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Il Vino di Ostuni DOC è frutto della scelta di valorizzare i vitigni autoctoni tipici dell’omonima località in provincia di Bari e delle terre limitrofe e, l’ambito riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata – assegnato tramite il Decreto del Presidente della Repubblica del 13 gennaio 1972 – prevede che questo appellativo possa essere usato solo con i vini Ostuni bianco, Ostuni Ottavianello (oppure Ottavianello di Ostuni).

Nei prossimi paragrafi ci soffermeremo ad analizzare in modo più dettagliato le particolarità di questo nettare di Bacco forse meno conosciuto rispetto ad altri, anche in ragione di una produzione tutto sommato piccolo, ma non per questo meno interessante per le sue qualità.

vino-salice-salentino

Come si produce il vino di Ostuni DOC

Per quanto riguarda la produzione delle uve, è interessante notare che le stesse devono essere ottenute nell’area di Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e, solo in parte, da Latiano, Ceglie Messapica e Brindisi.

Il Bianco di Ostuni può essere prodotto – secondo quanto riportato dal disciplinare – unicamente facendo ricorso ai seguenti vitigni ottenuti nelle aree sopraindicate: in misura compresa tra il 50 e l’85 percento dall’Impigno, mentre tra il 15 e il 50 percento con Francavilla, unitamente infine ad un 10 percento massimo di Bianco di Alessano e Verdeca, con la possibilità di usare questi tanto singolarmente quanto insieme.

L’Ostuni Ottavianello (o altrimenti detto Ottavianello di Ostuni) può essere ottenuto esclusivamente usando le uve dei vitigni di questo tipo: in percentuale pari all’85 percento, appunto dall’Ottavianello, mentre per il restante 15 percento è possibile fare ricorso alle uve di Negroamaro, Malvasia Nera, Notar Domenico e Sussumariello, queste utilizzabili – anche in questo caso – tanto da sole quanto congiuntamente.

Le peculiarità del vino di Ostuni DOC

Concludiamo il nostro excursus dedicato a questo vino pugliese doc, prendendo nota di quelle che sono le caratteristiche delle diverse tipologie, mettendole in risalto nel seguente specchietto informativo:

  • Ostuni bianco (gradazione alcoolica minima 11.00 gradi): il colore è di tipo giallo paglierino, mentre il profumo è vinoso delicato e, infine, il sapore si contraddistingue per essere secco, armonico e dal gusto netto;
  • Ostuni Ottavianello (gradazione alcoolica minima 11.50 gradi): il colore può variare dal rosso rubino tenue al cerasuolo, mentre l’odore è vinoso e delicato e, ancora, il spore asciutto ed armonico.

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