Il ricamo, la terracotta, le luminarie: saperi e tradizioni pugliesi sotto i riflettori

In questa bella intervista rilasciata da Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica di Dior, ecco spiegate brevemente le ragioni di questo ritorno alle origini. Un ritorno in Puglia che non ha solamente fini autocelebrativi ma anzi vuole essere occasione per valorizzare e promuovere i saperi antichi che ancora oggi la regione custodisce gelosamente. Quei saperi antichi che lungamente sono stati l’ancora di salvezza di tante persone che hanno saputo farne tesoro, tramutandoli in professioni e traendone sostentamento tanto per sé quanto per la propria famiglia.

Fare del passato una prospettiva per il proprio futuro

Gli stessi saperi che associazioni come Le Costantine hanno scelto di tenere vivi e di tramandare con il duplice obiettivo di tenere viva una tradizione come quella del ricamo e di offrire a tante giovani donne una prospettiva per il futuro. E ancora, la scelta di coinvolgere artisti locali nella realizzazione di uno spettacolo di luminarie unico nel suo genere, come quella di realizzare un’esclusiva collezione di piatti raffiguranti i tarocchi a cura di Agostino Branca, maestro ceramista di Specchia, vogliono essere non solo la coreografia di uno spettacolo che a Lecce non ha avuto precedenti, ma anche l’occasione per far parlare un territorio. Perché la Puglia è proprio questo: un territorio unico, intriso d’arte e di saperi che è importante non dimenticare.

Il risultato, insomma, non è stato “solamente” quello di realizzare una sfilata di moda, ma quello di rendere omaggio alla Puglia ed alle sue tradizioni, mettendo in scena una straordinaria sinfonia nata dall’incontro tra ciò che madre natura qui spontaneamente offre – come gli splendidi fiori di campo riportati nei tessili della sfilata – ed i saperi antichi che da sempre sono patrimonio di questa terra forse non sufficientemente valorizzata e conosciuta al di fuori dei suoi stessi confini.

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