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Castel del Monte: le origini

Situato nella zona delle Murge occidentali, a pochi chilometri dai centri di Andria, Ruvo di Puglia e Corato, Castel del Monte è un castello risalente al XIII secolo, edificato per volere dell’imperatore Federico II di Svevia. Monumento nazionale dal 1936 e patrimonio dell’umanità dell’Unesco dal 1996, il castello nasce ufficialmente il 29 gennaio 1240, giorno in cui Federico II Hofenstaufen di Sevia ne ordina l’edificazione chiedendo che esso sorga nello specifico nei pressi della chiesa di Sancta Maria del Monte, sulle rovine di un precedente edificio di origine longobarda. Riguardo alla datazione tuttavia, le opinioni sono discordanti: alcuni studiosi ritengono che nel gennaio del 1240 l’edificazione del castello fosse quasi giunta al termine, mentre altri ritengono che il termine dei lavori sia coinciso con la morte del sovrano, nel 1250. Anche riguardo il nome dell’architetto che ha progettato il castello gli studiosi non hanno trovato un accordo univoco: c’è chi attribuisce disegno e progettazione a Riccardo da Lentini, chi invece allo stesso Federico II. Presso il castello vennero celebrate le nozze di Violante, figlia di Federico e Bianca, con il conte di Caserta Riccardo Caetani: correva l’anno 1246. Dopo la morte del sovrano il castello entrò in un periodo di abbandono e degrado, che toccò il suo culmine nel Rinascimento: per quell’epoca infatti tutti gli arredi e le decorazioni parietali in marmo erano completamente spariti, lasciando spazio ad un ambiente spoglio e privo di qualsivoglia bellezza che venne adibito a carcere ed a ricovero per pastori, briganti e fuggiaschi. Finalmente, nel 1876, lo Stato Italiano acquistò il castello per 25mila lire con l’intento di dare il via alle operazioni di restauro. Il restauro ebbe successivamente luogo dal 1928 al 1936, anno in cui il castello venne dichiarato monumento nazionale. Nel 1996, infine, l’Unesco dichiarò il castello Patrimonio dell’Umanità per essere un bellissimo esempio di architettura medievale di tipo militare ed al contempo per essere in grado di unire in sè riferimenti culturali tipici di differente provenienza: dal mondo islamico al nord Europa, con evidenti richiami ai motivi dell’antichità classica.

Le caratteristiche del castello: interno ed esterno

Il castello è un edificio a pianta ottagonale nel quale ciascun lato misura 16,30 metri; ciascun angolo dell’ottagono è sovrastato da una torretta anch’essa ottagonale nella quale ciascun lato misura 3,10 metri. Visto dall’interno, ciascun lato misura appena 8,65 metri. L’altezza tocca invece un massimo di 24 metri in corrispondenza delle torri. Due rampe di scale simmetriche conducono al portone principale, che si trova sul lato dell’ottagono orientato verso Est, in corrispondenza del sorgere del sole agli equinozi di primavera e di autunno. Tutte le pareti, tranne quella orientale ed occidentale recanti i due portali, presentano una monofora in corrispondenza del primo piano, ed una bifora in corrispondenza del secondo. Laddove vi sono i portali incontriamo solamente la bifora, mentre sulla facciata settentrionale incontriamo una trifora al secondo piano. Inoltre, sulle torri sono presenti specifiche feritoie per dar luce alle scale a chiocciola che si trovano al loro interno. Per ciò che concerne il cortile interno, in una descrizione di Troyli del 1743 si legge che al centro di esso vi era una vasca ottagonale in marmo che stava a simboleggiare il Santo Graal. Vuole la leggenda infatti che il Santo Graal sia stato custodito in questo castello per un periodo. Oltre agli aspetti tipici della cultura e della credenza medievale troviamo anche una serie di riferimenti concreti al grande senso di praticità che le strutture architettoniche a quei tempi già dimostravano: è presente quindi, al di sotto del cortile, una cisterna per la raccolta delle acque piovane, ancora oggi funzionante. Sotto le torri vi sono altre cinque cisterne per la raccolta delle acque, oggi non funzionanti. La forma del cortile e la presenza di questa grande cisterna evocano il concetto medievale di pozzo, che all’epoca stava a simboleggiare la conoscenza.

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Il castello: aspetti decorativi

In origine il castello era ricco di motivi decorativi gran parte dei quali oggi è andata perduta: le chiavi di volta dei costoloni, ad esempio, erano decorate con motivi decorativi scultorei di origine mitologica e vegetale, romana e cistercense ma anche con motivi tipici del mondo svevo. A livello visivo, il castello presenta un gioco cromatico derivante dell’uso e dalla sapiente mescolanza di tre materiali costruttivi differenti: la pietra calcarea, facilissima da reperire nelle Murge, il marmo bianco e la breccia corallina. La pietra calcarea regala all’edificio un effetto ora bianco ora rosato, a seconda della luce, dell’ora del giorno e della stagione; il marmo, oggi effettivamente poco presente, doveva essere invece abbondante negli arredi ed in tutte le decorazioni che non sono giunte fino a noi; la breccia corallina, con le sue venature nei toni dell’arancio, doveva invece donare una nota di colore all’intero edificio.

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La funzione di Castel del Monte: ipotesi

Castel del Monte rappresenta la perfetta sintesi della conoscenza culturale ed architettonica dell’Alto Medioevo e pertanto è un edificio assolutamente di gran pregio. Circa la sua funzione le ipotesi sono differenti; nonostante esso sia stato ripetutamente definito come esempio di architettura medievale di impronta militare, vi sono diversi dettagli che non confermano questa teoria. Primo tra tutti, la vulnerabilità del castello, data dalla sua posizione e dalla sua conformazione entrambe non strategiche nè difensive; pensiamo alle scale a chiocciola che salgono in senso antiorario (si usava costruirle in senso orario per rendere difficoltosa al nemico la salita brandendo un’arma nella mano sinistra); o alle feritoie troppo strette per un uso difensivo. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il castello potesse essere la residenza del sovrano: un’altra ipotesi da scartare poiché non sono presenti né stalle né i tipici ambienti connessi all’attività venatoria. Si è invece ipotizzato che il castello fosse un rifugio dove il sovrano si dedicasse, assieme ai membri della sua corte, allo studio ed alle scienze, come d’altronde è testimoniato dalla struttura stessa, così intrisa di simbolismi astrologici, geometrici, algebrici tipici del periodo medievale.

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