A Rutigliano, in provincia di Bari, il 17 gennaio si intrecciano sacro e profano: è il giorno di Sant’Antonio Abate, ma anche della secolare Fiera del Fischietto in Terracotta, uno dei riti più identitari dell’artigianato pugliese.

Vi abbiamo parlato a più riprese, e anche in contesti differenti, di quanto sia importante il rapporto con la fede, la spiritualità e la religione in genere da parte della gente di Puglia: e questo attaccamento si manifesta in tantissime circostanze, a partire dalle immancabili feste patronali dedicate ai patroni dei paesi.
Oggi vogliamo però concentrarci su una festa che riguarda la località di Rutigliano, in provincia di Bari, dove da parecchio tempo, in concomitanza con le celebrazioni della festa di Sant’Antonio Abate (il 17 gennaio), si svolge la tradizionale Fiera del Fischietto in Terracotta — un’occasione per unire in maniera insolita il sacro e il profano, in una terra particolarmente sensibile in termini di spiritualità e religione. Ne abbiamo parlato anche a proposito di una tradizione simile, quella della Casa del Fischietto di Cutrofiano.
La grande festa della fiera del fischietto
Come si può evincere dal nome stesso, si tratta di una festa in cui è possibile apprezzare l’abilità artistica e artigianale di chi, per passione, realizza speciali fischietti in terracotta, proposti all’interno di un concorso nazionale che dura per tutta la celebrazione, al termine della quale si stabilisce il migliore.
Questa fiera, dopo la spiritualità del Natale, sembra segnare il passo verso l’arrivo di una festa spensierata come il Carnevale, di cui anticipa la vivacità attraverso questi oggetti, che fanno la felicità dei più piccoli ma che, secondo la tradizione popolare, in origine facevano parte dei doni che gli uomini offrivano alle proprie fidanzate: si riteneva infatti che il fischietto fosse un emblema della forza fisica e del legame con la terra.
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La produzione di oggetti in ceramica era una delle attività più importanti dell’artigianato pugliese, tanto da fungere da vera fonte di sostentamento per le popolazioni locali, in particolare tra i centri di Grottaglie, Rutigliano e Cutrofiano.
Come si presentano i fischietti
A seconda della scelta dell’artigiano, il fischietto può essere ispirato da personaggi che godono di una certa fama a livello locale, sbeffeggiati in maniera bonaria attraverso questi oggetti: preti dediti al bere, forze dell’ordine poco sveglie, o ancora qualche politico di turno.
Talvolta, invece, i fischietti di terracotta di Rutigliano sono ispirati da animali: i soggetti più frequenti sono i galletti, che potrebbero rappresentare un richiamo alla sveglia mattutina, proprio come avviene con l’animale che ogni mattina richiama gli uomini al lavoro, in vista dell’arrivo — non troppo prossimo — della primavera.
Dopo aver perso un po’ della loro popolarità, complice la diffusione di giocattoli in materiali più semplici da lavorare come la plastica, i fischietti di terracotta sono tornati a essere prodotti direttamente dai piccoli artigiani pugliesi, proprio in occasione di questa fiera, durante la quale si riscopre tutto il valore delle produzioni tipiche della ceramica regionale.
L’Ambasciatore del Fischietto: un titolo che cambia ogni anno. Dal 2016 a oggi, Rutigliano assegna ogni edizione della fiera il titolo onorifico di “Ambasciatore del Fischietto”, conferito a personalità della cultura, dell’arte e dello spettacolo chiamate a promuovere questa tradizione. Nel corso degli anni il riconoscimento è andato, tra gli altri, a Vittorio Sgarbi, Lino Banfi, Anna Falchi, Gabriella Carlucci e all’attore pugliese Sergio Rubini — non un ruolo permanente, quindi, ma un testimonial che si rinnova di anno in anno. Gli ultimi ad aver ricevuto il titolo sono stati il conduttore Beppe Convertini nel 2025 e, nel 2026, il duo comico “Toti e Tata” (Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo).












Sono stato ieri alla fiera del fischietto: un po’ deluso. Vi erano soprattutto espositori locali e neppure tanto interessanti, a meno di pochi, mancavano artigiani di altre regioni che potevano accrescere l’interesse per la fiera. Poi verso le 13 mi sono ritrovato con altri visitatori all’ingresso del Museo del fischietto: CHIUSO. Abbiamo chiamato la pro loco e ci è stato riferito che avrebbe aperto alle 18. E’ possibile che in una giornata dedicata al fischietto, la sede storica rimane chiusa?