Cagnano Varano è il paese che guarda dall’alto il lago di Varano, il più grande lago costiero del Sud Italia. Sotto l’abitato si apre la Grotta di San Michele, una cavità carsica di 52 metri abitata fin dal Paleolitico e diventata poi santuario micaelico. È il posto dove si capisce che il Gargano non è solo mare: è un promontorio con dentro grotte, lagune e un culto vecchio di millecinquecento anni.

Il lago di Varano visto dalla riva, il più grande lago costiero del Sud Italia

Cagnano Varano sta sul versante settentrionale del Gargano, in provincia di Foggia, arrampicato su un’altura che domina la laguna. È uno dei paesi che quasi nessuno mette in itinerario, e ha due ragioni serie per starci: una grotta e un lago.

La Grotta di San Michele

A poca distanza dall’abitato si apre una cavità carsica lunga 52 metri, larga fra i 6 e i 15,60 e alta fra i 3 e i 7,20. Non è una grotta turistica attrezzata: è un santuario scavato dall’acqua, e ci si entra come ci si entrava mille anni fa.

La cosa che la rende diversa dalle altre è la profondità della sua storia. La grotta era abitata già nel Paleolitico medio e superiore, e nel 1975 l’istituto di antropologia dell’Università di Siena vi documentò strumenti da caccia e resti di cavalli selvatici oggi estinti — segno che al posto della laguna, allora, c’erano praterie.

La destinazione al culto di san Michele arcangelo risale al Medioevo, e non è un caso isolato: tutto il promontorio è terra micaelica, e il santuario maggiore sta a Monte Sant’Angelo, una quarantina di chilometri più a sud. In fondo alla grotta c’è l’altare, costruito nel 1929, sormontato da un’urna con quattro colonne di marmo che custodisce una copia della statua di san Michele della basilica di Monte Sant’Angelo. La balaustra fu aggiunta nel 1943 dai reduci della guerra.

Il serpente in sacrestia. Nella grotta si conserva un rilievo con un serpente, che secondo gli studiosi potrebbe indicare un uso del sito precedente al cristianesimo. È un’ipotesi, non una certezza — ma è coerente con quello che si vede in tutta la Puglia rupestre, dove i luoghi sacri hanno quasi sempre uno strato sotto l’altro.

Il lago di Varano, e le sue ostriche

Il lago di Varano è il più grande lago costiero del Sud Italia: acque salmastre alimentate da sorgenti sottomarine e da due canali che lo collegano all’Adriatico, canneti sulle rive, aironi e falchi di palude sopra.

Quella mescolanza di acqua dolce e salata ha una conseguenza che si mangia: qui si allevano ostriche, e sono buone. Le più note sono la San Michele, dal guscio a ventaglio e dal sapore dolce, e la Cristalda, più intensa. Ne abbiamo scritto per esteso in le ostriche del lago di Varano.

Due laghi, due paesi. Varano e Lesina sono le due lagune del Gargano settentrionale e si somigliano molto, ma non sono la stessa cosa: Varano è più grande e più profondo, Lesina più basso e più lungo. Chi ha una giornata sola può vederli tutti e due — sono a mezz’ora l’uno dall’altro.

Il paese

Nel Medioevo Cagnano era un centro fortificato, e delle antiche mura restano tratti ancora visibili. Il nucleo vecchio è quello tipico dei paesi garganici dell’interno: vicoli stretti, case basse, scale esterne, e in fondo l’apertura sul lago. Non è un borgo rifatto per i visitatori, ed è esattamente questo che lo rende interessante.

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