Nel basso Salento, a pochi chilometri da Santa Maria di Leuca, Tricase è una di quelle cittadine che il turismo di massa ha lambito senza sommergere. Ha un centro storico con un castello, tre piazze di carattere, chiese barocche e vicoli di pietra viva. Ha un porto antico e una delle piscine naturali più belle del Mediterraneo. Ha una quercia con oltre 700 anni di storia e il ricordo di uno dei preti più amati d’Italia. Chi ci passa una mattina capisce subito perché chi ci torna, ci torna ogni anno.

Tricase: il nome tra leggenda e storia. L’origine del nome è incerta. L’ipotesi più diffusa lo fa derivare dalla fusione di tre casali distinti — Tricase come “luogo nato tra tre case” o “tre insediamenti uniti”. Una teoria più recente, basata su documenti rinvenuti da Giovanni U. Cavallera, riconduce il nome a Demetrios Tricás, funzionario dell’Impero Romano d’Oriente che controllava l’area del Capo di Leuca. Non c’è certezza, ma entrambe le ipotesi dicono qualcosa di vero su Tricase: un luogo di incontro, di confine, di stratificazioni. Oggi il comune conta circa 17.000 abitanti e comprende le frazioni di Tricase Porto, Marina Serra, Caprarica del Capo, Lucugnano, Depressa, Sant’Eufemia e Tutino.

Il centro storico di Tricase

Passeggiare nel centro storico di Tricase è l’unico modo per capirlo davvero. Non c’è un monumento singolo che prevalga sugli altri — c’è un insieme: vicoli stretti, archi bassi, cortili nascosti, case torri del XVI secolo, campanili che emergono tra i tetti bassi. Piazza Giuseppe Pisanelli è il cuore di tutto: ci si siedono i vecchi, ci suonano i musicisti d’estate, ci si ritrova dopo la messa. Su di essa si affacciano il Palazzo Gallone e la Chiesa di San Domenico, con la statua di Don Tonino Bello — il vescovo di Molfetta nativo di Tricase, simbolo di pace e accoglienza, beatificato nel percorso della Chiesa cattolica — al centro come presenza silenziosa e riconoscibile.

Il Castello dei Principi Gallone

Il monumento simbolo di Tricase è il Castello dei Principi Gallone, oggi sede del Municipio. La struttura è il risultato di tre fasi costruttive: le parti più antiche risalgono al Trecento; il nucleo centrale fu costruito nel 1661 da Stefano II Gallone, primo Principe di Tricase. La torre quadrata, la facciata settecentesca e il cortile interno — che ospita regolarmente mostre e rassegne culturali — ne fanno uno dei complessi nobiliari più interessanti del basso Salento. I Turchi attaccarono più volte Tricase nei secoli, distruggendo il muro difensivo e le due porte d’accesso: una rivolta verso il mare, l’altra verso la campagna. Nelle mura rimaste si trovano ancora graffiti lasciati dai prigionieri delle epoche passate.

La Chiesa di San Domenico e Palazzo Comi

Su Piazza Pisanelli si affaccia anche la Chiesa di San Domenico — chiamata anche Convento dei Frati Domenicani — con la sua facciata barocca completata nel 1688 e recentemente restituita al colore originario dopo un lungo restauro. L’interno a navata unica ha sette cappelle laterali, un meraviglioso cielo ligneo e altari barocchi con tele ad olio, statue in pietra policroma e un coro in noce intagliato nel 1703.

A poca distanza si trova Palazzo Comi, sede della biblioteca pubblica intitolata al poeta Girolamo Comi — figura di spicco del Novecento letterario salentino, legato all’ermetismo e alla ricerca spirituale. La biblioteca conserva il suo archivio personale ed è uno dei luoghi meno frequentati dai turisti e più amati dai lettori della zona.

La Chiesa di San Michele Arcangelo e la “Chiesa dei Diavoli”

La Chiesa di San Michele Arcangelo, commissionata dai Gallone e costruita nel 1624, è considerata una delle sette perle dell’architettura leccese. L’interno custodisce un organo antico di pregio e tele di valore. Altrettanto singolare è la Chiesa della Madonna di Costantinopoli — nota come Chiesa dei Diavoli — costruita alla fine del Seicento con una pianta ottagonale rarissima in Salento. La leggenda vuole che il diavolo in persona l’abbia edificata in una sola notte per via di una scommessa. Oggi è sconsacrata, ma perfettamente restaurata e visitabile.

Don Tonino Bello: il vescovo di pace nato a Tricase. Antonio “Tonino” Bello (1935-1993) è nato a Tricase. Vescovo di Molfetta, teologo, scrittore e attivista per la pace, è una delle figure più amate del cattolicesimo italiano del Novecento. Organizzò nel 1992 una marcia verso Sarajevo assediata — “La marcia della pace verso Sarajevo” — portando oltre 500 persone in una città in guerra. Morì di cancro l’anno seguente. Il processo di beatificazione è in corso. A Tricase gli è dedicata la statua in Piazza Pisanelli: è lì, al centro della piazza, come se non se ne fosse mai andato.

