Storia e Significato dei Trulli di Alberobello
Non è la prima volta che sulle pagine di questo magazine parliamo dei trulli, splendide costruzioni rurali tipiche della zona delle Murge oltre della famosissima cittadina della quale oggi ci stiamo occupando. I trulli in Puglia sono costruzioni a secco, facili da edificare, dove da sempre i contadini riponevano gli attrezzi e a volte vivevano. Calde in inverno e fresche in estate, facili come detto da costruire, con l’aiuto della pietra locale di tipo carsico che abbonda nel sottosuolo, e altrettanto facili da “smontare” come accadeva quando gli esattori del Regno di Napoli si avvicinavano per riscuotere i dazi sugli immobili e non trovavano mai nulla di integro e correttamente edificato.
Strutture semplici, sulla cui sommità si trovava spesso una sorta di pinnacolo, mentre sulle chiancarelle che formano il singolare tetto autoportante si poteva osservare un simbolo esoterico, magico, scaramantico, spirituale. Scopriamo assieme il significato di questi pinnacoli e simboli così inusuali.

Il trucco fiscale che ha creato un patrimonio UNESCO. La tecnica costruttiva “a secco” dei trulli — senza malta, senza cemento, solo lastre di calcare impilate — non era casuale. Era strategica. Nel Regno di Napoli le abitazioni stabili erano soggette a tassazione. I contadini costruivano i trulli senza malta proprio per poterli smontare rapidamente all’arrivo degli esattori del Re di Napoli: bastava togliere la pietra chiave al vertice del cono perché l’intero tetto collassasse, rendendo l’edificio “non abitabile” e quindi non tassabile. Quello che nacque come resistenza fiscale dei contadini pugliesi è diventato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1996.
Significato dei pinnacoli posti in cima ai trulli

I pinnacoli posti in cima ai trulli sono detti anche chiave del trullo, cucurneo o tintinule. Gli studiosi si sono interrogati a lungo sui significati dei pinnacoli. Erano semplici elementi decorativi o forse rappresentavano l’intento di esprimere qualche concetto mistico e spirituale che oggi fatichiamo a decifrare? Le teorie sul significato dei pinnacoli posti in cima ai trulli oggi sono tre:
- Segno di un tentativo di spingersi ancor più verso il cielo — un po’ come accadeva nell’arte gotica — ma in questo caso legati al culto del dio Sole o di altri dei strettamente connessi all’andamento dei lavori agricoli, adorati tipicamente dai popoli primitivi che praticavano l’agricoltura, anche in Puglia
- Piccole opere d’arte dei maestri trullari, che amavano realizzare piccole sculture in pietra per decorare la sommità dei trulli e lasciare in qualche modo la loro firma
- Segno distintivo di gruppi familiari: tutti i trulli del medesimo ceppo familiare avevano lo stesso pinnacolo
Quali sono le forme più comuni dei pinnacoli?
Come potete vedere nell’immagine, i simboli più comuni non sono molti. Troviamo dunque la sfera, il disco (ritenuto dagli esperti molto antico), pinnacoli tetraedrici, pinnacoli cuneiformi, pinnacoli cruciformi, pinnacoli stellati. E poi ancora altre forme, che con il tempo si sono modificate ed evolute, sulla base dell’estro creativo dei maestri trullari.
I maestri trullari: una corporazione di costruttori senza segreti scritti. I trullari erano gli artigiani specializzati nella costruzione dei trulli. Il loro sapere era trasmesso oralmente e per pratica diretta — nessun manuale, nessun disegno tecnico. Sapevano calcolare a occhio la curvatura giusta delle chiancarelle, la pendenza del cono, il posizionamento della pietra chiave. La costruzione di un trullo non richiedeva né malta né attrezzi complessi: solo pietra locale, mani esperte e un sapere accumulato per generazioni. Oggi i trullari sono pochissimi — la loro tecnica è un patrimonio immateriale a rischio di estinzione.
Simboli dei trulli: significati e simbologie comuni

