Tour romanico pugliese Bitonto Ruvo Bari

Un tour romanico in Puglia: Bitonto, Montegrosso, Ruvo di Puglia, Bari

Uno degli itinerari più affascinanti della provincia di Bari è quello che segue il filo del romanico pugliese attraverso quattro tappe straordinarie: la cattedrale di Bitonto, il frantoio delle Zagare a Montegrosso, la cattedrale di Ruvo e la Basilica di San Nicola a Bari. Un viaggio nell’architettura medievale del Sud Italia, tra rosoni, leoni scolpiti e reliquie di santi.

Prima tappa: la Cattedrale di Bitonto

Dopo la prima colazione, partenza per Bitonto, comune della provincia di Bari. La prima tappa di questo itinerario prevede una visita alla Cattedrale, splendida costruzione del romanico pugliese la cui facciata è ornata da un rosone a 16 braccia. La cattedrale di Bitonto — chiamata spesso anche duomo di Bitonto — fu dedicata a San Valentino ed è posta nel cuore della città.

Questa splendida costruzione è considerata, per lo stile romanico pugliese, una tra le più complete e ricche di tutto il territorio. Tra gli elementi tipici che possiamo ammirare, spicca il rosone impreziosito dalla presenza di una sfinge e ornato da una coppia di leoni.

Il romanico pugliese: uno stile unico nel Mediterraneo. Il romanico pugliese si sviluppò principalmente tra il XI e il XIII secolo, durante la dominazione normanna e sveva, e si distingue dal romanico dell’Italia settentrionale per una serie di caratteristiche tipiche: le facciate a capanna con rosoni elaborati, i portali fiancheggiati da leoni stilofori (leoni che reggono le colonne), la presenza di grifi, sfingi e figure fantastiche nei capitelli e nei fregi. Questo sincretismo decorativo riflette la natura multiculturale della Puglia medievale: influenze bizantine, arabe, normanne e sveve si fondono in un linguaggio architettonico irripetibile. Le cattedrali di Bitonto, Ruvo, Trani, Bisceglie e la Basilica di San Nicola a Bari sono i capolavori di questa tradizione — costruiti a pochi chilometri l’uno dall’altro nel giro di un centinaio d’anni.

Seconda tappa: il Frantoio delle Zagare a Montegrosso

La visita del giorno prosegue presso il Frantoio delle Zagare, all’Azienda Agricola Onofrio Spagnoletti Zeuli, collocata a Montegrosso e immersa in una immensa distesa di ulivi. Da qui si possono scorgere, da un lato, l’incantevole paesaggio del Gargano e, dall’altro, l’imponente castello di Federico.

Durante la permanenza in questa location incantata è possibile concedersi la degustazione del vino e dell’olio di produzione, con possibilità di acquisto, oltre a un gustoso pranzo in agriturismo.

Montegrosso e l’olio di Andria: perché vale una tappa. Montegrosso è una frazione di Andria immersa nell’oliveto più antico della Puglia — una distesa di ulivi millenari che ricopre le pendici delle Murge fino quasi al Gargano. L’olio prodotto in questa zona è tra i più pregiati d’Italia: cultivar Coratina, raccolta anticipata tra ottobre e novembre, frangitura a freddo entro poche ore dalla raccolta. Il risultato è un extravergine dal fruttato intenso, piccante e amarognolo — caratteristiche tipiche degli oli di alta qualità. Fermarsi in un frantoio durante la stagione della molitura (ottobre-dicembre) è un’esperienza che vale quanto qualsiasi monumento: il profumo dell’olio appena franto è qualcosa che non si dimentica.

Terza tappa: la Cattedrale di Ruvo di Puglia

Nel pomeriggio la gita prosegue per la cittadina di Ruvo di Puglia con la visita della duecentesca Cattedrale Romanica, caratterizzata da un portale centrale arricchito da leoni e grifi. Questa splendida costruzione è stata dedicata a Santa Maria Assunta ed è un altro grande esempio di edificio romanico in Puglia. Come accade spesso, l’edificio è posto nel cuore della città ed è in comunicazione con il Palazzo vescovile.

Quarta tappa: la Basilica di San Nicola a Bari

L’ultima tappa è la visita della splendida Basilica di San Nicola di Bari, nel centro storico della città. Questa costruzione fu edificata tra il 1087 e il 1100, anni in cui era in corso la dominazione normanna, per ospitare le reliquie di San Nicola trasferite da Myra a Bari nel 1087.

Le reliquie di San Nicola: la storia del “furto sacro” che cambiò Bari. Nel 1087, sessantadue marinai baresi sbarcarono a Myra — l’odierna Demre, in Turchia — e prelevarono le reliquie di San Nicola, vescovo del IV secolo venerato in tutto il mondo cristiano. L’operazione, che oggi chiameremmo un furto, era all’epoca considerata una translatio sacra: un atto devoto per mettere al sicuro le reliquie dal rischio delle incursioni turche selgiuchidi. L’arrivo delle reliquie a Bari trasformò la città in un centro di pellegrinaggio di importanza europea: re, imperatori e crociati si fermavano a Bari sulla via per la Terra Santa. La basilica che fu costruita per ospitarle diventò uno dei modelli del romanico pugliese — e ancora oggi accoglie ogni anno milioni di pellegrini cattolici e ortodossi, poiché San Nicola è veneratissimo anche dalla Chiesa ortodossa russa e greca.

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