Da nord a sud, non c’è provincia pugliese senza le sue specialità. Questa pagina è una bussola tra piatti tipici, dolci storici e i prodotti che puoi portare a casa anche senza fare le valigie — con qualche curiosità che nemmeno molti pugliesi conoscono, e tutte le sottopagine dedicate raccolte qui sotto.
Chi organizza una vacanza in Puglia prima o poi si fa sempre la stessa domanda: cosa mangerò? La risposta breve è: molto, e quasi tutto ti farà venire voglia di riprovarlo anche una volta tornato a casa. La risposta lunga, invece, passa da secoli di storia — arabi, romani, aragonesi — che si nascondono dietro piatti apparentemente semplicissimi.

I primi piatti: semplici in apparenza, antichi nella sostanza
Tra i primi piatti pugliesi meritano un posto d’onore la parmigiana di melanzane, gli spaghetti con le cozze in bianco, gli spaghetti ai ricci di mare, la tiella di riso, patate e cozze (barese, chiamata “tieddha” in dialetto), la pasta alla crudaiola, il purè di fave con cicorie e i cavatelli con la rucola.
Quello che accomuna queste ricette è la semplicità degli ingredienti: nessuna lavorazione complicata, solo sapori genuini che non hanno bisogno di essere elaborati per convincere — la tria, per esempio, si ottiene solo con semola e acqua, senza uova.
I dolci: storie più interessanti del previsto
Le carteddhate, i taralli dolci, i purceddhuzzi e il pasticciotto leccese sono solo un assaggio della pasticceria pugliese, ma dietro ciascuno c’è una storia che vale la pena conoscere.
Il pasticciotto non è leccese. Nonostante il nome, nacque nel 1745 a Galatina, non a Lecce, per mano del pasticcere Nicola Ascalone — un’invenzione nata da avanzi di pasta frolla riciclati in vista della festa patronale del paese. La ricetta originale prevede lo strutto al posto del burro: è quello a dare alla frolla quella friabilità secca e croccante che distingue l’originale da tutte le imitazioni.
Le cartellate hanno 500 anni. Compaiono già nei libri di cucina del Cinquecento alla corte aragonese di Napoli: sfoglie sottili di pasta intrecciate a forma di rosa, fritte e poi immerse nel vincotto caldo — il mosto di fichi o d’uva cotto per ore. Un dolce che ha attraversato mezzo millennio praticamente senza cambiare.
Questi sono solo due esempi: la pasticceria pugliese cambia volto da provincia a provincia, ed è un terreno che vale la pena esplorare oltre i nomi più noti.
Prodotti pugliesi in vendita online

Buona parte di queste specialità oggi si trova anche online, senza dover fare il viaggio. La gamma è ampia: vini come Primitivo, Negroamaro, Aglianico e Moscato, prodotti sott’olio, pasta fatta in casa, terracotta e pumi pugliesi, prodotti da forno, formaggi — e molto altro ancora.
Il vantaggio della vendita online è tutto nella comodità: i prodotti arrivano a casa in uno o due giorni, il che li rende perfetti anche per un’idea last minute, tipo una cena con amici organizzata all’ultimo dove mancano solo le idee giuste.
Accanto al cibo c’è la parte che non si mangia e resta: la ceramica. Oltre al pumo, il pezzo più richiesto sono i palloncini in ceramica — fatti a mano al tornio, da appendere singolarmente o in composizione, e nelle misure piccole diventati una delle bomboniere pugliesi più scelte.
Le sottopagine dedicate
Qui sotto trovi tutte le specialità approfondite singolarmente, ciascuna con la sua pagina dedicata.


















