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La Puglia deve tutelare la sua ricchezza: i prodotti tipici

Famosa ed apprezzata per la sua arte gastronomica capace di conquistare i palati di mezzo mondo con i suoi sapori genuini e ben definiti, la Puglia deve molto della sua popolarità ai prodotti tipici locali che rappresentano una ricchezza per il territorio e la sua gente: eppure, per quanto il settore agricolo e dell’allevamento sia un’importante risorsa per l’economia regionale, qualcosa non è funzionato – stando a quanto reso noto da Coldiretti – in termini di tutela della biodiversità, giacché la nostra regione ha perso non poche specie nel corso degli ultimi cent’anni.

Ben tre varietà su quattro di frutta, infatti, sono state perse durante l’ultimo secolo e, ancora, in termini di produzione, c’è stato un calo del 15 percento – che corrisponde alla perdita di più di 8’000 ettari coltivati: ma questo bollettino di guerra non finisce qui, se si considera che pure nel presente le cose non vanno tanto meglio, giacché esistono ben 632 coltivazioni che sono state classificate a rischio, un numero che non può lasciare indifferenti per quanto riguarda la perdità di biodiversità, una risorsa fondamentale per questo comparto economico importantissimo.

Le specie tipiche pugliesi salvate dall’estinzione

In questo quadro tutt’altro che rassicurante per quanto rigurda il futuro della produzione alimentare pugliese, c’è comunque una buona notizia: grazie al lavoro rigoroso e impegnato di generazioni di coltivatori ed allevatori, è stato possibile salvare parecchie varietà di piante e di razze animali dall’estinzione, che hanno ottenuto i sigilli di Campagna Amica, tra le quali la Puglia può far valere ben 35 eccellenze sulle 311 a livello nazionale, a conferma dell’inversione di rotta in corso all’interno di questo settore strategico per l’intera regione.

Tra le specialità pugliesi salvate si possono annoverare l’albicocca di Galatone, oppure, la burrata e la scamorza, il cacioricotta e la giuncata, passando per le cime di rapa, oppure, le cicorie tipiche di Galatina, Molfetta ed Otranto, senza dimenticarci del cardoncello, la lenticchia di Altamura, il cappero e il salame del Gargano, le olive Termite, la Bella di Cerignola, la batata rossa di Lecce o il suino nero dei Monti Dauni. La Puglia può peraltro vantare 245’000 ettari di aree naturali sottoposte a protezione (più di tre quarti sono rappresentati dai parchi del Gargano e dell’Alta Murgia), mentre non tanto meno di un decimo sono riserve naturali marine.

Tra le specie animali, invece, possiamo citare l’asino di Martina Franca – una tre le razze più antiche d’Italia – e la pecora Gentile di Altamura, quest’ultima famosa per offrire una lana particolarmente pregiata, usata nell’ambito della moda.

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