Come detto, sui frontali dei tetti dei trulli campeggiano alcuni simboli del tutto inusuali e incomprensibili ad un occhio non esperto. Segni del tutto strani, curiosi, difficili da interpretare, e pur tuttavia suggestivi. Anche in questo caso gli studiosi si sono lungamente interrogati ed hanno concordato nel 1940 una suddivisione comune e convenzionale per tipologie di simboli. Si trovano dunque simboli primitivi, cristiani, magici, pagani, ornamentali e grotteschi.
Si pensi che in totale gli studiosi hanno identificato 200 segni differenti. Naturalmente, la superficie non perfettamente liscia dei tetti di chianche dei trulli non rende i disegni perfettamente netti e ben delineati, ma tuttavia ben distinguibili.
In linea generale molti di questi simboli hanno un significato cristiano. E pur tuttavia, non manca mai, a volte di più a volte di meno, il fine apotropaico o utilitaristico, posto in essere dal proprietario del trullo per tenere alla larga sfortuna e negatività e garantirsi un buon raccolto.
200 simboli, nessuno uguale all’altro: un alfabeto senza grammatica. Gli studiosi hanno catalogato 200 simboli diversi sui trulli di Alberobello — ma non esiste ancora una chiave di lettura unitaria. Ogni simbolo poteva avere significati diversi a seconda del contadino che lo aveva scelto, del maestro trullaro che lo aveva disegnato, del periodo storico in cui era stato tracciato. Pagano, cristiano, magico, familiare: le categorie si sovrappongono. È uno dei misteri dell’iconografia popolare pugliese che gli storici non hanno ancora del tutto decifrato.
Simboli primitivi
Si tratta di un insieme di simboli graficamente molto semplici, quasi rudimentali. Molti di questi simboli sono anche presenti sugli antichi vasi apuliani e sulle tombe antiche, e riportano anche simbologie di tipo numerico, riportando i numeri 3, 5 o 7. Fa parte di questi simboli anche la svastica, un simbolo che non tutti sanno risale a molto prima del Fascismo, e rievoca la ciclicità della vita.
La svastica sui trulli: 5.000 anni prima del fascismo. Trovare una svastica sul tetto di un trullo può sorprendere — ma non ha nulla a che fare con l’ideologia nazista. La svastica è uno dei simboli più antichi dell’umanità, presente in culture che vanno dall’India all’Europa nordica, dalla Cina alla Mesopotamia. Significa ciclicità, movimento del sole, vita che si rinnova. Sui trulli pugliesi compare con significato beneaugurante, legato ai cicli agricoli e alla speranza di un buon raccolto. La svastica nazista ne è una appropriazione ideologica del XX secolo — il simbolo stesso ha oltre 5.000 anni di storia.
Simboli magici
I simboli magici attingono al mondo dell’astrologia, dello zodiaco, dei pianeti. Molto rilevanti e presenti sono i simboli del sole e della luna, ma anche quelli dei segni zodiacali. Anche questi simboli hanno valore apotropaico, dunque di difesa dell’abitazione dalle energie negative e di buon auspicio. La luna presenta sempre la gobba rivolta ad est e non va pertanto confusa con la luna turca, che invece simboleggia la dannazione. Vediamo nel dettaglio alcuni simboli:
- Toro — augurio di buona fortuna per gli abitanti della casa
- Gemelli — augurio di buona fortuna per fratelli
- Cancro — augurio di buona fortuna per genitori
- Leone — augurio di buona fortuna per bambini
- Bilancia — augurio di buona fortuna per sposi
Simboli pagani
Si riconducono all’antico culto degli animali tipico degli antichi Romani. L’aquila, per esempio, simboleggia il desiderio dell’anima di elevarsi al cielo. Eccone altri piuttosto frequenti:
- Testa di cavallo — simbolo del lavoro
- Testa di bue — simbolo dello scongiuro delle sfortune
- Testa di cane — emblema della famiglia
- Testa di gallo — emblema della vigilanza
- Serpente — segno di prudenza
Simboli cristiani
Come detto i simboli cristiani sono i più diffusi. Si consideri che i primi Cristiani non si erano ancora del tutto liberati della simbologia pagana precedente, dunque non è inusuale trovare alcuni simboli come il sole e la luna in ambito cristiano, non solo sui trulli ma anche all’interno di chiese ed edifici religiosi. Peraltro durante tutto il Medioevo alcuni simboli astrali assunsero una forte connotazione religiosa e simbolica. Il sole, per esempio, identifica proprio la natura divina di Cristo. La luna invece simboleggia la natura umana. E non solo: alcuni simboli tipicamente ebraici sono entrati poi a far parte dell’universo simbolico cristiano. Ricordiamo per esempio il candelabro a sette bracci e la stella a sei punte. Non mancano altri simboli cristiani come il calice eucaristico, l’ostia raggiante, il cuore trafitto di Maria.

Simboli ornamentali e grotteschi
Questi simboli non trovano altra spiegazione che la fantasia del maestro che ha edificato il trullo. Si trovano per esempio le iniziali del nome e cognome del contadino, alcuni strumenti del mestiere di contadino, come la zappa o la falce. Non mancano le raffigurazioni dei prodotti della terra, come la mandorla, il grappolo d’uva. Talvolta si trova anche una croce, ivi raffigurata con scopo propiziatorio, ma anche cuori intrecciati, stelle, cuori.
Il trullo come carta d’identità della famiglia. Mettere le proprie iniziali o gli strumenti del proprio lavoro sul tetto del trullo non era vanità — era necessità. In un’epoca in cui la maggior parte dei contadini non sapeva leggere né scrivere, i simboli erano l’unico modo per affermare “questo è mio, questa è la mia famiglia, questo è il mio mestiere”. Il trullo con la zappa appartiene al contadino. Quello con il grappolo d’uva al vignaiolo. Quella con le iniziali scolpite nella pietra era la firma di chi aveva costruito — e in qualche modo la sua immortalità.












