I monti della Puglia

I monti della Puglia: dai Monti della Daunia al Gargano

La Puglia non è una regione particolarmente montuosa, fatta eccezione per alcuni rilievi situati in provincia di Foggia, nella zona della Daunia. Qui si trovano i Monti della Daunia: si tratta di un subappennino, ovvero il prolungamento della zona sudorientale campana degli Appennini. Le vette più alte e più note sono il Monte Crispignano e il Monte Cornacchia, che toccano rispettivamente quota 1105 e 1152 metri sul livello del mare.

Altimetria Puglia

La composizione orografica della Puglia: pianura, collina e montagna

La Puglia è una delle regioni italiane con la minor percentuale di territorio montano. La composizione del suolo pugliese si divide in tre grandi categorie: pianura, collina e montagna. I dati mostrano chiaramente la vocazione essenzialmente pianeggiante e collinare della regione.

53,5%pianura — la quota più alta tra tutte le regioni italiane
45,3%territorio collinare (Murge, Dauni, Salento)
1,5%territorio montano (solo il Subappennino Dauno)
800 kmdi costa — la seconda regione per estensione costiera in Italia

Questo dato è fondamentale per capire la storia e l’economia della Puglia: una regione così prevalentemente pianeggiante ha potuto sviluppare nei secoli un’agricoltura intensiva di grande scala — il Tavoliere di Foggia, la piana degli ulivi, la viticoltura del Salento — che sarebbe stata impossibile in un territorio montuoso. La pianura non è quindi un “difetto” geografico, ma la base materiale della ricchezza agricola pugliese.

La Puglia, regione più pianeggiante d’Italia: i numeri che sorprendono. Con oltre il 53% di territorio pianeggiante, la Puglia è statisticamente la regione italiana con la più alta percentuale di pianura — superando perfino la Lombardia e il Veneto, che pure si affacciano sulla Pianura Padana. Questo primato è dovuto al Tavoliere di Foggia — la seconda pianura per estensione d’Italia dopo la Pianura Padana — e alla struttura geologica del Salento, un altopiano calcareo quasi completamente piatto. Il restante 45% circa di territorio collinare corrisponde principalmente alle Murge (l’altopiano calcareo tra Bari e Taranto), al Subappennino Dauno (i cosiddetti Monti della Daunia) e alle dolci ondulazioni del Salento interno. Solo l’1,5% circa supera quote che possono essere considerate montane — e si tratta esclusivamente dei rilievi del Subappennino Dauno, nella provincia di Foggia.

La provincia di Foggia: il territorio più articolato della Puglia

La provincia di Foggia è la più estesa della Puglia e la più varia dal punto di vista orografico. Al suo interno convivono ambienti completamente diversi: il Tavoliere pianeggiante a est, il Parco Nazionale del Gargano a nord (con le sue falesie, foreste e il lago di Varano e il lago di Lesina), e i Monti della Daunia a ovest — il Subappennino che confina con Campania, Molise e Basilicata.

Tra i principali centri dei Monti Dauni si segnalano: Lucera, Troia, Bovino, Accadia, Faeto, Celle San Vito (il comune più piccolo d’Italia con meno di 200 abitanti), Castelluccio Valmaggiore, Motta Montecorvino, Volturino e decine di altri borghi collinari che conservano architetture medievali e tradizioni gastronomiche ancora intatte. A nord, verso il confine con il Molise, troviamo Serracapriola, Chieuti e Lesina, sul lago omonimo.

Celle San Vito e Faeto: gli ultimi comuni francoprovenzali d’Italia. Tra i borghi dei Monti Dauni si nasconde una curiosità linguistica straordinaria: Celle San Vito e Faeto sono gli unici comuni d’Italia — e tra i pochissimi al mondo — dove si parla ancora il francoprovenzale, una lingua romanza distinta sia dal francese che dall’italiano. Questi due paesi furono colonizzati da popolazioni di origine franco-provenzale nel XIV secolo, durante il regno degli Angioini, e hanno conservato la loro lingua per oltre 700 anni pur essendo completamente circondati da comuni di lingua italiana. Il francoprovenzale di Faeto e Celle San Vito è diverso dal francoprovenzale parlato in Valle d’Aosta e in Piemonte — è un’isola linguistica unica, sopravvissuta per secoli nell’isolamento dei Monti Dauni. Un patrimonio immateriale di straordinario valore che rischia di scomparire con le ultime generazioni di parlanti.

Dai Monti Dauni entra in Puglia anche la Via Francigena del Sud: il primo comune pugliese che tocca è Celle di San Vito, e da lì il tronco principale corre per 554 chilometri fino a Santa Maria di Leuca. Tutti i cammini della regione sono in La Puglia a piedi.

