
La Malombra di Bari: la leggenda dell’ombra funesta
Se non siete di Bari forse non avete mai sentito parlare della “malombra” o nominare la “Malombra”: e nonostante ciò, vi renderete conto già da soli che il termine di per sé non trasmette nulla di rassicurante. Al contrario, in quel di Bari, la malombra è un personaggio talmente tanto noto e la cui presenza è data così per assodata, che fa parte della vita di tante famiglie, soprattutto nei dialoghi del quotidiano: “Non fare la malombra!”, si sente spesso dire. Ma cosa significa e da dove proviene questo modo di dire?
La mal’ombra o malombra: come si presenta
La malombra sarebbe un’ombra inquietante che si introduce nelle abitazioni sotto forma di ansia, preoccupazione, insonnia, palpitazioni. A livello lessicale, malombra deriva, com’è facile intuire, dall’unione dei termini “malvagio” e “ombra”: una parola che ci dà precisamente l’idea del tipo di figura pronta a far capolino nelle nostre case — o per lo meno nelle abitazioni degli amici baresi — in piena notte.
A livello di immaginario collettivo si tratterebbe di un’ombra, appunto, dalle sembianze di un’anziana. Farebbe la sua classica comparsa su una sedia vuota lasciata nella stanza da letto, motivo per il quale il folklore popolare suggerisce di evitare di lasciare sedute vuote accanto al letto o ai piedi di esso. Proprio come farebbe la signora con la falce in procinto di venire a prendere il malcapitato di turno. Ma non sempre assume le sembianze di un’anziana signora. Altre volte sembra si presenti sotto forma di animale (più spesso di cane di colore nero), altre volte invece si manifesta sotto forma di un denso fumo nerastro serpeggiante dentro casa.
La Malombra e le figure parallele nelle culture mediterranee. La Malombra barese non è un’invenzione isolata — appartiene a una famiglia di figure soprannaturali notturne presenti in quasi tutte le culture mediterranee. In Sardegna esiste il Mazzamuréddu, spirito dispettoso che causa incubi e sveglia nel terrore. In Sicilia c’è il Santacandaja, figura femminile che soffoca i dormienti. In Catalogna il Pesanta è un animale pesante che si posa sul petto. In Giappone il Kanashibari produce paralisi notturna. Tutte queste figure descrivono la stessa esperienza — la paralisi del sonno, con le sue allucinazioni ipnagogiche — attraverso lenti culturali diverse. La Malombra è il modo in cui la cultura popolare barese ha dato forma a qualcosa di fisicamente reale: il terrore della notte, l’insonnia, l’ansia, il senso di presenza nell’oscurità.
Come tenersi alla larga dall’ombra funesta
Chi l’ha effettivamente incontrata ha riferito di aver vissuto momenti di puro terrore e di grande angoscia. Chi non l’ha incontrata ma ne ha solamente percepito la presenza, ha riferito invece episodi di poltergeist, spostamenti di oggetti, rumori inconsueti e via dicendo. In Puglia, e in particolar modo nel barese, l’esistenza della Malombra non è un retaggio del passato, ma anzi ancora oggi l’anziana ombra malvagia è ancora ben presente nell’immaginario collettivo, e anche particolarmente temuta. A tal punto che non è infrequente che qualcuno eviti di nominarla nel timore di invocarla e finire con averci a che fare seppur involontariamente.
Per evitarla, come detto, si evita di lasciare sedie vuote in camera da letto, così come si usa lasciare sull’uscio di casa una scopa. La saggezza popolare suggerisce che la Malombra, giunta al cospetto dell’abitazione e vista la scopa, si attarderebbe a contarne le setole, finendo così per far mattina e vedendosi obbligata a desistere dai suoi intenti malvagi. Tornando in camera da letto, un altro metodo per difendersi dalla Malombra sarebbe quello di tenere delle forbici di metallo accanto al letto, così che, qualora l’ombra malvagia si dovesse presentare, sarebbe facile tagliarle le dita e recidere il legame che ci lega a lei.
La scopa che conta le setole: un rimedio magico con paralleli antichissimi. Il rimedio della scopa sull’uscio per ingannare la Malombra — obbligandola a contare le setole fino all’alba — si ritrova in tradizioni magico-apotropaiche di tutto il Mediterraneo e dell’Europa. In Germania si mettevano granelli di sale o di miglio davanti alla porta per impegnare i vampiri nel contarli. In Romania era il papavero. In alcune tradizioni ebraiche esisteva un’entità chiamata Lilit che veniva bloccata allo stesso modo. Il principio è sempre lo stesso: le entità maligne sono compulsivamente costrette a contare o completare un’azione ripetitiva — e questo le impegna per tutta la notte. La scopa barese è quindi parte di un sistema di difesa magica condiviso da culture che non si sono mai conosciute, ma che hanno immaginato gli stessi modi per sopravvivere alla notte.











