La DOC del Brindisi risale a  un DPR del 1979. Viene preparato, nei tipi rosso e rosato, con uve provenienti da tutto il territorio di Brindisi e Mesagne. Nella sua preparazione sono impiegate uve di  Negroamaro per almeno il 70%; il restante 30% può essere composto da Malvasia nera di Brindisi, Sussumaniello, Montepulciano e Sangiovese  da soli o congiuntamente; il Sangiovese però non può superare il 10%. Il “rosso Riserva” può deve essere invecchiato per almeno due anni e  almeno 12,5°.

Il Brindisi rosso ha un colore rosso rubino di varia intensità che va verso toni arancio con l’invecchiamento; l’odore è intenso e vinoso, il sapore è giustamente tannico, vellutato, asciutto, armonico e con retrogusto un po’ amarognolo. Ha una gradazione alcolica totale di 12 gradi e deve essere servito in un bicchiere del tipo tulipano medio alla temperatura di 18-20°C. Gli si accostano volentieri pasta e fagioli, primi al ragù di carne, carni bianche lessate, formaggi stagionati; nel tipo “riserva”: arrosti, selvaggina, formaggi forti.

Il Brindisi rosato ha un colore rosa corallo, talvolta cerasuolo tenue, odore fruttato e delicato e sapore asciutto, armonico e gradevolmente amarognolo. La sua gradazione minima è di 12 gradi e va bevuto in un bicchiere del tipo tulipano medio ad una temperatura di servizio di 14-15°C. Lega bene con antipasti, minestre in brodo, pesce in zuppa, pollo, coniglio, formaggi freschi.

Ultimora: grande successo per le Cantine Due Palme di Cellino San Marco di Brindisi che al Vinitaly 2007 si aggiudica la GRAN MEDAGLIA D’ORO per il BRINDISI DOC ROSSO e alle 13 GRAN MENZIONI.

La valutazione ha impegnato 21 commissioni e hanno fatto parte della giuria 105 unità tra enologi e giornalisti di settore provenienti da tutto il mondo. “Il Vinitaly 2007 – ha commentato il Presidente Maci – è stata occasione per ribadire l’importanza di tutelare e valorizzare i vitigni autoctoni. La cantina da me rappresentata intende, infatti, individuare un’area distintiva della coltivazione della vite con forma di allevamento ad alberello pugliese nell’ambito delle nostre zone di produzione, per intraprendere un percorso che punti al riconoscimento di una maggiorazione del prezzo delle uve conferite che compensi i maggiori costi sostenuti dai nostri vitivinicoltori che producono uve di tale qualità”.

Se non lo trovate nella vostra zona posso spedirvelo io.

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