Matera è in Basilicata. Ma il ponte più famoso di No Time to Die — quello da cui James Bond salta nel vuoto — è a Gravina in Puglia, a 23 chilometri di distanza. Molti turisti che visitano Matera scelgono di dormire a Gravina: stessa atmosfera rupestre, prezzi più contenuti, e una città che vale il viaggio per conto suo. Questa guida racconta entrambe — e il legame cinematografico che le ha rese famose nel mondo.

C’è un momento nel film No Time to Die — il venticinquesimo capitolo della saga di James Bond con Daniel Craig — in cui 007 corre su un viadotto ad archi, si getta nel vuoto da 37 metri di altezza e atterra sul greto del canyon sotto. Lo spettatore vede Matera sullo sfondo. Ma quel ponte è a Gravina in Puglia. La produzione ha sovrapposto digitalmente i due luoghi — perché insieme creavano qualcosa che nessuno dei due da solo avrebbe potuto offrire.

Questa storia cinematografica è anche la storia di un itinerario reale che migliaia di turisti fanno ogni anno: Matera e Gravina nello stesso viaggio, spesso con base proprio a Gravina. Due città rupestri separate da 23 chilometri, due canyon, due identità diverse — e un’unica scena di inseguimento che le ha messe sulla mappa del mondo.

Cosa trovi in questo articolo: la storia di Matera dalla “vergogna d’Italia” a Capitale Europea della Cultura, i film che l’hanno resa famosa nel mondo, il ruolo di Gravina in No Time to Die e la polemica con la produzione, cosa vedere a Gravina e perché molti turisti scelgono di soggiornare qui, e come organizzare l’itinerario tra le due città.

Matera: dalla vergogna d’Italia al Patrimonio UNESCO

Nel 1948 Alcide De Gasperi visitò Matera e usò un’espressione che sarebbe rimasta nella storia: definì i Sassi “vergogna nazionale”. In quel momento circa 15.000 persone vivevano nelle grotte del canyon — le stesse usate dall’uomo fin dal Paleolitico — senza acqua corrente, senza fognature, spesso condividendo gli spazi con gli animali. L’aspettativa di vita era tra le più basse d’Italia.

Sassi di Matera canyon abitazioni rupestri patrimonio UNESCO Basilicata

Nel corso degli anni ’50 e ’60 il governo italiano evacuò forzatamente tutti gli abitanti dei Sassi, trasferendoli nelle nuove costruzioni del quartiere moderno. Le grotte vennero murate, i rioni svuotati. Per decenni Matera rimase una città fantasma nel cuore antico — bellissima, abbandonata, dimenticata.

La svolta arrivò nel 1993, quando l’UNESCO iscrisse i Sassi di Matera nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità — riconoscendo in quei canyon abbandonati uno dei più straordinari esempi di insediamento rupestre continuo della storia umana. Da quel momento Matera cominciò a reinventarsi. Le grotte tornarono a essere abitate — questa volta come hotel di lusso, ristoranti, gallerie d’arte, residenze private. La stessa pietra che era stata “vergogna” divenne il materiale più prezioso della città.

1993
anno dell’iscrizione UNESCO dei Sassi di Matera — patrimonio dell’umanità
2019
Matera Capitale Europea della Cultura — prima città del Sud Italia a ricevere questo riconoscimento
23 km
distanza tra Matera e Gravina in Puglia — 25 minuti in auto
37 m
altezza del Ponte dell’Acquedotto di Gravina — il salto di James Bond in No Time to Die

Matera 2019 e il salto nel futuro

La designazione di Matera come Capitale Europea della Cultura 2019 — prima città del Sud Italia a ricevere questo riconoscimento, scelta nel 2014 tra sei finaliste italiane — ha cambiato la percezione della città in modo definitivo. Lo slogan scelto era “Open Future”: un programma che guardava avanti senza dimenticare le radici.

Matera Capitale Europea della Cultura 2019 Sassi panorama notturno

La cerimonia d’inaugurazione si tenne il 19 gennaio 2019 alla Cava del Sole — una grande arena naturale ricavata da una cava di tufo — con lo spettacolo “Apollo Soundtrack” scritto da Brian Eno, Roger Eno e Daniel Lanois. Il palinsesto dell’anno coinvolse artisti internazionali, istituzioni europee, residenze artistiche, produzioni originali. L’eredità non è solo culturale — è infrastrutturale: strade, spazi pubblici, sistemazione dei Sassi, connessioni con i comuni limitrofi. Matera 2019 ha lasciato una città fisicamente diversa.

Nel 2026 Matera si conferma ancora protagonista: Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, insieme alla città marocchina di Tetouan, con il programma “Terre Immerse” dedicato alle connessioni culturali del Mediterraneo.

I film che hanno raccontato Matera al mondo

Prima che James Bond arrivasse con la sua Aston Martin DB5, Matera era già un set cinematografico con una storia straordinaria. La sua capacità di evocare l’antico Oriente Medio — le rocce, le case di pietra sovrapposte, i canyon — l’ha resa una Gerusalemme ideale per generazioni di registi.

