La rinascita del vino pugliese

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I 25 vini DOC della Puglia sono il risultato di un lungo lavoro portato avanti da generazioni e generazioni nel campo dell’enologia. Un tempo gli ottimi vini prodotti in questa regione erano poco conosciuti e, addirittura, gli stessi venivano utilizzati per “tagliare” altri prodotti enologici delle regioni italiane, in particolare quelli contraddistinti da un tenore alcolico basso. Il risultato era la produzione di ottimi vini che, però, erano spesso ottenuti grazie ad un sapiente mix tra le diverse uve dei vigneti sparsi in differenti zone della regione.

Rinascita del vino pugliese

La Puglia, terra ideale per la produzione di vini di qualità

La Puglia, regione che è caratterizzata sia da aree collinari che pianeggianti, possiede tanti fattori utili proprio per la produzione di questa bevanda alcolica: il clima, il sole, l’aria e pure il terreno sembrano offrire alla vite il miglior mix possibile per una coltivazione ottimale dei vitigni da dedicare alla produzione dei vini tipici pugliesi.

Nella nostra bella regione è possibile individuare diverse aree geografiche, dalle quali si ottengono grandissimi vini, di cui molti hanno ottenuto gli ambiti (ed importantissimi) riconoscimenti DOC, ma anche IGT e DOCG, che tanto contribuiscono anche a fare percepire al mercato la qualità di un prodotto vitivinicolo ottenuto secondo antiche e tradizionali tecniche di coltivazione. Tra le proposte più apprezzate del territorio non si può certamente fare a meno di citare il ricercato Primitivo di Manduria, ma anche il Negroamaro di Terra d’Otranto e Castel del Monte.

Da ieri a oggi, i 25 vini DOC della Puglia

Oggi giorno le cose sono cambiate: grazie alla tenacia, all’amore per la terra, alla dedizione al lavoro agricolo, i vini di Puglia hanno assunto un’identità ed un carattere assolutamente personale,  acquisendo pure quella forza che gli ha consentito di porsi sul mercato nazionale con decisione. Nel presente due vini come il Negroamaro e il Primitivo sono diventati sinonimi di Puglia, di qualità, ed assieme ad altri 24 vini accompagnano questa splendida regione nel suo successo nel mondo. I 27 vini DOC della Puglia, insomma, rappresentano uno dei grandi motivi di orgoglio non solo di chi li produce, ma pure degli stessi pugliesi nel mondo.vinidoc

Molte etichette dei vini pugliesi – che sono state insignite con la Denominazione di Origine Controllata – sono apprezzate non solo a livello nazionale, bensì pure all’estero. Difatti, sono sempre di più le etichette italiane e per la precisione quelle di questa splendida regione del sud Italia a fare gli onori di casa persino oltre oceano, e non solo, nella piccola e grande distribuzione, conquistando riconoscimenti e premi a testimonianza dell’impegno profuso dalle aziende pugliesi nel promuovere i migliori vini di questa terra.

Aleatico di Puglia  DOC

Il vino Aleatico di Puglia è naturalmente dolce e prende il nome dall’omonimo vitigno. Viene prodotto in tutta la regione, specialmente nelle province di Taranto, Lecce, Brindisi, Foggia e Bari. Le uve vengono lasciate ad appassire per ottenere un’alta gradazione zuccherina e alcolica, rendendolo ideale per accompagnare la pasticceria pugliese.

Esistono due tipologie: dolce naturale e liquoroso dolce naturale, con gradazioni minime rispettivamente di 15 e 18,5 gradi. Ha un colore rosso granato, riflessi violacei, e invecchiando diventa aranciato. Richiede un invecchiamento di almeno 3-4 anni e va servito a 12-14 gradi in bicchieri da dessert.

Alezio DOC

DOC riconosciuta con un DPR del 1983. È preparato in rosso e rosato. Il rosso, se invecchiato per due anni e con gradazione di almeno 12,5°, può essere qualificato come “riserva”.

Le uve provengono dai comuni di Alezio, Sannicola, e parte di Galatina e Tuglie; devono essere almeno l’80% di Negroamaro. Il restante 20% può essere Malvasia nera di Lecce, Sangiovese e Montepulciano.

