Il Parco Rupestre Lama d’Antico si trova nel territorio di Fasano, in provincia di Brindisi. Un canalone carsico lungo 4 km con pareti di roccia fino a 12 metri, villaggio rupestre medievale, chiese bizantine affrescate e una flora-fauna della macchia mediterranea tra le più ricche della Murgia Costiera.

Parco Rupestre Lama D'Antico a Fasano — il canalone carsico con gli olivi secolari

Il Parco Rupestre Lama d’Antico: natura e archeologia

Ubicato nel territorio di Fasano, in provincia di Brindisi, il Parco Rupestre Lama d’Antico è un ottimo esempio di integrazione tra civiltà rurale contadina e natura.

La piana degli olivi secolari che si estende da Carovigno a Monopoli lungo il versante adriatico non è una distesa piatta — è attraversata da decine di solchi di natura torrentizia che dalle colline delle Murge giungono fino a poche centinaia di metri dal mare. Questi solchi localmente sono detti lame. Fra queste, Lama d’Antico è una delle più conosciute e affascinanti. Si è formata milioni di anni fa per effetto dell’azione erosiva delle acque sulla tenera roccia calcarea, formando un canalone lungo circa 4 chilometri con pareti di roccia che in alcuni punti sono alte 12 metri. In caso di forti piogge si formano piccoli rivoli d’acqua sul fondo della lama, che hanno reso fertile il terreno e favorito una folta vegetazione: canne di palude, erbe e arbusti spontanei che in primavera esplodono in fioriture come il cisto rosso, il cisto marino, papaveri e convolvoli. Qua e là si stagliano esemplari di olivi e carrubi secolari dai tronchi contorti e rugosi — muti testimoni del passare dei secoli.

Sulle pareti rocciose esposte al sole prosperano piante della macchia mediterranea, adattate alla siccità e alle alte temperature estive: enormi piante di capperi con le radici ancorate nella roccia che penzolano davanti agli ingressi delle grotte, e poi timo, rosmarino, lentisco, ginestra e biancospino. Tra la vegetazione arborea, oltre a olivo e carrubo, sono presenti mandorlo, perastro, prugnolo, fico e leccio. Un’esplosione di odori e colori che favorisce la presenza di numerosi insetti impollinatori, di rettili come il cervone, il colubro leopardiano e il biacco, di mammiferi come la volpe, la faina, la donnola, il riccio e l’arvicola, e di numerose specie di volatili: l’upupa, il cardellino, gazze, cornacchie grigie, tortore e rapaci come la poiana e il gheppio. Dal crepuscolo in poi diventano protagonisti gufi, civette, barbagianni e assioli.

Come arrivare al Parco Lama d’Antico

Da Brindisi

Percorrere la SS 16 in direzione Fasano-Bari sino all’uscita Savelletri-Fasano Stazione. Procedere in direzione Savelletri, superare Rotonda Conforama e la rotonda Stazione. Immediatamente dopo il sottovia ferroviario svoltare a destra (curva a gomito) e subito dopo a sinistra: si trova il Parco.

Da Bari o Taranto

Percorrere la SS 16 in direzione Fasano-Brindisi sino all’uscita Savelletri-Fasano Stazione. Procedere in direzione Savelletri, superare Rotonda Conforama e la rotonda Stazione. Immediatamente dopo il sottovia ferroviario svoltare a destra (curva a gomito) e subito dopo a sinistra: si trova il Parco.

Testo ripreso dall’itinerario che abbiamo fatto, che includeva anche la visita alle Grotte di Castellana — una gita perfetta da fare in una sola giornata.

Il parco rupestre include natura e archeologia: si compone di un villaggio e di un parco naturale. La sua visita è possibile praticamente tutto l’anno. In ogni mese la natura offre le sue sorprese: il grande carrubo che campeggia al centro del parco, i cespugli odorosi della macchia mediterranea, more e capperi in estate e molte altre specie da osservare e fotografare. Il mare è lì vicino, e passeggiare all’aperto facendo il pieno di iodio è più che piacevole.

Guardando a terra, non stupitevi se noterete dei fossili di conchiglia: un tempo qui tutto era sommerso dal mare — solo l’alta Murgia emergeva, ma il resto era sommerso o attraversato da fiumi. Non per nulla “Lama” significa proprio “antico letto di fiume”. Un fiume che qui scorreva diverse migliaia di anni fa, ma che nei fossili, nei resti e nella morfologia del villaggio ancora si può intuire chiaramente. La presenza del mare e dell’acqua in queste zone era davvero forte: tenete a mente questa osservazione, perché più tardi, nel corso della visita alle Grotte di Castellana, ne comprenderete il peso ancor di più.

A livello di archeologia, il parco include un villaggio rupestre — un agglomerato di grotte e edificazioni rurali risalenti già al Neolitico. Fu nel Medioevo, tuttavia, che questo villaggio venne nuovamente abitato dalle popolazioni locali, dedite all’agricoltura e alla pastorizia. Tra il 1000 e il 1400 questo villaggio viene usato come luogo abitativo, di rifugio in caso di maltempo, di riparo del bestiame e come magazzino per gli attrezzi agricoli. La semplicità di queste strutture racconta la modestia della vita dei suoi abitanti, ma anche il loro senso pratico: non mancano i ganci per legare il bestiame e utilissimi pozzi per raccogliere l’acqua piovana.

Leave a Reply

Your email address will not be published.