Breve storia del carciofo pugliese

Quando si pensa ai carciofi pugliesi si pensa che la coltivazione di questi ultimi sia parte integrante del territorio un pò da sempre, come avviene per gli ulivi. Non è esattamente così. Il carciofo è stato introdotto in Puglia come coltivazione solo dopo la seconda guerra mondiale, se tralasciamo alcuni piccoli appezzamenti ad esso dedicato agli inizi del Novecento, tra Bari e Lecce. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale, come si diceva, il carciofo è stato introdotto in Puglia, e nello specifico nel brindisino e nel foggiano, zone che ad oggi hanno una forte vocazione in tal senso. Da allora, infatti, la superficie territoriale destinata alla coltivazione e produzione delle piante di carciofi è andata via via espandendosi, con una lieve flessione negli ultimi 15 anni.

carciofi

Qualche dato inerente la produzione di carciofi pugliese

  • la Puglia è al primo posto in Italia per superficie agricola destinata alla produzione dei carciofi;
  • la provincia pugliese che vanta il maggior numero di carciofi prodotti è Foggia, seguita da Brindisi;

Le cultivar più diffuse per quanto riguarda i carciofi pugliesi

  • nel Foggiano la cultivar più diffusa è il Violetto di Provenza, chiamato anche Francesino
  • nelle provincie di Brindisi e Bari troviamo il Brindisino o Locale di Mola, chiamato anche Violetto di Sicilia o Catanese, che è anche un IGP

Caratteristiche del Carciofo Brindisino IGP

Il Carciofo Brindisino IGP è un carciofo pregiato e molto saporito, per niente fibroso e per questo molto richiesto sia come carciofo da usare per tante ricette di cucina fantasiose, sia come carciofo per l’industria alimentare, che lo trasforma agevolmente in un delizioso prodotto sott’olio. Per quanto riguarda l’uso in cucina, il carciofo brindisino IGP è davvero buono sia a crudo che cotto, ripieno, farcito, come stufato, come ingrediente di risotti o piatti di pasta fresca.

  • altezza media 70 cm
  • capolino cilindrico, compatto, di dimensioni medie
  • foglie esterne verdi, raramente con sfumature violette
  • piccola spina apicale
  • epoca di produzione: ottobre maggio
  • produce 15 capolini per pianta, dei quali 6 o 7 vengono venduti freschi, i restanti vengono destinati all’industria

Caratteristiche del Violetto di Provenza

  • altezza media 70 cm
  • capolino ovoidale, compatto, di dimensioni medie
  • foglie esterni violette
  • raramente spina apicale
  • epoca di produzione: ottobre maggio
  • produce 18-20 capolini per pianta, dei quali 8 o 10 vengono venduti freschi, i restanti vengono destinati all’industria

Altri cultivar di carciofo pugliese

Oltre alle due varietà sopracitate, in Puglia esistono varietà minori, generalmente tardive, vendute e consumate solo sul mercato locale. Hanno molti nomi, ma spesso è sempre lo stesso carciofo. Ne citiamo alcuni:  Violetto di Putignano, Bianco Tarantino, Carciofo del Salento, Molese Tardivo, Centofoglie di Rutigliano.

I carciofi sott’olio pugliesi

Una ricetta molto comune tra le massaie pugliesi è quella dei carciofi sott’olio, che potete trovare anche comodamente in commercio. I carciofi vengono mondati e bolliti in acqua e aceto per pochissimi minuti, dopodichè invasati con olio extravergine di oliva oppure gustati al momento.