L’Alezio rosso ha colore rosso rubino, odore vinoso se giovane e bouquet se invecchiato, sapore asciutto e tannico. Gradazione minima di 12°. Va servito a 18-20°C e abbinato a paste, carni leggere, pollo, coniglio. Il tipo “riserva” si abbina a carni arrosto e capretto.

L’Alezio rosato ha colore rosa corallo, odore vinoso, sapore vellutato. Gradazione minima di 12°. Va servito a 14-15°C e abbinato a salumi, uova, frattaglie.

Barletta DOC

Vino Rosso di Barletta DOC include anche vini bianchi e rosati, ma ci concentriamo sul rosso. Il riconoscimento è stato assegnato il 1° giugno 1977 per tutelare la qualità del prodotto pugliese. Il vino è prodotto solo con uve coltivate a Barletta, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli. Per il Barletta Rosso DOC si usa almeno il 70% di Uva di Troia e fino al 30% di altre uve nere non aromatiche della Capitanata e Murgia Centrale.

Caratteristiche: gradazione minima del 12% (13% per il Riserva), colore rubino tendente al granato, odore vinoso, sapore asciutto, armonico e corposo. Temperatura di servizio ideale 18°C, bicchiere tulipano slanciato per il Rosso semplice, grande e panciuto per il Riserva. Abbinamenti: primi di pasta, arrosti, carni rosse in umido; il Riserva è ideale per stufati e selvaggina.

Brindisi DOC

La DOC del Brindisi risale al 1979. Preparato nei tipi rosso e rosato, è composto da uve di Negroamaro per almeno il 70%, con il restante 30% di Malvasia nera, Sussumaniello, Montepulciano e Sangiovese (quest’ultimo massimo 10%). Il “rosso Riserva” invecchia per almeno due anni. Il Brindisi rosso ha colore rubino, odore intenso, sapore tannico, vellutato e armonico, gradazione di 12 gradi, servito a 18-20°C. Il Brindisi rosato ha colore rosa corallo, odore fruttato e sapore armonico, servito a 14-15°C. Cantine Due Palme ha vinto la Gran Medaglia d’Oro al Vinitaly 2007, con il commento del Presidente Maci sull’importanza dei vitigni autoctoni.

I 26 vini DOC della Puglia

Cacc’e mmitte di Lucera DOC

Torniamo a parlare di enologia pugliese con il Cacc’e Mmitte di Lucera, riconosciuto come DOC dal 1975. Questo vino è prodotto tra i comuni di Lucera, Biccari e Troia sull’Appennino Dauno, vicino al Gargano. Per produrre questo vino si utilizzano uve di Uva di Troia (36-60%), Sangiovese e Malvasia nera (25-35%), a volte insieme con Trebbiano toscano, Malvasia del Chianti e Bombino bianco (fino al 30%).

Il nome Cacc’e Mmitte ha origini vernacolari pugliesi. Nelle masserie, dotate di strumenti per vinificare, i coltivatori affittavano gli strumenti per un giorno. Il mosto veniva subito asportato dalle vasche (cacc’e) e messo nella cantina del produttore, seguito da un altro viticoltore che sversava nuove uve (Mmitte).

Il vino si distingue per il colore rosso rubino, un profumo intenso e un sapore armonico con una gradazione di 11.5 gradi.

Castel del Monte DOC

Nel 1971, il vino Castel del Monte ha ottenuto la DOC. È prodotto in nove varianti utilizzando diversi vitigni, coltivati a Minervino Murge e in alcuni comuni vicini. Ecco le preparazioni:

  • Bianco: 65%-100% di Pampanuto e/o Chardonnay.
  • Rosso: 65%-100% di Uva di Troia e/o Aglianico.
  • Rosato: 65%-100% di Bombino nero e/o Aglianico.
  • Chardonnay: 90%-100% di Chardonnay.
  • Sauvignon: 90%-100% di Sauvignon.
  • Pinot bianco: 90%-100% di Pinot bianco.
  • Bianco da Pinot nero: 85%-100% di Pinot nero.
  • Pinot nero: 85%-100% di Pinot nero.
  • Aglianico rosso e rosato: 90%-100% di Aglianico.

