Un campo di canapa

Via libera all’introduzione in Puglia della coltivazione legale di canapa con thc inferiore a 0,2% e secondo un approccio di agricoltura biologica ed integrata.

Partiamo da un dato: dovete sapere che negli anni ’50, non molto tempo fa dunque, l’Italia era il secondo paese produttore al mondo di canapa per uso industriale. Il primo paese al mondo era l’Unione Sovietica. Poi i tempi sono cambiati, le fibre sintetiche hanno fatto capolino sempre di più nell’industria e la canapa è stata associata sempre più spesso al concetto di sostanza stupefacente priva di altra utilità.

Oggi, in Puglia, la svolta. Con l’obiettivo di ridurre l’abbandono dei terreni agricoli e la desertificazione e di incoraggiare la biodiversità, il Consiglio Regionale pugliese, su proposta del partito 5 stelle, ha approvato una proposta di legge che consenta la produzione della canapa nella nostra regione.

La canapa, che deve avere un THC (cannabinoide) inferiore allo 0,2%, sarà coltivata secondo le regole dell’agricoltura integrata e biologica, per scopi ambientali e produttivi, il che significa che potrà essere impiegata poi nell’industria alimentare, farmacologica e nella bioedilizia.

Per attuare questo progetto, la Regione ha stanziato 1,5 milioni di euro, che impiegherà nei prossimi tre anni nella formazione di agricoltori specializzati nella coltivazione della canapa, nella bonifica delle aree destinate alla coltivazione, ed in altre attività correlate.

L’obiettivo, concludendo, è creare una filiera dedicata proprio alla canapa ed al suo uso ed applicazione in diversi settori.