Acaya, anticamente Segine, è una città-fortezza rinascimentale nel cuore del Salento, frazione di Vernole. Prese il nome nel 1535 dal barone Gian Giacomo dell’Acaya, che la trasformò in una delle piazzeforti meglio conservate del Cinquecento italiano. Castello, mura, un impianto viario geometrico quasi intatto — e un resort con golf e spa nelle vicinanze per chi cerca anche relax.
Scoprire Acaya: un viaggio nel tempo
Acaya, anticamente conosciuta come Segine, è un gioiello nascosto nel cuore del Salento. Il borgo medievale prese l’attuale nome nel 1535, dal barone Gian Giacomo dell’Acaya, che ne completò la fortificazione. Le sue mura e il maestoso castello sono il risultato di un piano difensivo più ampio, legato alla minaccia turca che nel Cinquecento incombeva su tutta la costa salentina — Otranto, colpita dal celebre assedio ottomano del 1480, ne era il simbolo più drammatico.
Origine greca o francese? Una leggenda scolpita nella pietra. Sulla porta d’ingresso di Acaya, Gian Giacomo dell’Acaya fece incidere un’epigrafe che rivendicava per la propria famiglia un’origine greca, nella forma “Acaia” — un richiamo prestigioso all’antica regione dell’Acaia, nel Peloponneso. È una leggenda, però, non un fatto storico: gli studi più accreditati (tra cui il Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani) fanno risalire la famiglia a origini francesi, con il cognome originario “La Haye” o “de La Haye”. Fu proprio Gervasio de la Haye, arrivato in Italia al seguito di Carlo I d’Angiò, a ricevere in feudo Segine nel 1294 — capostipite della dinastia che tre secoli dopo avrebbe dato il nome definitivo al borgo.

Il cuore di Acaya: il castello e le mura fortificate
Il Castello di Acaya, insieme alle sue imponenti mura, è una delle principali attrazioni del Salento. Il complesso fortificato si distingue per la sua struttura quadrangolare, con un fossato che circonda l’intero borgo. Le mura partono dal castello e racchiudono l’abitato in un abbraccio protettivo, riflettendo la necessità di difesa tipica del periodo in cui furono costruite. Il castello ha un bastione a forma di lancia nell’angolo sud-est ed è dotato di numerose feritoie, spesse e alte mura, e due torri circolari situate a nord-est e sud-ovest.
Questo capolavoro di ingegneria militare rinascimentale — completato nel 1536, come ricorda un’epigrafe ancora visibile su uno dei bastioni — rappresenta una delle mete più suggestive del Salento. Il sistema viario di Acaya è altrettanto notevole: sei strade rettilinee orientate da nord a sud si incrociano con altre tre da est a ovest, secondo uno schema a cardo e decumano che conferisce al borgo una struttura rigorosamente geometrica — tra i primi esempi di “città ideale” rinascimentale applicati nel Regno di Napoli.
Lo stesso architetto ha fortificato anche Gallipoli. Gian Giacomo dell’Acaya non si fermò ad Acaya: nominato Ingegnere Generale del Regno da Carlo V, fortificò anche Gallipoli, oltre a Castro, Barletta, Copertino, Galatina, Molfetta, Mola e le mura di Lecce. Un’unica mano dietro buona parte del sistema difensivo del Salento cinquecentesco.
Esperienze uniche: tra relax e cultura
Visitare Acaya non significa solo immergersi nella storia, ma anche godere di esperienze in contesti più moderni. Il Resort Acaya Golf & Spa, situato nelle vicinanze (a circa 5-6 km dal mare, con navetta per la spiaggia), offre un connubio tra relax e comfort: un golf club di livello internazionale e una spa attrezzata per il benessere degli ospiti. Un buon completamento per chi, dopo la visita al borgo, cerca anche un momento di puro relax immerso nella campagna salentina.

La gastronomia e le tradizioni locali
Acaya non è solo storia: è anche un buon punto di partenza per esplorare la tradizione culinaria salentina. Trovandosi nell’entroterra a pochi chilometri dalla costa, offre sia i piatti di terra della cucina contadina salentina sia, spostandosi verso San Cataldo o le altre marine vicine, piatti di pesce fresco. Tra le specialità da non perdere nella zona ci sono le orecchiette, il pasticciotto e i taralli, tutti realizzati seguendo ricette tramandate di generazione in generazione.
Acaya è quindi una tappa che vale il viaggio non solo per chi vuole scoprire la storia e l’architettura militare del Salento, ma anche per chi desidera assaporare il meglio della gastronomia pugliese in un contesto raccolto e ricco di tradizione.











