d’acqua. Incuriositi si avvicinarono e scorsero nella melma una grande tavola avvolta in teli sulla quale era dipinta una Madonna con bambino. La rivestirono di nuovi veli e la portarono alla Taverna del Gufo che da quel momento diventò centro religioso e di pellegrinaggio, tantè che forestieri e paesani iniziarono a chiamare il quadro della Vergine “Sancta Maria de Focis”.

La presenza del quadro attirò non solo pellegrini ma anche l’attenzione del duca normanno Roberto il Guiscardo che nel 1080 fa erigere nel luogo del ritrovamento la Chiesa Palatina di Santa Maria da Fovea che custodirà il Sacro Tavolo. Poi verrà ingrandita nel 1172 da re Guglielmo II di Sicilia detto “il Buono” ed infine modificata da Federico II, affidando l’incarico all’architetto-scultore Bartolomeo da Foggia. La cattedrale si presenterà con forme romanico-pugliesi ed influenze pisane.

Col passare del tempo la chiesa si ingrandisce e con essa anche la città.

Riconosciuta come una delle chiese più care ed importanti dai re Normanni, Svevi, Angioini per arrivare fino agli Aragonesi, Spagnoli e Borboni; più volte i Principi Regnanti la scelsero come sede dei loro matrimoni. Lo stesso re Carlo d’Angiò, morto a Foggia nel 1285, esprimerà il desiderio che proprio in quella chiesa venisse sepolto il suo cuore.

A causa di un tremendo terremoto nel 1731 la cattedrale rimarrà fortemente danneggiata e successivamente sarà restaurata con stile prettamente barocco, attualmente visibile.

Con il terremoto l’icona viene trasferita nella chiesa di San Giovanni Battista.

Il 22 marzo dello stesso anno inizieranno le apparizioni della Madonna che continueranno fino al 1745. Infatti la festa patronale ricorre due volte all’anno nei giorni del 22 marzo e del 15 agosto in memoria delle apparizioni della Madonna dei Sette Veli ai foggiani che chiedevano di essere liberati dal terremoto e dalla peste.

Rimaneggiata più volte fra il XVI e XVIII secolo, oggi la cattedrale si presenta in stile barocco insieme al campanile anch’esso del Settecento. Il cornicione conserva sculture di epoca medievale, opera del già citato Bartolomeo da Foggia.

Una  tipica impostazione barocca data alla fine del Seicento è la pianta a croce latina con unica navata e due cappelle laterali decorate con altari di maestri napoletani. L’altare maggiore è del Settecento decorato in marmi policromi con due grandi angeli di marmo scolpiti da Giuseppe Sanmartino. La cappella maggiore dell’Iconavetere si caratterizza da una cancellata bronzea con ricco altare marmoreo della fine del Seicento. Il Sacro Tavolo della Madonna dei Sette Veli è ricoperto da drappi riccamente decorati. In corrispondenza del volto della Vergine vi è un’apertura ovoidale ricoperta di stoffa nera.

La cripta invece è di epoca medievale e custodisce un’urna in legno dorato del Cristo morto, statue della passione e alcune tombe di vescovi foggiani.

Marcella Malgieri

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