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La storia dei Martiri d’Otranto, ancora oggi protagonisti indiscussi ed indimenticati della città

storia dei martiri d'otranto - Laterradipuglia.it

La città di Otranto fu invasa da 18mila Turchi Ottomani a bordo di una flotta composta da 150 navi. Era l’estate del 1480. I Turchi invasero la città e la saccheggiarono barbaramente.  Gli otrantini opposero resistenza sino allo stremo delle loro forze, ma alla fine dovettero cedere di fronte alla barbarie ed alla violenza cieca dei loro avversari. Tre giorni dopo l’invasione, il 14 agosto, Acmet Pascià, il comandante dei Turchi, ordinò che sul colle della Minerva fossero condotti tutti gli abitanti di sesso maschile della città che avessero un’età superiore ai 15 anni. A tutti i prigionieri, dunque, il comandante propose di rinnegare la loro fede cristiana e di convertirsi all’Islam. Di questi, 800 furono risoluti e si rifiutarono categoricamente. Una scelta che valse loro la vita, giacchè furono decapitati su un grande masso che, oggi, è stato spostato nella Cattedrale dell’Annunziata, dove oggi sono visionabili anche i resti ossei dei martiri. Peraltro, tradizione vuole che il primo ad essere giustiziato fu tale Antonio Primaldo che, narra la leggenda, rimase in piedi sino alla fine della sua decapitazione.


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