Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •  
  •  

Marmellata di mandarino

Marmellata di mandarino, perchè è buona (e fa bene)

Tra i frutti che meglio rappresentano la nostra regione, di sicuro non possiamo non annoverare gli agrumi, che da sempre sono un tesoro dell’inverno, considerando come racchiudano al loro interno una grande quantità di vitamine utili. Oggi vogliamo soffermarci a considerare in particolare il mandarino, prendendo in considerazione la sua naturale declinazione sotto forma di conserva. In poche parole parliamo dell’ottima e salutare marmellata di mandarino, ideale per fare un pieno di energia e cominciare la propria giornata nel migliore dei modi. Dato che solitamente si parla di marmellata di arance, abbiamo pensato di proporre qualcosa di diverso da quella fatta con l’agrume più comune.

Il mandarino: storia del frutto

Esattamente come nel caso degli altri agrumi, anche il mandarino è originario della Cina, in particolare dell’area tropicale del paese asiatico. La sua denominazione è corrispondente a quella che venne data originariamente appunto dai mandarini, vale a dire, i funzionari dell’impero cinese. Non è ovviamente un caso che il termine “mandarino” sia condiviso tra il frutto e queste figure politiche imperiali. In effetti, esattamente come l’agrume, anche queste persone vestivano di arancione, motivo per il quale deve essere apparsa quasi ovvia l’attribuzione di questo nome.

Conosciamo meglio il mandarino, ingrediente della marmellata di mandarino

Secondo la classificazione in ambito vegetale maggiormente condivisa a livello scientifico, il mandarino (noto con il nome scientifico di Citrus reticulata) appartiene alla famiglia delle Rutaceae. Insieme con il cedro e il pomelo, è ritenuto uno dei tre agrumi dai quali sono state ottenute tutte le successive ibridazioni che conosciamo (e consumiamo) ai giorni nostri. Anche in ragione di questo aspetto, la rilevanza del mandarino è stata rivalutata sensibilmente, giacché rispetto a pomelo e cedro è contraddistinto da un sapore dolce.

Le proprietà del mandarino

Per analizzare le proprietà benefiche di questo agrume, cominciamo col dirvi che la stessa buccia è ricca di antiossidanti, utili in modo particolare per contrastare l’invecchiamento cutaneo. Non si può ovviamente nemmeno tacere una delle ricchezze tra le più importanti e conosciute di questo frutto, vale a dire, quella di vitamine dei gruppi A, B, C e P, Non dimentichiamo la sua notevole concentrazione di fibre e di carotene, cui si aggiungono anche minerali preziosi come il ferro, il calcio, il potassio e il magnesio e, infine, pure l’acido folico.

La vitamina C del mandarino

È considerato un vero e proprio toccasana per l’equilibrio intestinale, mentre in ragione ragione della vitamina C è perfetto per contrastare l’insorgenza del raffreddore, come del resto, la vitamina P dà un contributo sostanziale per riuscire a contrastare il fastidioso fenomeno della ritenzione idrica, stimolando la diuresi. Proprio la presenza del calcio, unitamente al potassio, determina effetti benefici anche per quanto riguarda le ossa e l’apparato intestinale, agendo inoltre anche a favore di una stabilizzazione della pressione arteriosa.

marmellata di mandarino

Gli ingredienti della marmellata di mandarino

Per riuscire ad ottenere una perfetta marmellata, dovrete procurarvi quanto segue:

  • 1 kg di mandarini
  • 400 grammi di zucchero

La preparazione della marmellata di mandarino
mandarini

Cominciamo a preparare la marmellata di mandarino. Eliminate le foglie dai vostri mandarini e preoccupatevi di lavarli in modo accurato. Scegliete una pentola di dimensioni grandi e riempitela con acqua. Portate quindi ad ebollizione la vostra acqua e, una volta raggiunta la giusta temperatura, potete aggiungere i vostri mandarini. Cuocere per mezz’ora a fuoco basso. Una volta cotti, mettete a raffreddare i mandarini su un strofinaccio. Sterilizzate i vostri barattoli, utilizzando il forno per mezz’ora a 120°C o ricorrendo ad un altro metodo che conoscete.

Privarli della buccia

Nel momento in cui i mandarini risulteranno tiepidi, potrete affettarli in quattro parti, asportando i semi presenti. Una volta ripuliti, potrete semplicemente mettere i vostri mandarini – senza privarli della buccia – all’interno di un frullatore. Dopo esser stati frullati, i mandarini vanno sistemati nuovamente in una pentola, insieme con lo zucchero. A questo punto, potrete farli cuocere per circa tre quarti d’ora. Solo in seguito, frullate nuovamente il vostro preparato, sottoponendolo quindi alla prova del piatto, lasciando cadere alcune gocce sullo stesso e, quindi, inclinandolo, controllando se la vostra marmellata di mandarini sia densa al punto giusto. Qualora scivolasse con difficoltà, non vi resterebbe altro che travasare la marmellata di mandarini nei vostri barattoli, chiudere i coperchi e, quindi, capovolgerli per permettere che si crei il sottovuoto.


Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •   
  •  
  •