Collepasso è un piccolo comune del Salento, in provincia di Lecce, di circa 5.400 abitanti, adagiato sulle pendici della Serra di Sant’Eleuterio. Autonomo da Cutrofiano dal 1907, conserva un centro storico con palazzi nobiliari, un palazzo baronale di origine feudale e una solida tradizione gastronomica salentina.

Storia di Collepasso

Il nome Collepasso compare per la prima volta nel corso del XII secolo, nella forma greca di Koulopatze e in quella latina di Colopati o Colopaci — con il significato di “casale di Nicola Ippazio”, o villaggio di San Nicola. La versione attuale del toponimo deriva invece dalla posizione del paese: terra di transito obbligatorio per chi doveva attraversare le colline salentine.

La storia del borgo, come insediamento vero e proprio, inizia nel XIII secolo, con un primo abitato distrutto dalle incursioni turche. Il paese resta a lungo legato al vicino comune di Cutrofiano, da cui ottiene l’autonomia amministrativa solo nel 1907.

Lo sapevi? In dialetto salentino Collepasso è chiamato Culupazzu. Il territorio comunale è piccolo — circa 12,5 km² — e sorge a valle dell’area chiamata “Macche”, uno dei punti più elevati dell’intera provincia di Lecce. Nelle campagne del paese nasce anche il canale dell’Asso, un breve corso d’acqua che confluisce poi in un inghiottitoio carsico nei pressi di Nardò.

Cosa vedere a Collepasso

Il centro storico di Collepasso custodisce piazze, edifici religiosi e civili di buon valore storico. Tra i palazzi nobiliari spiccano Palazzo Viva, Palazzo Pomarico, Palazzo Danieli e Palazzo Rotella, che racchiudono il centro cittadino in un impianto urbanistico armonioso, costruito dopo l’autonomia da Cutrofiano.

Il simbolo per eccellenza del passato feudale del paese è il Palazzo Baronale: risalente al periodo feudale e più volte ampliato fino al Settecento, fu un centro politico e culturale attivo durante il periodo della baronessa Aurora Leuzzi. L’edificio conserva ancora elementi di epoche diverse, tra cui un’antica torre di difesa di origine bizantina. Diventato di proprietà comunale nel 1987, è considerato l’episodio più significativo di architettura civile dell’intero abitato.

Sulla piazza centrale si affaccia anche la Torre dell’Orologio, costruita tra il 1913 e il 1915, accanto al Palazzo Municipale e alla Villa Comunale di Piazza Dante. Di rilievo religioso è invece la Chiesa della Natività di Maria Vergine: donata alla comunità dalla nobildonna Consiglia Pesce nel 1865, dopo il crollo dell’antica chiesa parrocchiale, fu proclamata nuova Chiesa Madre nel 1871.

Un’idea fuori dal centro storico. Poco fuori dal paese si trova il Parco Bosco, un boschetto di querce che ospita molte delle feste paesane di Collepasso durante l’anno — una tappa piacevole per chi visita il paese in un giorno di sagra o di mercatino locale.

La gastronomia di Collepasso

Come gran parte del Salento, anche Collepasso ha una sua solida tradizione gastronomica. Il pane tipico della zona è la frisella, preparata con orzo e grano. Tra i formati di pasta fresca spiccano le orecchiette, dal caratteristico colore giallo dorato, ottime condite con un buon olio extravergine locale. Tra i salumi, da provare la salsiccia di Lecce. La fertilità del territorio permette anche la coltivazione delle mele cotogne, da cui si ricavano conserve e dolci tradizionali.

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