Il Bosco Incoronata è un parco naturale regionale a circa 12 km da Foggia, nel cuore del Tavoliere delle Puglie. Mille ettari di bosco planiziale — l’ultimo frammento delle foreste che un tempo coprivano tutta la pianura — attraversati dal torrente Cervaro e custodi di un santuario mariano con oltre mille anni di storia. Una delle poche oasi verdi di una delle pianure agricole più intensive d’Italia.
Il Parco Naturale Regionale del Bosco Incoronata
Il Bosco Incoronata è un’anomalia bellissima nel paesaggio del Tavoliere: mille ettari di vegetazione autoctona in mezzo a centinaia di chilometri quadrati di campi di grano e colture intensive. Il parco naturale regionale è situato a circa 12 chilometri dalla città di Foggia ed è parzialmente bagnato a nord dal torrente Cervaro. Rappresenta un patrimonio genetico unico a testimonianza dei boschi planiziali originari che si distribuivano lungo il Tavoliere prima delle grandi bonifiche.
La natura: il bosco planiziale che non esiste più altrove
L’attuale area boschiva, attraversata dal torrente Cervaro, è testimonianza residua di una più vasta e antica zona forestale, erosa progressivamente per le necessità di legname, di terre agricole e di pascoli. Quello che è rimasto è abbastanza per capire com’era tutta la pianura: grazie alla ricchezza d’acqua e delle falde superficiali, si è sviluppato un habitat con la tipica vegetazione collinare, caratterizzato da piante caducifoglie quali la roverella, l’acero, il frassino e gli olmi.

A queste specie di particolare rilievo vanno aggiunte quelle caratteristiche dei boschi ripariali — pioppi, salici e tamerici — e quelle palustri delle sorgenti, dei pantani e dei laghi: giunchi, canne di palude e altre specie igrofile. Studi pubblicati sulla rivista Interdipendenze hanno censito anche la presenza di liquirizia spontanea (Glycyrrhiza glabra), specie rara nel contesto planiziale pugliese.
Flora e fauna del Bosco Incoronata. Durante una visita al bosco lungo i sentieri dell’area protetta, si può apprezzare la ricchezza faunistica del parco: tra i rami degli alberi trovano riparo il picchio rosso maggiore, il picchio verde e le poiane. Tra le loro radici è molto facile scorgere impronte di volpi, tassi e faine. Il bosco include anche parte del Sito di Importanza Comunitaria denominato “Valle del Cervaro — Bosco dell’Incoronata”, che rafforza ulteriormente la protezione dell’area a livello europeo.
Il Tavoliere prima: com’era la Puglia che non c’è più
Per capire il Bosco Incoronata bisogna capire cosa era il Tavoliere delle Puglie prima che l’uomo lo trasformasse. Il Tavoliere è una pianura di sollevamento: anticamente era un fondale marino. Quando emerse, era coperto di foreste — boschi planiziali con querce, olmi, frassini, pioppi lungo i fiumi. Esattamente come quello che oggi sopravvive solo qui, nell’Incoronata.
Il sistema idrico del Tavoliere alimentava in passato la vegetazione boschiva e rendeva la pianura molto più verde di quel che si pensi. Gli attuali corsi d’acqua erano circondati da fitte foreste a galleria, con prevalenza di pioppi e salici. Vi erano poi vaste aree umide e talora paludose, con acque stagnanti alimentate dai torrenti e dalle acque sotterranee, anch’esse davano vita ad ecosistemi ricchi di vegetazione e di specie animali, soprattutto di avifauna.
Tre trasformazioni che hanno cambiato il paesaggio pugliese. La storia del Tavoliere è la storia di un territorio trasformato in fasi successive, ciascuna per soddisfare bisogni di qualcuno che stava altrove. Prima trasformazione: i boschi planiziali vengono disboscati nei secoli medievali e moderni per legname, pascolo e terre arabili — i pastori della transumanza avevano bisogno di spazi aperti, i feudatari di reddito. Seconda trasformazione: Gioacchino Murat trasforma il Tavoliere in un immenso granaio nell’Ottocento; poi Mussolini completa l’opera con il Consorzio di Bonifica della Capitanata e l’Acquedotto Pugliese — il Tavoliere diventa la “California del grano” italiano. Di quei boschi non resta quasi nulla: il Bosco Incoronata è uno dei pochi frammenti sopravvissuti. Terza trasformazione: oggi quegli stessi campi — già un volta foresta, già una volta pascolo, già una volta grano — sono sotto pressione per i mega impianti fotovoltaici industriali che avanzano sulla pianura pugliese, attirando capitali internazionali su un territorio che per secoli ha prodotto ricchezza per altri.
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Come raggiungere il Bosco Incoronata e dove si trova

Il Bosco Incoronata si trova a circa 12 km dal centro di Foggia, lungo la SS16 Adriatica in direzione Bari. Bastano 15-20 minuti di auto dalla città. La pianura del Tavoliere che si percorre per arrivarci rende ancora più sorprendente l’impatto visivo dell’arrivo: in mezzo a centinaia di ettari di campi di grano e colture intensive, il bosco emerge all’improvviso come un’anomalia verde in un paesaggio piatto e uniforme.

