San Severo è un comune di circa 48.750 abitanti in provincia di Foggia, cuore del Tavoliere settentrionale. Antica capitale della Capitanata e del Molise, “città d’arte” dal 2006, è conosciuta soprattutto per la San Severo DOC, la prima Denominazione di Origine Controllata riconosciuta in Puglia, nel 1968.
Storia di San Severo
Le origini di San Severo — Castellum Sancti Severini in epoca medievale — affondano in insediamenti antichissimi, con tracce risalenti addirittura al Paleolitico. Nel Medioevo la città crebbe fino a diventare più volte capoluogo della Capitanata e del Molise, ruolo poi passato alla vicina Foggia: nel XVI secolo vi risiedeva il Governatore della provincia e il tribunale della Reale Udienza, e nel 1534 la visitò l’imperatore Carlo V, che qui istituì il Consiglio dei Quaranta.
Il terremoto del 1627 danneggiò gravemente la città, che fu ricostruita nel corso del Seicento e del Settecento: è a questa fase che si deve l’aspetto barocco, dai toni rossastri, che oggi caratterizza gran parte del centro storico, pur mantenendo intatto l’impianto viario medievale. Nel 2006 San Severo ha ottenuto il riconoscimento ufficiale di città d’arte.
Lo sapevi? San Severo è la città natale del fumettista Andrea Pazienza, che qui trascorse l’infanzia e dove è sepolto. Gli è dedicata una piazza del centro storico, e il Museo dell’Alto Tavoliere conserva disegni originali, foto e approfondimenti sulla sua opera.
Cosa vedere a San Severo
Il monumento più antico della città è la Chiesa di San Severino Abate, risalente all’XI secolo e dichiarata monumento nazionale: il fianco destro conserva ancora lo stile romanico originario, mentre il resto dell’edificio assunse forme barocche dopo il terremoto del 1627. È la chiesa attorno a cui si sviluppò il borgo medievale. Oggi la chiesa principale è però la Cattedrale di Santa Maria Assunta, sede vescovile dal 1580, ricca di dipinti settecenteschi e di un fonte battesimale del XII secolo.
Tra gli edifici civili spicca il Palazzo dei Celestini, un tempo convento, ceduto al Comune nel 1913 e oggi sede del Municipio. Il Teatro Comunale “Real Borbone” (poi intitolato a Verdi) è tra i teatri più antichi di tutta la Puglia. Da non perdere anche il Museo Civico dell’Alto Tavoliere, con un ricco patrimonio archeologico, e — per chi ama le curiosità meno battute — un giro tra le cantine ipogee della città: enormi sale scavate nella roccia per la conservazione del vino, chiamate localmente “le cattedrali sotterranee”.
Un consiglio per la visita. Il centro storico si gira comodamente a piedi, ma le strade sono strette e spesso a senso unico: meglio lasciare l’auto nei parcheggi lungo i viali esterni o vicino alla stazione, e proseguire poi a piedi verso cattedrale, teatro e musei.
San Severo DOC: la prima denominazione della Puglia
San Severo è, insieme a Torremaggiore e San Paolo di Civitate, il cuore della San Severo DOC: la prima Denominazione di Origine Controllata riconosciuta in tutta la Puglia, nel 1968. Una particolarità distingue questi vini dal resto della produzione regionale: mentre più a sud dominano i vitigni autoctoni pugliesi come Negroamaro e Primitivo, qui prevalgono Montepulciano e Sangiovese per i rossi e i rosati, insieme a Bombino Bianco e Trebbiano per i bianchi — varietà che avvicinano lo stile dei vini di San Severo a quelli abruzzesi o toscani più che ai classici pugliesi.
La coltivazione della vite in quest’area ha radici antichissime: tracce di vigneti di epoca romana, coltivati con il sistema ad alberello, sono state rinvenute nei pressi della masseria Scoppa. Ancora oggi più della metà del vino prodotto in tutta la provincia di Foggia arriva proprio da San Severo, che ospita anche produttori di spumante metodo classico affermati a livello nazionale.
La gastronomia di San Severo
San Severo è terra a forte vocazione agricola, e la sua cucina riflette una tradizione contadina semplice, quasi povera negli ingredienti ma ricca di sostanza: il pancotto — pane raffermo bollito con verdure di campo — è il piatto che meglio racconta questa filosofia, insieme alla zuppetta sanseverese, altra ricetta della tradizione locale. Piatti nati per non sprecare nulla, in una delle zone agricole più produttive di tutto il Tavoliere — la stessa area che, più a sud, ha reso Cerignola celebre per le sue olive da tavola.
Per un quadro completo di tutti i comuni della zona, potete consultare l’elenco completo dei comuni della Puglia.
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