L’olio evo, ovvero extra vergine di oliva, è un prodotto tipico della cucina mediterranea molto conosciuto ed usato anche al di fuori del nostro paese. Chi lo conosce dal punto di vista “tecnico” e professionale e tiene conto in modo rigoroso di fattori quali colore, acidità, densità e valori nutrizionali, sa fare le opportune valutazioni ed esprimersi con precisione scientifica. E chi non se ne intende, invece? Come fa a muoversi del vasto mare degli olii evo, a scegliere, a sapere quali usare e come? E’ giunto il momento di sfatare alcuni luoghi comuni sul tema olio evo. Buona lettura! 

L’olio pugliese dell’anno precedente è migliore

L’ideale sarebbe consumare l’olio dopo un anno / un anno e mezzo dalla sua estrazione. I polifenoli in esso contenuti lo preservano dall’irrancidimento, ma questo non ci autorizza a lasciarlo lì troppo a lungo. Inoltre, mano a mano che il tempo passa il nostro olio pugliese perde proprietà nutritive, si impoverisce.

La qualità dell’olio la stabilisce madre natura

Sicuramente un buon cultivar su un buon terreno in condizioni climatiche favorevoli fa tanto. Ma non basta madre natura. Un bravo agricoltore saprà quando eseguire le potature, quando e se concimare il suolo, come mettere in atto strategie di difesa fitosanitaria, con quali tecniche eseguire la raccolta delle olive e via dicendo.

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L’olio extravergine scaduto fa male

L’olio extravergine di oliva non scade mai. Di certo, mano a mano che il tempo passa, perde le sue straordinarie qualità nutritive. Se si consuma l’olio dopo la sua scadenza, non farà male alla salute. Diverso è il discorso nel caso di un olio rancido, che allora non va consumato.

Più l’olio è verde e più è buono

Il colore verde dipende dalla presenza o meno di clorofilla e quindi dalla varietà di cultivar e dal periodo di raccolta delle olive. L’intensità di verde ad ogni modo non determina la bontà di un olio o la sua qualità. Vi sono olii gialli di qualità eccellenti ed olii verdi di qualità meno eccellente. Non fatevi influenzare dal colore per effettuare le vostre valutazioni.

L’olio troppo amaro non è buono

Al contrario, l’amaro viene dai polifenoli, preziosi antiossidanti che ci mettono al riparo dalle patologie connesse all’invecchiamento cellulare ed allo stress ossidativo. Dunque un olio amaro non è poco buono, anzi, è buonissimo e molto salutare!

L’olio torbido non è buono

Un olio torbido è semplicemente un olio non filtrato. Un olio che è stato filtrato è stato parzialmente privato di alcune caratteristiche nutrizionali ed organolettiche, ma è anche stato reso più stabile. Un olio torbido è un olio più ricco dal punto di vista nutrizionale, ma più instabile. Si consiglia dunque di consumarlo in un tempo più breve.


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Ilaria Scremin