Descrizione e abbinamenti gastronomici per alcune varianti:

  • Castel del Monte bianco: colore paglierino, odore delicato, sapore asciutto, servire a 10°C, abbinamenti: antipasti senza insaccati, pesce bianco, formaggi teneri.
  • Castel del Monte rosso: colore rubino, odore vinoso, sapore asciutto, servire a 18°C, abbinamenti: orecchiette al ragù, carne arrosto, pecorino.
  • Castel del Monte rosato: colore rosato, odore fruttato, sapore armonico, servire a 13-14°C, abbinamenti: salumi dolci, spaghetti al pomodoro, carni bianche.
  • Castel del Monte Chardonnay: colore paglierino chiaro, odore fruttato, sapore pieno, servire a 10°C, abbinamenti: antipasti leggeri, frutti di mare.
  • Castel del Monte Sauvignon: colore paglierino, odore intenso, sapore asciutto, servire a 10°C, abbinamenti: antipasti leggeri, frutti di mare.
  • Castel del Monte Pinot bianco: colore paglierino, odore fine, sapore armonico, servire a 10°C, abbinamenti: minestre di verdura, formaggi delicati.
  • Castel del Monte Pinot nero: colore rubino, odore gradevole, sapore pieno, servire a 16°C, abbinamenti: primi piatti di carne, formaggi mediamente stagionati.
  • Castel del Monte Aglianico rosso e rosato: colore rubino, odore delicato, sapore asciutto, servire a 16°C, abbinamenti: antipasti di insaccati, formaggi di media stagionatura, carni bollite.

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Galatina DOC

Tra i vini pugliesi di rilievo nel panorama vitivinicolo nazionale, spicca il Vino di Galatina, frutto dell’impegno delle cantine locali nella valorizzazione dei vitigni autoctoni. Questo vino ha ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata (DOC), fondamentale per competere sul mercato.

Vino di Galatina: vent’anni di DOC Il riconoscimento della DOC è stato concesso nel 1997. Il Galatina è prodotto in cinque varietà: bianco (secco e frizzante), Chardonnay, rosso, rosato (secco o frizzante) e Negroamaro. Le uve sono coltivate nei comuni di Galatina, Cutrofiano, Aradeo, Neviano, Seclì, Sogliano Cavour e Collepasso.

Il Galatina bianco è composto per il 55% da Chardonnay. Ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, un profumo delicato e fruttato, e un sapore asciutto e vivace. La gradazione alcolica è di 11 gradi, servito a 10-11°C. Si abbina con antipasti leggeri, spaghetti alla marinara, risotti di pesce, minestre leggere e formaggi teneri.

Il Galatina Chardonnay è fatto per l’85% da uve Chardonnay. Ha un colore paglierino, un odore delicato e gradevole, e un sapore asciutto e consistente. La gradazione alcolica è di 11 gradi, servito a 10-11°C. Ottimo come aperitivo, si abbina a antipasti leggeri, frutti di mare, minestre delicate, pesci magri e formaggi teneri.

Il Galatina rosso e rosato sono prodotti con uve di Negroamaro per almeno il 65%. Il rosato è rosa cerasuolo con odore vinoso e fruttato, e sapore asciutto. Gradazione alcolica di 11,5 gradi, servito a 14-15°C, si abbina con antipasti misti, zuppe di pesce e carni bianche. Il rosso ha colore rosso rubino, odore vinoso e intenso, sapore robusto e vellutato. Gradazione minima di 12 gradi, servito a 18°C, si abbina a carni arrosto, risotti di carne e formaggi stagionati.

Il Galatina Negroamaro è fatto per l’85% da uve Negroamaro. Può essere “riserva” con 12,5 gradi di alcol e due anni di invecchiamento. Ha colore rosso rubino, odore intenso e sapore pieno ed elegante. Gradazione alcolica minima di 12 gradi, servito a 18-20°C, si abbina con primi di carne, secondi di carne arrosto e formaggi stagionati. La “riserva” è ideale con carni rosse e selvaggina.

