Faeto, sui Monti Dauni (Foggia), è uno dei pochissimi luoghi in Italia dove si parla ancora il francoprovenzale, arrivato con i coloni al seguito di Carlo I d’Angiò nel Duecento. Il suo territorio ospita anche il Monte Cornacchia, la vetta più alta della Puglia, e dà il nome al pregiato prosciutto crudo di Faeto.
Faeto: un tesoro nascosto tra i Monti Dauni
Faeto è un minuscolo paesino situato sui Monti Dauni che merita una menzione speciale per la sua produzione di prosciutto crudo. Questo prodotto tipico non ha nulla da invidiare alle etichette più rinomate disponibili nei supermercati italiani. Ma Faeto non è solo sinonimo di gastronomia: è un luogo turisticamente, paesaggisticamente e culturalmente affascinante, e una scelta vincente per chi è in vacanza in Puglia.
Storia di Faeto
Faeto, situato sui Monti Dauni in provincia di Foggia, ha una storia affascinante che risale al XIII secolo. Il paese fu fondato nel 1266 da un gruppo di soldati provenzali al servizio di Carlo I d’Angiò, che si insediarono nella zona portando con sé la loro lingua e cultura. Questa origine è evidente ancora oggi, poiché Faeto è uno dei pochi luoghi in Italia dove si parla il dialetto francoprovenzale.
Durante i secoli, Faeto ha mantenuto le sue tradizioni linguistiche e culturali, nonostante le difficoltà economiche e lo spopolamento che hanno caratterizzato molte aree rurali italiane. La sua storia è segnata anche dalla produzione agricola e dalla lavorazione di prodotti locali, tra cui il rinomato prosciutto di Faeto, che ha contribuito a rendere il paese famoso oltre i confini regionali.
La lingua: un retaggio francoprovenzale
Faeto è noto per il suo retaggio linguistico francoprovenzale, una caratteristica rara e affascinante. Insieme a Celle di San Vito, rappresenta un’enclave dove si parlano due dialetti, il faetano e il cellese, entrambi derivati dal francoprovenzale — una lingua galloromanza (nota anche come arpitano) originaria dell’area attorno a Lione, oggi parlata anche in Val d’Aosta e in alcune vallate del Piemonte.
🗣️ Come è arrivato il francoprovenzale in Puglia? A differenza di quanto si potrebbe pensare, la lingua non è “salita” dalla Puglia verso il nord Italia: è vero il contrario. Secondo l’ipotesi più accreditata dagli studiosi, furono coloni di origine provenzale, inviati da Carlo I d’Angiò tra il 1266 e il 1274 per ripopolare l’area dopo la deportazione dei Saraceni di Lucera, a stabilirsi a Faeto e nella vicina Celle di San Vito, portando con sé la loro parlata d’origine. Il francoprovenzale della Val d’Aosta e del Piemonte è una presenza linguistica autonoma e antica di quelle zone, non collegata a una migrazione successiva dalla Puglia. La presenza di minoranze linguistiche in Puglia resta comunque affascinante: oltre al griko salentino e al francoprovenzale, si parlano anche l’albanese (arbëresh) e il veneto, portato dai coloni veneti nel Tavoliere in epoca fascista.

Monte Cornacchia: la vetta della Puglia
All’interno dell’agro di Faeto si erge il Monte Cornacchia, il più alto della Puglia con i suoi 1.152 metri. Da questa altitudine, si può ammirare uno spettacolare panorama che include il Gargano, il Tavoliere delle Puglie e il Golfo di Manfredonia. Il bosco di Faeto, ricco di faggi e cerri, contribuisce a creare un microclima ideale per la produzione del prosciutto di Faeto. Il nome stesso del paese deriva da “faggio”, a sottolineare il legame profondo tra il paesino e la natura circostante.
Il prosciutto di Faeto: un’eccellenza gastronomica
Il prosciutto di Faeto è un’autentica eccellenza gastronomica. Questo prelibato prodotto è celebrato con due feste annuali, la prima domenica di febbraio e la prima domenica di agosto, che animano il paese con poco più di 600 abitanti. Faeto era conosciuto, insieme a Castelluccio Valmaggiore e Celle di San Vito, come la “Svizzera del sud” per la qualità della vita che offriva. Lo spopolamento ha cambiato il volto di queste comunità, ma il prosciutto di Faeto rimane un motivo di orgoglio e una ragione in più per visitare questo angolo di Puglia.

Faeto: un patrimonio culturale e naturale da scoprire
Oltre alla sua produzione di prosciutto, Faeto offre un patrimonio culturale e naturale unico, in una posizione privilegiata tra i Monti Dauni. Che si tratti di ammirare il panorama dal Monte Cornacchia, esplorare i boschi di Faeto o assaporare il delizioso prosciutto locale, c’è sempre qualcosa di speciale da scoprire in questo affascinante paesino.