  • Pier Paolo Pasolini — Il Vangelo secondo Matteo (1964): Matera come Gerusalemme. Il film vinse il Premio Speciale della Giuria a Venezia. È il punto di partenza di tutto il cineturismo materano.
  • Francesco Rosi, Giuseppe Tornatore, i fratelli Taviani: decenni di cinema italiano d’autore hanno usato Matera come set — una tradizione che l’ha tenuta viva nell’immaginario nazionale anche nei decenni di abbandono.
  • King David con Richard Gere (1985): Matera come set biblico, con il canyon che diventa le valli di Giuda.
  • La Passione di Cristo di Mel Gibson (2004): il film che ha cambiato tutto. La produzione americana più grande mai girata nel Sud Italia. Matera come Gerusalemme — in un film visto da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Da quel momento il turismo internazionale cominciò a cercare Matera sulla cartina.
  • Ben-Hur (remake, 2016) e Wonder Woman (2017): il filone biblico continua — Matera come sede privilegiata delle grandi produzioni che cercano l’Oriente antico senza andare in Medio Oriente.
  • No Time to Die (2021): il capitolo finale di James Bond con Daniel Craig. Matera come location principale per la sequenza italiana d’apertura. E Gravina in Puglia come coprotagonista nascosta.

James Bond a Gravina in Puglia: la verità sulla scena del ponte

Quando No Time to Die uscì nel 2021, la scena italiana d’apertura divenne virale. Bond e Madeleine Swann arrivano a Matera su una Aston Martin DB5, percorrono i vicoli dei Sassi, poi la storia si sposta al cimitero — dove esplode tutto. Bond fugge su un viadotto ad archi, un’auto lo speronisce, arriva un motociclista, lui salta dal bordo del ponte nel canyon sotto.

Ponte Acquedotto Madonna della Stella Gravina in Puglia canyon No Time to Die James Bond

Quello che il film non dice — ma che vale sapere se vai a Gravina: la scena del ponte non è stata girata a Matera. Il Ponte dell’Acquedotto Madonna della Stella è a Gravina in Puglia, a 23 chilometri di distanza. La produzione ha girato separatamente le scene di Matera e di Gravina, poi le ha unite digitalmente — inserendo il panorama dei Sassi dietro il ponte gravinese e il viadotto di Gravina nelle vedute aeree di Matera. Il risultato sullo schermo è convincente. Ma sono due città diverse.

A Gravina la produzione usò 800 comparse locali e girò nel Parco Archeologico di Botromagno — dove furono costruiti appositamente la tomba di Vesper Lynd e alcuni edifici di scena. Daniel Craig fu visto sul set il 20 settembre 2019. Per il girato nei vicoli di Matera, invece, per aumentare l’aderenza delle moto sulle pietre sconnesse, furono versati 32.000 litri di Coca-Cola — per un costo di 60.000 euro.

La polemica: il sindaco di Gravina contro la produzione di 007

C’è un capitolo di questa storia che merita di essere raccontato. Quando No Time to Die uscì nelle sale, il sindaco di Gravina Alesio Valente notò qualcosa nei titoli di coda: la città non era citata. Eppure negli accordi scritti con la casa di produzione italiana Lotus Production era espressamente previsto che Gravina venisse menzionata nei ringraziamenti finali.

Ponte Acquedotto Gravina in Puglia vista canyon archi location James Bond

Il sindaco dichiarò guerra a 007: “Al punto 9 era scritto espressamente che la casa di produzione si impegnava a citare la città di Gravina nei titoli di coda. Purtroppo Gravina non c’è. Agiremo in ogni sede per ottenere il rispetto degli impegni”. Il Comune mandò l’ufficio legale a contattare la produzione. Una piccola città pugliese che minacciava di fare causa a una delle produzioni cinematografiche più grandi al mondo — per una questione di riconoscimento, non di soldi. Il caso fece notizia. Non si sa come sia finita, ma l’episodio dice qualcosa di preciso sull’orgoglio territoriale di Gravina.

Oggi quel ponte è nella “Bond map” — la mappa delle location ufficiali del franchise 007. Gruppi di fan internazionali arrivano appositamente a Gravina per visitarlo, alcuni in costume da 007. Il turismo Bond a Gravina è reale, concreto, misurabile. E il ponte è stato anche tra i venti vincitori del bando FAI “I luoghi del cuore”, entrando nella rosa dei progetti di valorizzazione finanziati da Intesa Sanpaolo.

Gravina in Puglia: cosa vedere oltre il ponte di Bond

Molti turisti che visitano Matera scelgono di dormire a Gravina — e non solo per i prezzi più accessibili. Gravina è una città rupestre con una storia stratificata quanto quella di Matera, meno conosciuta e meno frequentata, con un centro storico che conserva ancora la dimensione di un borgo vissuto.