Gioia del Colle DOC

Questo vino, la cui DOC è stata istituita con un D.P.R. del 11 maggio 1987, viene prodotto nel comune di Gioia del Colle e in una vasta area circostante. Si producono 5 tipi:

  • Primitivo: solo uve Primitivo, gradazione minima 14°, colore violaceo tendente all’arancio. Si serve a 18°C, abbinato a ragù, carni rosse e formaggi stagionati.
  • Rosso e Rosato: uve Primitivo 50-60%, resto Malvasia nera, Montepulciano, Sangiovese, Negroamaro. Rosso: 11,5°, rubino, tannico. Rosato: 11°, rubino delicato.
  • Bianco: Trebbiano toscano 50-70%, colore paglierino, 10,5°, fresco. Abbinato a frutti di mare, pesce, formaggi freschi.
  • Aleatico: dolce e liquoroso dolce, 85% Aleatico. Dolce: 15°, abbinato a dolci di frutta. Liquoroso: 18,5°, abbinato a dessert. Serviti a 12/14°C.

Gravina DOC

La denominazione Vino di Gravina DOC comprende diverse tipologie di vini prodotti nella provincia di Bari, specificamente a Gravina di Puglia, Poggiorsini, Altamura e Spinazzola. Questi vini includono: bianco, spumante, passito, rosso e rosato.

Per ottenere la denominazione, il Gravina Bianco (anche spumante) deve contenere il 50% di Greco, fino al 20% di Malvasia Bianca e/o Bianca Lunga, e il restante 30% può essere composto da Fiano, Verdeca, Bianco di Alessano e Chardonnay. Il Gravina Rosso e Rosato devono contenere almeno il 40% di Montepulciano, fino al 20% di Primitivo e il 30% di Aglianico, Uva di Troia, Merlot e Cabernet Sauvignon. Il Gravina Passito è ottenuto esclusivamente da Malvasia.

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Lizzano DOC

La DOC del Lizzano risale al 1988, riguarda vini prodotti a Taranto nei comuni di Lizzano e Faggiano. I vini ammessi sono:

  • Lizzano rosso e rosato: Uve Negroamaro (60-80%) e altre. Il rosso ha colore rubino, odore vinoso, sapore asciutto, gradazione 11,50°, servito a 16-18°C. Il rosato è rubino delicato, odore vinoso, sapore fresco, gradazione 11,50°, servito a 13-14°C.
  • Lizzano bianco: Uve Trebbiano toscano (40-60%) e altre. Colore paglierino, odore delicato, sapore fresco, gradazione 10,50°, servito a 8-10°C.
  • Negroamaro rosso o rosato: Uve Negroamaro (85%). Rosso rubino, odore vinoso, sapore asciutto, gradazione 12°, servito a 16-18°C. Rosato tenue, odore fragrante, sapore delicato, gradazione 12°, servito a 12-14°C.
  • Malvasia nera: Uve Malvasia nera (85%). Colore rosso pieno, aroma caratteristico, sapore vellutato, gradazione 12°, servito a 16-18°C.

Martina o Martina Franca DOC

Il vino di Martina Franca è prodotto principalmente in questo comune pugliese, ma anche in Alberobello, Ostuni (parzialmente) e Ceglie Messapica. Dal 1969 ha la certificazione di qualità DOC. Le province coinvolte sono Brindisi, Taranto e Bari. Questo vino bianco pugliese è ottenuto da uve Verdeca (50-65%), Bianco d’Alessano (35-50%) e altre uve (massimo 5%). Ha colore verdolino o paglierino chiaro, profumo vinoso e delicato, sapore asciutto e delicato, con gradazione alcolica minima di 11 gradi, disponibile anche come spumante. Va consumato entro 6-14 mesi dalla vinificazione.

Matino DOC

Il vino di Matino è una delle meraviglie tipiche della Puglia, prodotto solo nella provincia di Lecce. Deve il suo nome al comune di Matino, noto per la coltivazione della vite e la vinificazione, influenzando il paesaggio locale.

