Uliveto

La Puglia e la xylella: le ultime novità

Negli ultimi mesi la questione dell’emergenza della xylella in Puglia ha sollevato non pochi interrogativi sul ruolo dell’errore umano nella propagazione di questo insetto in grado di danneggiare gli ulivi secolari (e non solo) della nostra terra. Eppure, proprio dalla resistenza di sei varietà di ulivo – tra le quali, Bella di Cerignola, Cipressino, Coratino, Frantoio, Leccino e Pendolino – che non sono state contagiate dall’insetto, sta partendo una ricerca mirata per cercare di capire come sconfiggere la propagazione della xylella.

Un attacco mirato ad alcune cultivar

Ad essere prese di mira dalla Xylella, secondo le ricerche effettuate finora, sono le varietà Ascolana, Bianco Lilla, Carolea, Cellina, Cima di Melfi, Nocellara del Belice, Nociara ed Ogliarola, ben otto varietà in cui il disseccamento si manifesta in maniera molto frequente. Dall’associazione che si è mossa molto per la questione, Voce dell’Ulivo, tengono a precisare che bisogna comunque essere prudenti nel sancire l’attacco della xylella su un ulivo, giacché talvolta si è in presenza di disseccamenti le cui cause son ben differenti dalla xylella.

Nel frattempo, dalla regione giungono notizie incoraggianti per coloro i quali sono stati toccati da questa emergenza: la giunta ha richiesto al ministero delle politiche agricole di dichiarare lo stato di calamità , come del resto, ha approvato una mappa di quelle che sono le aree colpite dall’emergenza e, ancora, ha messo a disposizione 21 milioni di euro per il risarcimento danni. Nel frattempo, la ricerca continua a lavorare ad una soluzione per mettere fine a questa problematica dai risvolti drammatici per un intero territorio che vive di olivicoltura.