Il pumo: un emblema dell’arte artigianale pugliese

Tra gli oggetti che rappresentano in modo innegabile l’artigianato pugliese, non possiamo fare a meno di citare il pumo. Con quel suo aspetto che, per l’appunto, richiama alla mente un pomo, questo prodotto dell’arte ceramica della nostra regione si è guadagnato un posto di primo piano tra gli oggetti utili ad abbellire le abitazioni, venendo persino scelto come bomboniera per le nozze. Ma andiamo con ordine e, nelle prossime righe, cerchiamo di scoprire qualche dettaglio in più sul pumo pugliese, a cominciare dalle sue origini storiche.

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La storia del pumo pugliese

Con quella sua sagoma un po’ barocca, il pumo – sin dai secoli scorsi – è presto divenuto un simbolo di ricchezza e di distinzione sociale: questo elemento decorativo, infatti, è stato realizzato dagli artigiani pugliesi in tante versioni differenti, contraddistinte dall’uso di materiali e colori mai identici tra di loro. Con i pumi, le famiglie più ricche della Puglia si preoccupavano di adornare le ringhiere dei balconi, o ancora, i corrimani delle scale, personalizzandoli anche con qualche elemento araldico, in modo da distinguere le abitazioni.

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Alla base della scelta di inserire questi pumi tra gli elementi decorativi dei palazzi dei possidenti pugliesi, c’era anche l’idea secondo la quale questi oggetti, ispirati al culto della dea romana Pomona, ricordano la nascita di un fiore o di un frutto. Questo bocciolo di ceramica, quindi, simboleggiava già in quell’epoca la purezza di un germoglio, la capacità di rigenerazione, la fecondità e la ricchezza, insomma tutto quanto si possa auspicare per la propria famiglia, a prescindere dallo status sociale della stessa.

 

A questo significato, poi, bisogna pure aggiungere quello che la tradizione popolare pugliese promuoveva, vale a dire, la convinzione che il pumo potesse fungere da protezione contro la sorte avversa, divenendo in questo modo un oggetto capace di portare fortuna.

Il pumo nel presente

Dopo aver perso un po’ quella sua natura esclusiva – anche in ragione del benessere sempre più diffuso – il pumo è diventato un oggetto di uso comune e che, soprattutto negli ultimi anni, viene scelto pure dagli sposi come bomboniera, per condividere con le persone care e gli invitati l’augurio di felicità e di benessere. Anche il famoso matrimonio della figlia di Pramod Agarwal (un ricco signore indiano, proprietario di acciaiere), Ritika Agarwal, è stato testimone di questa nuova usanza: sua figlia, infatti, ha scelto un pumo d’oro come bomboniera, dando un tocco pugliese alle sue nozze.

Un simbolo indiscusso di Grottaglie

Tra i souvenir di questa cittadina in provincia di Taranto, non possiamo fare a meno di indicare il pumo – in vernacolo, “lu pumu” – realizzato tradizionalmente in ceramica, in tanti formati differenti e, soprattutto, con decori cromatici differenti. Grottaglie è, infatti, famosa per la presenza di tante botteghe di artigiani della ceramica, i cosiddetti ceramisti: e la stessa cittadina può pure vantare un posto di primo piano tra le 28 città del nostro paese che sono insignite di un riconoscimento importante per quanto riguarda l’arte della ceramica.