La produzione del Vino di Matino DOC inizia formalmente nel 1899 con la fondazione del “Consorzio Agrario Cooperativa di Matino” da parte del notaio Ponzetta. Il Consorzio diventa “Cooperativa tra Produttori Agricoli” nel 1940 e ottiene la Denominazione di Origine Controllata nel 1971. Oggi, la Cooperativa conta 842 soci.

Moscato di Trani DOC

Questo vino, la cui DOC è stata istituita con un D.P.R. dell’11 settembre 1974, è prodotto a Trani e in una vasta area circostante. È un vino dolce ideale per accompagnare i dolci tipici della regione, come la pasticceria secca di mandorle o la macedonia di frutta. Ottenuto da uve del Moscato bianco (85%), può includere altri vitigni (15%). Si produce in due tipi: dolce (12,5°) e liquoroso (18°), entrambi serviti a 10/12°.

Nardò DOC

Il vino di Nardò DOC è un esempio della dedizione pugliese nel valorizzare i vitigni locali. La produzione avviene solo nella provincia di Lecce, nei comuni di Nardò e Porto Cesareo, e comprende tre tipologie: rosso, rosso riserva e rosato. La Denominazione di Origine Controllata è stata ottenuta il 6 aprile 1987.

Per produrre questo vino, le uve di Negroamaro devono essere almeno l’80%, mentre il restante 20% può essere Malvasia Nera o Montepulciano. Il rosso riserva richiede un invecchiamento di almeno 2 anni. La gradazione alcolica minima è dell’11%.

Caratteristiche:

  • Nardò Rosso: colore rosso rubino, profumo vinoso intenso, sapore asciutto e armonico.
  • Nardò Rosso Riserva: colore rosso rubino con toni aranciati, profumo vinoso intenso, sapore asciutto, corposo e vellutato.
  • Nardò Rosato: colore rosa corallo spento, odore vinoso con nota fruttata, sapore asciutto e delicato con tocco amarognolo.

Orta Nova DOC

Il vino Orta Nova ha la DOC riconosciuta dal 1984. È prodotto nei comuni di Orta Nova, Ordona e parte dei territori di Ascoli Satriano, Carapelle, Foggia e Manfredonia. Vinificato con almeno il 60% di uva Sangiovese, il restante 40% può provenire da uve dei vitigni Uva di Troia, Montepulciano, Lambrusco Maestri e Trebbiano toscano (con limite del 10% per Lambrusco Maestri e Trebbiano toscano).

Si producono solo due tipi: rosso e rosato. Il rosso è rubino-granato con riflessi arancio, odore vinoso, sapore asciutto e tannico. Gradazione minima 12 gradi, servito a 16-18°C, accompagna pastasciutta, carne e formaggi. Il rosato è roseo, odore vinoso, sapore asciutto e fresco. Servito a 12-14°C, si abbina a antipasti, primi di verdure, brodo di carne, carni bianche e frittate.

Ostuni DOC

Il Vino di Ostuni DOC nasce dalla valorizzazione dei vitigni autoctoni di Ostuni e delle terre limitrofe. La Denominazione di Origine Controllata (DOC) è stata assegnata tramite il Decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 1972. Questo appellativo è riservato ai vini Ostuni bianco e Ostuni Ottavianello (o Ottavianello di Ostuni).

La produzione delle uve deve avvenire nelle aree di Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino, e parzialmente a Latiano, Ceglie Messapica e Brindisi.

Il Bianco di Ostuni è prodotto con Impigno (50-85%), Francavilla (15-50%), e fino al 10% di Bianco di Alessano e Verdeca.

L’Ostuni Ottavianello utilizza Ottavianello (85%) e uve di Negroamaro, Malvasia Nera, Notar Domenico e Sussumariello (15%).

Primitivo di Manduria DOC

Il Primitivo di Manduria è un vino rosso prodotto in Puglia, tra la provincia di Taranto e i comuni di Erchie, Oria e Torre Santa Susanna in provincia di Brindisi. Ha un sapore gradevole ed armonico, con un odore leggero che lo rende piacevole da gustare. Invecchiato, assume un colore violaceo e un gusto vellutato.

