
Conclave 2025: i tre “papabili” pugliesi tra tradizione, carismi e possibilità
Con la Chiesa cattolica in attesa dell’elezione del nuovo Pontefice dopo la scomparsa di Papa Francesco, l’attenzione si concentra su quei cardinali che, oltre a essere elettori, potrebbero verosimilmente diventare eleggibili: i cosiddetti “papabili”. Tra questi spiccano tre figure pugliesi, tutti nati nell’antica Terra d’Otranto, che rappresentano carriere diverse ma sono uniti da radici comuni e una solida presenza nella gerarchia ecclesiastica.
Chi sono i tre cardinali pugliesi eleggibili
- Fernando Filoni, nato a Manduria nel 1946 ma cresciuto a Galatone, ha ricoperto ruoli di grande rilievo nel corpo diplomatico della Santa Sede ed è attualmente Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Figura riservata ma con vasta esperienza internazionale, Filoni è considerato un profilo di equilibrio tra la Curia e la pastorale
- Marcello Semeraro, classe 1947, originario di Monteroni di Lecce, è oggi prefetto del Dicastero per le Cause dei Santi. Teologo raffinato, è noto per la sua vicinanza alle linee pastorali di Papa Francesco, di cui è stato uno dei principali collaboratori nella redazione della costituzione apostolica Praedicate Evangelium
- Angelo De Donatis, nato a Casarano nel 1954, è penitenziere maggiore, ossia il capo del tribunale della Penitenzieria Apostolica. Già vicario del Papa per la diocesi di Roma, De Donatis è una figura molto apprezzata per la sua spiritualità, discrezione e formazione ecclesiale. È proprio di Casarano, inoltre, il papa medievale Bonifacio IX, di cui una lapide nella chiesa di Casaranello ne ricorda le origini e il battesimo
Un’antica tradizione papale pugliese
La Puglia ha una storia papale tutt’altro che marginale. Oltre a Bonifacio IX, vanno ricordati altri due pontefici originari dell’area barese: Antonio Pignatelli, nato a Spinazzola nel 1615, che salì al soglio con il nome di Innocenzo XII, e Pietro Francesco Orsini da Gravina, meglio noto come Benedetto XIII, ultimo papa meridionale prima di Papa Francesco.
Benedetto XIII, oggi Servo di Dio, è in attesa di beatificazione: la sua causa è attualmente in corso presso il Dicastero per le Cause dei Santi, ironicamente guidato proprio da uno dei “papabili” pugliesi — il cardinal Semeraro.
Bonifacio IX, il papa di Casarano: una storia quasi dimenticata. Bonifacio IX — al secolo Pietro Tomacelli — fu papa dal 1389 al 1404, durante uno dei periodi più tormentati della storia della Chiesa: il Grande Scisma d’Occidente, con due papi contrapposti, uno a Roma e uno ad Avignone. Le sue origini salentine sono ricordate da una lapide nella chiesa di Casaranello — uno dei luoghi di culto più antichi della Puglia, con affreschi paleocristiani di straordinario valore. La chiesa di Casaranello, dedicata a Santa Maria della Croce, è considerata una delle più antiche del Sud Italia e ospita resti pittorici del IV-V secolo d.C. Il fatto che Angelo De Donatis sia originario della stessa Casarano rende questo dettaglio storico particolarmente suggestivo in ottica conclave.
Chi non ci sarà
Alla prima Congregazione generale dei cardinali, tenutasi dopo la morte del pontefice, erano presenti anche due altri pugliesi: Salvatore De Giorgi (94 anni, Vernole) e Francesco Monterisi (90 anni, Barletta). Tuttavia, entrambi hanno superato il limite di età di 80 anni stabilito da Paolo VI nel 1973 con il motu proprio Ingravescentem Aetate, e pertanto non possono partecipare al Conclave come elettori.
Requisiti e incertezze del futuro Papa
Tecnicamente, ogni maschio cristiano, celibe e battezzato potrebbe essere eletto Papa, ma nella prassi si tende a scegliere un cardinale. Non esiste un identikit rigido: oltre all’età e all’esperienza, sono cruciali il carisma, l’equilibrio dottrinale e soprattutto l’assenza di scandali. Alcuni candidati sono esclusi di fatto per ragioni di immagine o controversie, come il cardinale Giovanni Angelo Becciu, coinvolto in procedimenti giudiziari.
Tuttavia, la storia insegna che anche figure considerate outsider possono essere scelte. Papa Francesco e Giovanni Paolo II ne sono esempi lampanti: eletti contro ogni previsione.
Perché un papa pugliese non è fantascienza. La rappresentanza geografica conta, in Conclave — e non è un segreto. I cardinali cercano un equilibrio tra continuità e rinnovamento, tra Curia e pastorale, tra Nord e Sud del mondo cattolico. L’Italia ha espresso 217 dei 266 papi nella storia — ma l’ultimo papa italiano è stato Giovanni Paolo I nel 1978, morto dopo 33 giorni di pontificato. Dopo quasi 50 anni di papi non italiani (polacco, tedesco, argentino), una parte del collegio cardinalizio potrebbe guardare con favore a un ritorno italiano. I tre cardinali pugliesi coprono profili molto diversi: Filoni ha la diplomazia, Semeraro la teologia e la vicinanza a Francesco, De Donatis la spiritualità e il radicamento pastorale romano. Tre strade verso lo stesso soglio.
Un Conclave aperto a molte sorprese
Con 133 cardinali elettori al momento effettivamente ammessi, le possibilità sono aperte e il peso della rappresentanza geografica — come quello delle correnti interne alla Curia — giocherà un ruolo fondamentale. I tre cardinali pugliesi rappresentano un’Italia che può ancora dire la sua, in una Chiesa sempre più universale ma attenta alle sue radici.











