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Storia di Foggia nella preistoria

Durante la Seconda Guerra Mondiale la città di Foggia fu parzialmente distrutta dagli Alleati. Tuttavia, fu proprio grazie ad alcune foto aeree scattate durante il devastante conflitto che fu possibile individuare un’area archeologica di immenso rilievo, testimonianza di un’ingente presenza umana in zona risalente al Neolitico. Tali testimonianze sono tutte raccolte e visionabili oggi presso il Parco Archeologico del Passo di Corvo. Ma non solo. Anche nel cuore della città non mancano innumerevoli testimonianze della presenza umana in epoca neolitica: si pensi agli scavi della Villa Comunale, così come ai resti di insediamenti nei quartieri San Lorenzo, Ordona Sud, Salice Nuovo, Pantano. Risale invece al II millennio a.C il sito archeologico di Arpi, in località Arpinova: qui sorgeva un’importante e popolosa cittadina facente parte della Magna Grecia. In quel tempo le popolazioni si dedicavano già massicciamente all’agricoltura, complice la conformazione pianeggiante del territorio. Tuttavia, si trattava di un territorio insalubre e paludoso, non semplice da gestire.

Foggia in epoca Normanna e Sveva

La storia di Foggia subì una nuova svolta con l’arrivo della dinastia Normanna e successivamente Sveva. Con l’arrivo dei Normanni in Terra di Puglia a seguito della cacciata dei Bizantini, Roberto d’Altavilla detto Roberto il Guiscardo, sesto figlio di Tancredi, si occupò della bonifica di queste zone. La bonifica delle terre offrì alla città una grande opportunità di crescita sul fronte economico, che fu poi consolidata da Guglielmo il Buono. Ricordiamo che Roberto il Guiscardo fu anche colui che cacciò gli Arabi dalla Sicilia. Come sapete, Guglielmo il Buono morì senza lasciare un erede, alchè fu Enrico VI (incoronato con il nome di Federico I), sulla base di legami di sangue con i normanni, a voler prendere il controllo dei territori precedentemente occupati da Guglielmo il Buono. La dinastia Sveva subentrava dunque a quella Normanna. Federico I morì prematuramente, lasciando il trono a Federico II. Aveva inizio l’epoca Federiciana. Federico II di Svevia amava molto la Puglia ed in particolare Foggia, città nella quale trascorse molto tempo. Vi fece edificare un imponente palatium, del quale sfortunatamente non rimane praticamente nulla, oltre a due residenze di caccia situate qua e là in Capitanata. Si pensi, peraltro, che nel 1223 Federico II di Svevia spostò la capitale del Sacro Romano Impero da Palermo sino a Foggia.

Gli Aragonesi e la dogana delle pecore

Nel 1480 Foggia diventa sede del Parlamento Reale Aragonese. Gli aragonesi, resisi conto dell’importanza del Tavoliere come luogo di passaggio in occasione della transumanza delle pecore, istituiscono una dogana, detta dogana delle pecore, appunto. Per passare era dunque necessario pagare un pedaggio, il che portò nuova linfa economica al regno, ma di fatto privò gli agricoltori di terre da coltivare. Il terreno tornò ad essere trascurato e paludoso.

Il terremoto del 1731

Nel 1731 un devastante terremoto rase al suolo una buona parte della città di Foggia. La città fu dunque pian piano ricostruita, ma gran parte dei ceti sociali più bassi dovette rimediare andando a vivere nelle baracche.

L’Ottocento e il Novecento

Solamente nell’Ottocento si giunse all’abolizione della dogana e la terra fu restituita all’agricoltura. La costruzione della stazione ferroviaria diede impulso all’economia e la città si sviluppò maggiormente attorno ad essa. Nel Novecento, con l’ascesa al potere di Benito Mussolini, fu istituito il Consorzio di Bonifica della Capitanata. Lo stesso Mussolini volle la costruzione dell’Acquedotto Pugliese e spinse a favore di un incremento dell’edilizia pubblica. Durante la Seconda Guerra Mondiale Foggia rivestì un ruolo di primo piano, dal momento che la sua stazione ferroviaria era uno snodo importante sia per quanto riguarda gli spostamenti da e verso nord e sud, ma anche verso il Tirreno. Lo sbarco degli Alleati portò ad un grave danneggiamento della città, che fu poi ricostruita nei decenni a venire. La storia di Foggia è stata dunque lunga, intensa e ricca di eventi salienti, che l’hanno resa la splendida città che è oggi.

 


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Ilaria Scremin