Prodotto con uve del vitigno Primitivo di Manduria, per ottenere la denominazione DOC deve rispettare specifiche caratteristiche: colore rosso tendente al violaceo (o arancione se invecchiato), aroma leggero e sapore gradevole.

Le origini del Primitivo di Manduria sono incerte, ma secondo alcune leggende furono gli Illiri a portarlo dalla Dalmazia in Puglia duemila anni fa. Analisi del DNA collegano la produzione del vitigno a Lizzano, Manduria e Sava.

Rosso di Cerignola DOC

La DOC è del 1974. Deve essere ottenuto da uve: Uva di Troia almeno 55%, Negroamaro dal 15% al 30%, Sangiovese, Barbera, Montepulciano, Malbeck e Trebbiano toscano fino al 15%. I vigneti devono essere nei comuni di Cerignola, Stornara, Stornarella, e nelle isole amministrative di Ascoli Satriano. L’unica preparazione ammessa è il rosso. La dicitura “riserva” va al vino invecchiato per almeno due anni e con gradazione di almeno 13 gradi. A tavola deve avere colore rosso rubino, odore vinoso, sapore asciutto, tannico, sapido e armonico. Almeno 12 gradi di alcool, 13 nel tipo “riserva”. Va bevuto a 16-18°C. Abbinamenti: pastasciutta al ragù, bolliti, umidi leggeri, formaggi di media stagionatura; il “riserva” con arrosti, stufati, selvaggina e formaggi stagionati.

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Salice Salentino DOC

La Puglia è nota per il suo clima favorevole che ha permesso la produzione di vini di alta qualità. Grazie alla collaborazione tra imprenditori e istituzioni locali, si sono creati distretti di produzione vinicola eccellenti. Un esempio di questo successo è il Salice Salentino, vino che ha ottenuto la denominazione di origine controllata (DOC) nel 1976.

Il Salice Salentino è prodotto principalmente con uve coltivate nei territori di Salice Salentino, Veglie, Guagnano, San Pancrazio Salentino e San Donaci, comprendendo anche Campi Salentina e Cellino San Marco. Si possono ottenere sei diversi tipi di vino: rosso, bianco, rosato, pinot bianco, aleatico dolce e aleatico liquoroso dolce.

Il rosso e il rosato sono principalmente prodotti con Negroamaro (80-100%), con l’aggiunta di Malvasia nera. Il rosso ha riflessi mattone, un odore vinoso e un sapore pieno e asciutto. Deve essere servito a 16-18 gradi e si abbina a pastasciutta, carni e formaggi. Il rosato ha un colore cerasuolo, un profumo persistente e un sapore vellutato. Va servito a 14-16 gradi e si abbina a primi piatti leggeri, fritti e carni bianche.

Il bianco è prodotto con Chardonnay (70-100%) e ha un colore paglierino chiaro, un profumo delicato e un sapore asciutto e vivace. Deve essere servito a 10 gradi e si abbina a antipasti leggeri e frutti di mare. Il pinot bianco è prodotto con pinot nero (85-100%) e ha un colore paglierino chiaro, un profumo fruttato e un sapore vellutato. Va servito a 8-10 gradi e si abbina a formaggi teneri e pesce magro.

L’aleatico e l’aleatico liquoroso sono prodotti con aleatico (85-100%), hanno un colore rosso granata intenso e un sapore pieno e dolce. Devono essere serviti a 12-14 gradi e si abbinano a dolci. Il Salice Salentino ha ricevuto numerosi riconoscimenti, come la Gran Medaglia d’Oro del Vinitaly 2007.

In sintesi, il Salice Salentino rappresenta un’eccellenza della vinificazione pugliese, grazie alla sua qualità e varietà.

