Cos’è uno Jazzo?

Lo jazzo è un’antica struttura in pietra a secco tipica della Puglia, utilizzata dai pastori come recinto per il bestiame durante la transumanza. Il termine deriva dal latino jacere, che significa “giacere”, indicando il luogo dove gli animali riposavano.

Architettura e funzione

Gli jazzi sono costruiti in pietra locale, spesso calcarenite, e presentano muretti a secco che delimitano ampi recinti. Alcuni includono cisterne per l’acqua piovana e piccoli rifugi per i pastori. La loro struttura è pensata per proteggere il bestiame e facilitare le attività pastorali.

La transumanza è una tradizione millenaria che ha segnato profondamente la cultura e l’economia della Puglia. Si tratta dello spostamento stagionale delle greggi, soprattutto pecore, dalle zone di montagna alle pianure e viceversa, seguendo i cicli climatici e la disponibilità di pascoli.

In Puglia, la transumanza vedeva i pastori muoversi dalla Murgia e dagli Appennini verso il Tavoliere delle Puglie, una vasta pianura fertile, dove gli animali potevano pascolare durante l’inverno, quando le zone più alte diventavano troppo fredde e povere di cibo. Con l’arrivo della primavera, i pastori ritornavano verso la Murgia, dove i pascoli estivi erano più abbondanti.

Questo movimento non era solo una necessità pratica, ma anche un vero e proprio rito sociale, accompagnato da tradizioni, canti, feste e legami comunitari. I percorsi utilizzati per questi spostamenti sono noti come tratturi, lunghi sentieri erbosi che collegano le montagne alle pianure, alcuni lunghi centinaia di chilometri.

La transumanza ha influenzato la vita di molte comunità pugliesi, favorendo lo scambio culturale e commerciale tra regioni diverse. Nel 2019, l’UNESCO ha riconosciuto la transumanza come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, sottolineando l’importanza di questa pratica per l’identità storica e sociale dell’Italia meridionale.

Oggi, anche se la transumanza si è ridotta rispetto al passato, rimane un simbolo di legame con la terra e con le tradizioni rurali, valorizzata attraverso eventi, percorsi turistici e iniziative culturali che ne mantengono viva la memoria.

Jazzo Pantano

Situato nel territorio di Gravina in Puglia, all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, lo Jazzo Pantano è uno dei più grandi della Murgia. Costruito in pietra a secco, comprende un ampio recinto e ambienti destinati al ricovero dei pastori e alla lavorazione del latte. La sua posizione strategica lungo i tratturi storici evidenzia la sua importanza nella transumanza.

Lo Jazzo Pantano prende il nome dalla zona in cui è situato, caratterizzata in passato da terreni umidi o paludosi, detti appunto pantani. Questa presenza di terreni stagionalmente acquitrinosi rendeva l’area ideale per il pascolo e la sosta del bestiame durante la transumanza.

Lo Jazzo vicino Gravina

Jazzo del Demonio

Lo Jazzo del Demonio, situato nel Bosco di Scoparella a Ruvo di Puglia, è avvolto da una leggenda popolare. Si narra che due pastori, durante una notte tempestosa, accolsero un viandante con zoccoli al posto dei piedi, rivelatosi poi essere il demonio. Dopo essersi rifugiati sotto un crocifisso, l’entità scomparve lasciando un forte odore di zolfo. Questa storia ha conferito allo jazzo un’aura misteriosa, rendendolo una meta affascinante per escursionisti e appassionati di folklore.

Jazzo Rosso

Lo Jazzo Rosso, situato in contrada Ferrata a Ruvo di Puglia, prende il nome dal colore rossastro delle pietre utilizzate nella sua costruzione. Accanto ad esso si trova la Torre dei Guardiani, edificata nel 1899 come caserma delle guardie comunali a cavallo. Negli anni ’90, un gruppo di giovani volontari ha restaurato la torre, trasformandola in un centro visite del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, promuovendo così la valorizzazione del patrimonio rurale locale.

Il nome “Jazzo Rosso” potrebbe derivare dal colore del terreno circostante, ricco di ossidi di ferro che conferiscono una tonalità rossastra alle pietre e al suolo. Sebbene la pietra utilizzata sia principalmente calcarenite, comune nella Murgia, l’esposizione agli agenti atmosferici e i minerali presenti nel terreno possono alterarne il colore. Non si esclude che il nome possa avere anche un’origine simbolica o locale, legata a usanze o a toponimi tradizionali.

Valorizzazione e turismo sostenibile

Oggi, molti jazzi sono stati restaurati e inseriti in percorsi turistici e naturalistici, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire la storia e le tradizioni della transumanza. Queste strutture rappresentano un patrimonio culturale unico, simbolo dell’identità rurale della Puglia e della sua connessione con la natura.

Altri esempi di architettura rurale in Puglia

Liame, torri colombaie, trulli, furneddhi, pagghiare sono tutti esempi di edifici rurali della Puglia.

Edifici Rurali Tipici della Puglia

  • Liame: strutture per essiccare tabacco o conservare prodotti agricoli.
  • Torri colombaie: torri per allevare colombi utili per la produzione di fertilizzante naturale.
  • Trulli: costruzioni coniche in pietra a secco, usate come abitazioni o ripari.
  • Furneddhi: piccoli forni da campo per cuocere il pane.
  • Pagghiare: capanne di paglia o legno per riparo di pastori o attrezzi.