Questo contrasto non è casuale — è la storia visibile di come il Tavoliere è cambiato nei secoli: da pianura coperta di boschi planiziali a granaio d’Italia, fino all’agricoltura intensiva moderna. Il Bosco Incoronata è sopravvissuto perché il santuario ha protetto il territorio intorno a sé. Tutto il resto è scomparso.
- Foggia → Bosco Incoronata: circa 12 km · 15-20 minuti in auto
- Bari → Bosco Incoronata: circa 130 km · 1h30 in auto via A14
- Napoli → Bosco Incoronata: circa 190 km · 2h in auto via A16
Il Santuario della Madonna Incoronata
La ragione per cui questo bosco è sopravvissuto mentre tutto il resto del Tavoliere veniva disboscato e coltivato è una sola: il santuario. Questo luogo deve la sua notorietà alla presenza del Santuario dell’Incoronata, meta di pellegrinaggi religiosi da quando, nell’aprile del 1001, un nobile conte di Ariano Irpino, durante una battuta di caccia, vide apparire la Vergine Maria che gli chiese di costruire una cappella votiva per i fedeli.

La tradizione vuole che nell’aprile del 1001 una statua di legno scuro raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù sia apparsa ad un conte di Ariano Irpino e ad un pastore, fra i rami di una grande quercia. Nel luogo dell’apparizione, il pastore riempì una “caldarella” con una “mesata” di olio e ne realizzò una lampada votiva che, ancora oggi, per devozione popolare, continua ad ardere all’interno del Santuario.
Non risulta esserci santuario mariano più antico d’Europa. Il primo documento a parlare dell’Incoronata è un Diploma reale di Ruggero II di Altavilla, datato 24 novembre del 1140, con il quale il sovrano concesse a San Guglielmo di Vercelli — fondatore del celeberrimo Santuario di Montevergine — il convento e il santuario dell’Incoronata. Il Santo trascorse qui gli ultimi mesi della sua vita, prima di ritirarsi al Goleto. Del 6 luglio del 1156 è invece il primo documento pontificio: una Bolla con la quale Papa Adriano IV pose l’Incoronata sotto la giurisdizione del Vescovo di Troia. Nel 1978 Papa Paolo VI elevò la chiesa a Basilica minore. Tra i visitatori illustri che nei secoli si sono recati ai piedi dell’Incoronata: San Francesco d’Assisi, San Tommaso d’Aquino, San Francesco da Paola, Sant’Antonio da Padova, San Bernardino da Siena.
Storia del bosco: cacce reali, transumanza e Federico II
Le fonti documentarie attestano una domus dell’Incoronata appartenuta a Federico II, che visitò la zona nel 1240 e nel 1242. Sono note anche le notizie di battute di caccia tenute nella riserva dell’Incoronata da sovrani avvicendatisi nel tempo: Re Manfredi, nel 1256, ne organizzò una particolarmente fruttuosa, cui avrebbero preso parte 1.400 persone. Sono più tarde le informazioni relative a battute di caccia cui parteciparono il re Alfonso II (XV secolo) e il re Ferdinando IV di Borbone (XVIII secolo).
Per capire l’importanza di questo luogo nel paesaggio pugliese basta leggere la storia di Foggia: il Tavoliere era il grande nodo della transumanza. Il bosco del Cervaro, con le acque ristoratrici del ruscello, era uno dei principali nodi della transumanza. I pastori, dopo che il Tavoliere aveva offerto nutrimento agli armenti durante l’inverno, con l’arrivo della bella stagione si mettevano in marcia, sostavano al Cervaro e si incontravano ai piedi della Madonna prima di dirigersi verso i pascoli montani. Le carte dei tratturi presenti nell’Archivio di Stato di Foggia documentano ampiamente la centralità del Santuario dell’Incoronata nella viabilità del Tavoliere pugliese.
Qualcosa di questo rito popolare continua ancora oggi nei pellegrinaggi, formati da cortei di centinaia e a volte migliaia di persone che, a piedi, giungono anche da Minervino Murge, Lavello, Melfi, Palazzo San Gervasio, Villanova, Canosa — paesi tutti a 70-80 chilometri di distanza.
Cosa vedere e fare al Bosco Incoronata
- Sentieri del parco — L’accesso al bosco è libero. I sentieri percorrono il bosco lungo il Cervaro: in primavera la vegetazione ripariale è al massimo. Una guida certificata locale è consigliata per chi vuole approfondire flora e fauna
- Il Santuario della Madonna Incoronata — Visitare la Basilica significa vedere la lampada votiva che arde dal 1001, la statua lignea della Madonna Nera e l’architettura del complesso affidato ai religiosi di Don Orione dal 1950
- Il birdwatching — Il bosco ripariale è uno dei pochi ambienti della pianura foggiana dove il picchio verde e il picchio rosso maggiore si osservano con regolarità
- La Fiera dell’Incoronata — Ogni anno, nella settimana di Pentecoste, attorno al santuario si tiene una delle fiere più antiche e caratteristiche della Puglia settentrionale
- I tratturi — L’area è attraversata da tratti di antichi tratturi della transumanza: percorrerli a piedi o in bici permette di capire come funzionava la grande migrazione stagionale delle greggi tra Puglia e Abruzzo
Chi vuole allargare il raggio di esplorazione può partire dal Bosco Incoronata per scoprire le aree naturali vicine: il Gargano con la Foresta Umbra a nord, il Subappennino Dauno con i suoi borghi medievali a ovest, e il Tavoliere delle Puglie nella sua interezza come contesto geografico.
Come arrivare al Bosco Incoronata
- In auto — Autostrada A14, uscita Foggia, poi SS16 direzione Bari; seguire le indicazioni per il Santuario dell’Incoronata e il Parco Regionale
- In treno — Stazione di Foggia (ben collegata con Bari e Napoli), poi bus di linea in direzione del Santuario
- In bici — Da Foggia: SC 105, poi SC Saggese-Borgo Cervaro. Il percorso è pianeggiante, tipico del Tavoliere
Ente di gestione: Parco Bosco Incoronata, via A. Gramsci 17, Foggia — tel. +39 0881 814016. Ufficio informazioni anche a Borgo Incoronata.