Vino di Locorotondo

Vino bianco prodotto nei comuni di Locorotondo, Cisternino e in alcune zone di Fasano. Le uve impiegate sono: Verdeca (50-65%), Bianco d’Alessano (35-50%) e fino al 5% di Fiano, Bombino, Malvasia Toscana. Ha colore verdolino o paglierino chiaro, odore vinoso e delicato, sapore asciutto e gradevole, gradazione minima 11°. Prodotta anche una versione spumante. Si abbina a primi leggeri, piatti di pesce e formaggi teneri. Servire fresco a 8-10° in bicchiere tulipano o, per lo spumante, in bicchiere flute.

Vino rosso di Canosa

Il Vino Rosso di Canosa DOC è un prestigioso vino pugliese che ha ottenuto la denominazione di origine controllata con il decreto del Presidente della Repubblica del 24 febbraio 1979. Alcuni produttori aggiungono l’indicazione topografica Canusium. Questo vino si produce utilizzando uve coltivate nel comune di Canosa e nelle province di Bari, BAT e Foggia. Le uve principali sono l’Uva di Troia (minimo 65%), con l’aggiunta di Montepulciano e Sangiovese (massimo 15%). Il disciplinare permette l’uso di altri vitigni fino al 5%, purché raccomandati.

Vino di Copertino

Con una DOC riconosciuta da un DPR del 1976, il Copertino è preparato nei tipi rosso e rosato e deve provenire da uve del territorio comunale di Copertino, Carmiano, Arnesano e Monteroni ed in parte del territorio di Galatina e Lequile. È ottenuto dal Negroamaro (70-100%) con uve di Malvasia nera di Brindisi e Lecce, Montepulciano e Sangiovese (fino al 30%).

Il rosso può avere la dicitura “riserva” dopo due anni di invecchiamento e gradazione di almeno 12,5°. Ha colore rosso rubino, odore persistente, sapore asciutto e vellutato, retrogusto amarognolo, gradazione di almeno 12°. Servire a 15-18°C, abbinato a minestre asciutte, carni lessate bianche, formaggi stagionati, risotti, carni arrosto rosse, selvaggina.

Il rosato è di colore rosa salmone, odore distinto, sapore asciutto con fondo erbaceo, gradazione di almeno 12°. Servire a 13-16°C, abbinato a salumi leggeri, spaghetti con cozze, pesce in umido, zuppe di verdura, funghi, mozzarelle, formaggi freschi.

Vino di Leverano

Il riconoscimento della DOC al Leverano risale al 1979. Identifica un vino prodotto nel territorio di Leverano, Arnesano e Copertino. È preparato in tre tipi: rosso, rosato e bianco.

Il rosso e il rosato derivano da uve Negroamaro (65-100%), con possibile aggiunta di Malvasia Nera, Sangiovese, Montepulciano e Malvasia bianca (fino al 35%, limitatamente al 10% per la Malvasia bianca). Il bianco è da uve Malvasia bianca (65-100%) con Bombino bianco e Trebbiano toscano (fino al 35%).

Il rosso può essere “riserva” se invecchiato per due anni e almeno 12,5 gradi. Ha colore rubino, odore vinoso e sapore asciutto. Va servito a 16-18°C con primi di carne, pollame, arrosti e formaggi stagionati.

Il rosato ha colore rosato, odore vinoso, sapore asciutto e fresco. Va servito a 12-14°C con antipasti, risotti, zuppe di pesce.

Il bianco ha colore paglierino, odore gradevole, sapore asciutto. Va servito a 8-10°C con antipasti, minestre, spaghetti alla marinara e formaggi teneri.

Vino di San Severo

La DOC S. Severo risale al 1968. La zona di produzione comprende i territori comunali di S. Severo, Torremaggiore, S. Paolo Civitate, e parte di Apricena, Lucera, Poggio Imperiale e Lesina. È prodotto nei tipi rosso, rosato e bianco.

Il rosso e il rosato sono ottenuti dal vitigno Montepulciano d’Abruzzo con massimo il 30% di Sangiovese. Il bianco è prodotto con Bombino Bianco (40-60%) e Trebbiano Toscano (40-60%); possono concorrere Malvasia bianca e Verdeca fino al 20%.