La Quercia Vallonea: il monumento botanico di Tricase

Sulla strada che collega il centro a Tricase Porto si trova uno degli alberi più famosi di tutta la Puglia: la Quercia Vallonea, nota come Quercia dei Cento Cavalieri. Ha oltre 700 anni di età, un tronco con una circonferenza di 4,25 metri e una chioma che copre circa 700 metri quadrati. È stata dichiarata monumento botanico dalla Regione Puglia.

Photo by leccenews24.it

La leggenda dice che chi tocca la corteccia e formula un desiderio deve mantenerlo segreto fino al raccolto delle olive dell’anno successivo, poi potrà rivelarlo. La realtà è che la Vallonea era un tempo la specie arborea dominante nel basso Salento — la sua ghianda forniva il tannino per la concia delle pelli, che era l’arte artigianale principale di Tricase per secoli. Di queste querce ne rimangono pochissime. Questa è la più grande e la più vecchia.

Tricase Porto e Marina Serra: il mare del basso Adriatico

Tricase ha due anime marine, diverse tra loro e entrambe imperdibili.

Tricase Porto è un’insenatura naturale con profondità variabile da due a sette metri, con una parte del porto che risale al 1400. Non è un porto glamour: è un posto di pescatori con qualche ristorante sul lungomare, barche ormeggiate, aria salata e poca folla anche in agosto. D’estate si animano eventi musicali e teatrali nelle piazze delle frazione.

Marina Serra è qualcosa di diverso. Qui si trova una delle piscine naturali più belle del Mediterraneo — una vasca di roccia aperta sul mare adriatico, con acque trasparenti che consentono di vedere il fondo a diversi metri di profondità. Non c’è sabbia: c’è roccia bianca, acqua verde-blu, una calma quasi irreale anche nelle giornate di maestrale. Chi la conosce non la scambia con nessun altro posto del Salento.

Lungo la costa tra Tricase Porto e Marina Serra si aprono anche grotte marine accessibili solo via mare o a nuoto — tra cui la Grotta Matrona, una caverna di 10-12 metri con riflessi azzurri e verdi e due massi che emergono dall’acqua al centro.

Il Parco Naturale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase. Il territorio di Tricase rientra nel Parco Naturale Regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito per proteggere uno degli ultimi tratti di costa adriatica meridionale rimasti quasi intatti. Il bosco di Tricase è uno dei pochi esempi di foresta di querce spinose ancora presente nel Salento — un habitat raro, attraversato da sentieri per escursioni a piedi e mountain bike. Il sentiero Cipollazzo, da Tricase Porto verso il bosco Vallonea, è tra i percorsi più frequentati dagli escursionisti della zona.

Le frazioni di Tricase: borghi nascosti nel basso Salento

Il comune di Tricase comprende frazioni che meritano ciascuna una visita separata.

  • Lucugnano — piccolo borgo che conserva Villa Comi, la dimora del poeta Girolamo Comi, oggi sede di eventi culturali e residenze per artisti.
  • Tutino — ospita il Castello di Tutino del XV secolo, uno dei pochi nel Salento a conservare parte del fossato originario. Restaurato, è oggi centro culturale e sede di un ristorante di qualità.
  • Caprarica del Capo — il Castello di Caprarica (1524) con giardino e cappella dedicata a San Giovanni Battista. Sul colle del Monte Orco, ogni anno dal 1976, si svolge uno dei Presepi Viventi più antichi della Puglia — 5 ettari di bosco animato da centinaia di figuranti.
  • Sant’Eufemia — quartiere storico con cunicoli sotterranei del XVI secolo, costruiti per difendersi dagli attacchi turchi, e architetture medievali e rinascimentali tra le più intatte del territorio.

Come arrivare a Tricase

Tricase si raggiunge da Lecce in circa 50 minuti percorrendo la SS275. È servita dalle Ferrovie del Sud Est con una stazione a circa 10 minuti dal centro. D’estate i servizi Salento in Bus collegano Tricase a Otranto, Gallipoli e Santa Maria di Leuca.

L’aeroporto più vicino è quello di Brindisi (92 km); da lì si raggiunge Tricase in auto o con i mezzi pubblici attraverso Lecce. La posizione nel basso Salento la rende un’ottima base per esplorare l’intero Capo di Leuca — Santa Maria di Leuca è a soli 15 chilometri.

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Tricase è tappa di cammino. Sulla Via Francigena del Sud è la penultima: ci si arriva da Vignacastrisi in 13,6 chilometri e si riparte per Santa Maria di Leuca, diciotto chilometri più in là.

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