Il Monte Calvo: la vetta più alta del Gargano

Il Monte Calvo, con i suoi 1056 metri sul livello del mare, rappresenta l’apice del Gargano, un promontorio che in passato era un’isola separata dalla Puglia. La sua formazione risale a circa 130 milioni di anni fa, quando imponenti masse calcaree si depositarono sul fondo marino, dando vita alla struttura carsica che lo caratterizza oggi. Questo processo ha originato diverse grotte e doline, alcune delle quali conservano testimonianze di insediamenti umani risalenti al Paleolitico.

Il Gargano era un’isola: la geologia straordinaria del promontorio pugliese. Il Gargano è geologicamente diverso dal resto della Puglia — e questo si vede. Mentre la Puglia pianeggiante e il Salento sono formati da calcari piatti depositati in un mare poco profondo, il Gargano è una massa calcarea molto più antica che in epoca geologica recente era letteralmente un’isola nel mar Adriatico. La pianura del Tavoliere di Foggia — alluvionale, formatasi dai sedimenti dei fiumi — ha progressivamente “riempito” il braccio di mare che separava il promontorio dalla terraferma, saldandoli. Questo spiega perché il Gargano abbia una flora e una fauna così diverse dal resto della Puglia: la Foresta Umbra, i faggi, i cervi, le orchidee selvatiche sono l’eredità di una storia geologica autonoma. Il Gargano è un’isola che non si è ancora dimenticata di esserlo.

Flora e fauna del Monte Calvo

Nonostante il nome “Calvo” suggerisca una cima spoglia, il Monte Calvo è ricoperto da una fitta vegetazione, composta da boschi di faggio, roverella e cerro. La presenza di diverse specie arboree e la ricchezza di acqua sorgiva hanno favorito lo sviluppo di una fauna variegata, che include cinghiali, daini, volpi e rapaci. Tra le specie più rare e preziose troviamo la vipera del Gargano e la salamandra appenninica, entrambe endemiche del territorio.

Escursionismo e turismo sul Monte Calvo

Il Monte Calvo è una meta ambita per gli amanti dell’escursionismo, grazie ai sentieri che si snodano tra i boschi e regalano panorami mozzafiato sulla costa pugliese e sulle Isole Tremiti. Sulla cima si trova il Santuario di Santa Maria della Neve, un luogo di fede e pellegrinaggio da secoli. Per gli appassionati di speleologia, le numerose grotte del monte offrono la possibilità di esplorare i segreti del sottosuolo carsico.

Clicca per accedere alla pagina dedicata al Subappennino Dauno
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Il Monte Calvo e il suo ruolo nell’ecosistema

Oltre al suo valore paesaggistico e naturalistico, il Monte Calvo svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del clima del Gargano. Le sue foreste agiscono come un polmone verde, assorbendo CO₂ e rilasciando ossigeno, contribuendo a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Inoltre, le sorgenti d’acqua che sgorgano dal monte alimentano i fiumi e i corsi d’acqua del promontorio, garantendo la disponibilità di acqua potabile e favorendo l’irrigazione delle colture.

Altri rilievi del Gargano

  • Giovannicchio — monte calcareo di 871 metri, noto per la sua flora ricca di orchidee selvatiche
  • Monte Nero — rilievo di 856 metri caratterizzato dalla presenza di boschi di faggio e dalla sua sommità rocciosa
  • Spigno — monte di 722 metri famoso per la sua vista panoramica sul mare Adriatico e sulle Isole Tremiti

Ogni monte del Gargano possiede caratteristiche peculiari che lo rendono speciale e contribuisce alla bellezza e alla diversità di questo territorio unico.

La Foresta Umbra: il bosco antico nel cuore del Gargano. La Foresta Umbra è il cuore verde del Parco Nazionale del Gargano e una delle foreste più antiche e meglio conservate dell’Italia meridionale. Si estende per circa 11.000 ettari tra i rilievi del promontorio, a quote comprese tra 700 e 1000 metri. Il nome deriva dal latino umbra — ombra — per la densità del fogliame che non lascia passare la luce. I faggi plurisecolari, alcuni con diametri superiori al metro, convivono con cerri, lecci, aceri e tigli in un ecosistema che ricorda più un bosco nordeuropeo che un paesaggio mediterraneo. Questa anomalia è diretta conseguenza della storia geologica del Gargano come isola: la Foresta Umbra è un relitto di vegetazione mesofila sopravvissuto alle glaciazioni, un frammento di foresta europea primordiale rimasto intrappolato nel tacco d’Italia.

Cartina fisica Puglia