Il rosso o rosato ha colore rosso rubino tendente al mattone con l’invecchiamento, odore vinoso e sapore sapido, con almeno 11,50 gradi di alcol, servito a 14-18°C. Si abbina a primi di pastasciutta, risotti di carne, bolliti e carni bianche.

Il bianco ha colore paglierino, odore vinoso e sapore fresco, con 11 gradi alcolici, servito a 8-10°C. Accompagna aperitivi, ortaggi, pesce magro, frutti di mare, lampascioni e frittate.

Vino di Squinzano

La DOC allo Squinzano è del 1976. Si tratta di un vino rosso e rosato prodotto nei territori di Squinzano, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Novoli e parte di altri comuni. Le uve principali sono il Negroamaro (70-100%) con possibili contributi di Malvasia nera di Brindisi e Lecce e Sangiovese (fino al 30%, massimo 15% per il Sangiovese). Il rosso può essere riserva se ha almeno 13 gradi e due anni di invecchiamento. Ha colore rubino, odore vinoso e sapore pieno. Il rosato varia dal rosso rubino chiaro al cerasuolo, con odore vinoso e sapore sapido. Entrambi hanno gradazione minima di 12,5 gradi.

Tutti gli altri vini della Puglia

Come abbiamo avuto modo di affermare, tra i vini più noti della Puglia troviamo sicuramente il Primitivo ed il Negroamaro, due rossi provenienti entrambi dalla subregione del Salento, capaci di ottenere riconoscimenti di primo piano. Non da meno è pure l’Aleatico, un vino dolce che sfrutta le uve dell’omonimo vitigno per offrire un’esperienza organolettica unica. Nei comuni di Biccari, Troia e Lucera, invece, si produce il Catt’é Mmitte di Lucera, il quale è ottenuto anche tramite l’aggiunta di Sangiovese e Malvasia, vitigni di Troia.

Passando ai vini bianchi – che godono probabilmente di una minor fama pur essendo altrettanto buoni – possiamo citare il Tufjano – realizzato con fiano minutolo e contraddistinto da un intenso aroma floreale – ed il bianco di Castel del Monte, proveniente dalla zona delle Murge e ottenuto quest’ultimo a partire dall’unione dei vitigni Chardonnay, Pampanuto e Bombino bianco.

Per chi non lo sapesse, in Puglia si producono pure ottimi vini frizzanti e spumanti come il bianco frizzante IGT della Murgia e lo spumante Galetto, quest’ultimo brioso nettare prodotto a partire dalle uve d’aglianico

Vino pugliese

I principali vini pugliesi

Concludiamo il nostro viaggio alla scoperta dei migliori vini pugliesi, riportandovi qui di seguito un elenco con i prodotti enologici maggiormente in vista della nostra regione, che meglio esprimono il potenziale di gusto e di qualità, nel segno di una tradizione vitivinicola che ha radici antichissime e si tramanda di generazione in generazione per offrire sempre un prodotto contraddistinto dalle migliori qualità che la Puglia sa offrire a tutti coloro i quali siano pronti a prendersi tutto il tempo di cui possono aver bisogno per assaporare un buon vino in compagnia.

Riepilogo
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I 25 vini DOC della Puglia
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3 Responses to "I 25 vini DOC della Puglia"

  1. Colle Petrito  25 Marzo 2016

    Bell’articolo! Purtroppo se si volessero elencare tutti i vitigni presenti sul territorio pugliese, la lista sarebbe molo più lunga. Nella nostra cantina di Minervino Murge, per esempio, produciamo anche dell’ottimo Fiano IGP. I nostri vitigni Fiano sorgono nell’agro di Minervino Murge, su un terreno di medio impasto. È un vitigno capace di dar vita a vini di grande complessità, finezza aromatica e capacità di invecchiamento.

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  2. Vini Sud Expo  25 Ottobre 2015

    Oltre alle DOC ed ai vini IGT esistono anche numerosi vini che non fanno parte dei disciplinari che fanno la differenza e che ben rappresentano l’enologia pugliese nel mondo!!!!

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  3. Tommaso  22 Ottobre 2015

    E pensare che un tempo i vitigni pugliesi venivano utilizzati come taglio per i vini del Nord…

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