Centro storico rupestre Gravina in Puglia chiese grotte canyon Alta Murgia

  • Il Ponte dell’Acquedotto Madonna della Stella: 37 metri di altezza, 90 metri di lunghezza, costruito nel 1686 per trasportare l’acqua alla città e permettere ai fedeli di raggiungere la chiesa sull’altro lato del canyon. Crollò con il terremoto del 1722 e fu ricostruito. Camminare sopra e guardare giù — verso il torrente e le pareti calcaree — è un’esperienza che rimane. È il simbolo della città e il punto di partenza di qualsiasi visita.
  • La Cattedrale normanna: costruita nel 1065, quasi completamente distrutta dal terremoto del 1456, ricostruita nel 1482 con il contributo — si dice — dell’architetto Bramante. L’interno ha un soffitto ligneo barocco con decorazioni in oro e dipinti settecenteschi, un organo del XVI secolo e un coro in noce intarsiato a mano.
  • La Chiesa del Purgatorio: la facciata è una delle cose più singolari della Puglia — due scheletri scolpiti sui capitelli delle colonne che guardano verso l’alto. All’interno, la Madonna del Suffragio di Francesco Guarini.
  • La Chiesa rupestre di San Michele delle Grotte: scavata interamente nel tufo, con cinque navate, tracce di affreschi medievali e un angolo dove sono raccolte ossa umane attribuite a vittime dei Saraceni. Era la prima cattedrale della città — poi sostituita da quella normanna.
  • Gravina sotterranea: percorso guidato negli ipogei e nelle grotte sotto il centro storico — cisterne, cunicoli, ambienti scavati nel tufo che raccontano la vita sotterranea della città per secoli.
  • Il Parco Archeologico di Botromagno: i resti dell’antica città peuceta sull’altro lato del canyon — dove la produzione di Bond girò la scena del cimitero. I primi insediamenti risalgono all’età del Bronzo.

Perché dormire a Gravina per visitare Matera

La logica è semplice. Matera negli ultimi anni è diventata una destinazione premium — i Sassi sono pieni di hotel di charme ricavati nelle grotte, magnifici, e con prezzi che riflettono la domanda internazionale. Chi vuole dormire nei Sassi di Matera paga. Chi vuole un’esperienza simile — una città rupestre con canyon, grotte, storia — a prezzi più accessibili, ha Gravina a 25 minuti di auto.

Gravina in Puglia borgo rupestre vista panoramica canyon torrente Murgia

L’itinerario ideale: arrivo a Gravina, sistemazione in una delle strutture ricettive nel centro storico o nell’hinterland. Primo giorno — esplorazione di Gravina: il ponte, la cattedrale, le chiese rupestri, il sotterraneo. Cena in una delle trattorie locali con la cucina dell’Alta Murgia. Secondo giorno — visita a Matera: i Sassi di Sasso Barisano e Sasso Caveoso, il Museo della Scultura Contemporanea, il Palombaro Lungo, la Cattedrale. Sera di ritorno a Gravina. In questo modo si vede tutto senza pagare i prezzi dei Sassi per dormire.

Distanza Gravina–Matera: 23 km, circa 25 minuti in auto. Non esiste un collegamento in autobus diretto comodo — la macchina è indispensabile.

Quando andare e come organizzare il viaggio

  • Primavera (aprile-giugno): il momento migliore. Temperature miti, poca folla rispetto all’estate, la campagna dell’Alta Murgia ancora verde. Matera in giugno è perfetta — non ancora satura di turisti.
  • Autunno (settembre-ottobre): la seconda finestra ideale. Luce dorata, temperature ancora buone, meno visitatori. La pietra calcarea di entrambe le città prende colori diversi con la luce autunnale.
  • Estate (luglio-agosto): Matera è molto frequentata. Gravina molto meno — il che la rende un’alternativa ancora più sensata come base estiva.
  • Da Bari: Gravina è a circa 60 km, un’ora in auto. Matera è a circa 65 km, un’ora e dieci minuti. Si possono visitare entrambe in un weekend partendo da qualsiasi punto della Puglia.
  • Da Taranto: Matera è a soli 60 km, meno di un’ora. Gravina è a 80 km. Chi soggiorna nel Salento o nella costa ionica include spesso questo itinerario.

Matera e Gravina sono due città che si capiscono meglio insieme. Entrambe costruite sul bordo di un canyon, entrambe con una storia di insediamento rupestre antico, entrambe con una pietra calcarea che cambia colore con la luce. Matera è diventata famosa nel mondo. Gravina sta ancora aspettando che qualcuno racconti la sua storia per intero — a partire dal fatto che il ponte di James Bond è il suo.

Il Ponte dell’Acquedotto Madonna della Stella di Gravina in Puglia è stato costruito nella seconda metà del XVII secolo. La scena di No Time to Die con il salto dal ponte è stata girata a Gravina nel settembre 2019 con 800 comparse locali. Per la scena dei Sassi di Matera furono versati 32.000 litri di Coca-Cola sulle strade per aumentare l’aderenza delle moto. Il film è uscito nel 2021. Fonti: The James Bond Dossier, Falstaff Magazine, Gazzetta del Mezzogiorno, Quotidiano di Puglia.