La Festa di San Rocco a Torrepaduli è la notte più intensa e più antica del calendario salentino: tra il 15 e il 16 agosto, migliaia di persone si radunano attorno al Santuario per assistere — o partecipare — alla pizzica-scherma, un duello simbolico danzato al ritmo ipnotico dei tamburelli. Non è una sagra gastronomica: è un rito che sopravvive praticamente immutato da secoli.
Dove e quando: Torrepaduli, frazione di Ruffano

Torrepaduli è una piccola frazione del comune di Ruffano, nel cuore del Salento. Qui sorge il Santuario di San Rocco, meta di pellegrinaggio devoto sin dal Cinquecento. I festeggiamenti si concentrano tra la sera del 15 agosto e l’alba del 16, con eventi collaterali — mostra mercato, visite guidate al centro storico, laboratori di pizzica — che in alcune edizioni si estendono fino al 17 agosto.
La leggenda dietro la danza delle spade
San Rocco era un nobile francese del XIV secolo, guaritore dalla peste bubbonica. Secondo la leggenda locale, durante una prigionia ingiusta nel Nord Italia insegnò l’arte della scherma ai propri compagni di cella — da qui il legame simbolico tra il santo e la danza che porta il suo nome. Morì, sempre secondo la tradizione, proprio nella notte tra il 15 e il 16 agosto.
La statua che non si voleva muovere. Un’altra leggenda locale racconta che le autorità di Ruffano decisero un tempo di spostare la statua di San Rocco da Torrepaduli al centro abitato di Ruffano in modo definitivo. Durante la processione, però, la statua divenne improvvisamente troppo pesante da portare: nemmeno l’aiuto di più persone riuscì a smuoverla di un metro. Solo tornando indietro verso Torrepaduli il peso tornò normale. Da allora, il Santuario è rimasto lì dove si trova oggi.
La pizzica-scherma: cos’è davvero la “danza delle spade”
Il momento più atteso della notte è la pizzica-scherma, spesso chiamata impropriamente “danza delle spade” o “danza dei coltelli”. Non ci sono lame vere: due uomini mimano un duello di scherma usando solo le dita delle mani, muovendosi al ritmo incalzante del tamburello (o tamburrieddhu) e dell’armonica a bocca, suonati da musicisti disposti in cerchio — le cosiddette “ronde”. È una forma di pizzica particolare, praticata esclusivamente tra uomini, dove il tema del ballo di corteggiamento lascia spazio a quello della sfida.
Il programma della notte
La festa si apre nel pomeriggio del 15 agosto con il concerto bandistico, seguito dalla processione del simulacro del santo per le vie di Torrepaduli e, a seguire, dallo spettacolo pirotecnico davanti al Santuario. È a quel punto che iniziano le ronde spontanee, che proseguono ininterrotte fino all’alba del 16, quando si celebra la messa e si tengono le benedizioni delle zagareddhe — i nastri colorati che i devoti legano agli strumenti musicali in onore del santo. La mattina si apre poi la fiera, un tempo dedicata a prodotti agricoli, bestiame e artigianato, oggi allargata a un mercato più ampio.
Un legame con la Notte della Taranta. Non è un caso isolato: la tradizione di Torrepaduli è così radicata nella cultura musicale salentina che porzioni della sua coreografia — comprese le zagareddhe — vengono talvolta riproposte sul palco del Concertone della Notte della Taranta a Melpignano, a fine agosto. Due momenti diversi della stessa cultura musicale, uniti dallo stesso filo.
Per il quadro completo di quello che succede in Salento la sera di Ferragosto, e per altri appuntamenti dello stesso periodo, puoi consultare la nostra pagina sulle sagre nel Salento.
La ronda di Torre Paduli è anche il metro con cui si misura quello che succede a Melpignano: al Concertone 2026 in tanti hanno lasciato il palco per rifarsela per conto proprio. Ne abbiamo scritto in il ragno nella tela della Taranta non è la Rai, siamo noi.











