⛱️ Una settimana sotto l’ombrellone costa in media 225 euro, +24% in cinque anni, e Gallipoli è tra le località con i rincari più alti d’Italia. Intanto il TAR di Lecce ha ordinato lo smantellamento di un noto lido di Porto Cesareo: le dune non si toccano. E noi pugliesi, che al mare ci andiamo tutto l’anno, una cosa la sappiamo da sempre: una giornata di mare deve costare zero.

C’è una notizia fresca di questi giorni che in Salento ha fatto rumore: il 30 luglio il TAR di Lecce ha ordinato lo smantellamento del Bahia del Sol, uno degli stabilimenti balneari più noti di Porto Cesareo, frequentato da vip e habitué della movida. La Regione Puglia non ha rinnovato il parere idrogeologico richiesto dalla società di gestione, il Comune aveva già disposto lo stop alle attività, e il tribunale ha respinto il ricorso. La motivazione, in sintesi, è di quelle che restano: le dune lungo la spiaggia devono rimanere intatte.
Al di là della singola vicenda — che è materia legale e come tale la lasciamo ai tribunali — quella frase dice una cosa più grande: la costa di Porto Cesareo, con le sue dune di sabbia bianca e la sua area marina protetta, è un bene di tutti. E arriva proprio nell’estate in cui il caro ombrellone ha toccato il suo record.
📊 Quanto costa davvero il mare “attrezzato” nel 2026
I numeri li ha messi in fila Altroconsumo, che ha monitorato in forma anonima 222 stabilimenti in dieci località italiane, rilevando le tariffe per la prima settimana di agosto. Il quadro è questo:
⛱️ il costo medio di una settimana con ombrellone e 2 lettini
📈 l’aumento dei prezzi negli ultimi cinque anni (era 182€ nel 2021)
🏖️ il rincaro di Gallipoli in un solo anno, tra i più alti d’Italia
🥇 la media nazionale per una settimana in prima fila
E attenzione al dettaglio pugliese: tra le dieci località monitorate, Gallipoli segna +10% in un solo anno, terzo rincaro più alto d’Italia dopo Taormina-Giardini Naxos (+16%) e Alghero (+14%). Il posto in spiaggia, insomma, cresce quasi al doppio dell’inflazione. E ai prezzi dell’ombrellone vanno aggiunti parcheggio, bar, ristorante e i vari supplementi che trasformano una giornata di mare in una voce di bilancio.
La punta dell’iceberg? In alcuni lidi di fascia alta l’ombrellone è pubblicizzato come “gratuito”… a fronte di una spesa minima in food & beverage, con accoglienza a base di bottiglia di Moët da 130 euro scalata dal credito. L’ombrellone non lo paghi, insomma. Paghi tutto il resto. 🍾
🐟 Noi, quelli del mare gratis
Ora, con tutto il rispetto per chi sceglie il lido — ci mancherebbe, ognuno il mare se lo vive come vuole — qui bisogna dire una cosa che ogni pugliese di vecchia scuola sa nel profondo: noi non siamo abituati a pagare per andare al mare. Non per tirchieria. Per cultura.
Il mare, per chi è nato qui, non è un evento da organizzare né un pacchetto da prenotare. È la normalità. È il tuffo dopo il lavoro a luglio, la domenica di ottobre col mare piatto, la passeggiata sulla battigia a novembre col maestrale che ti pulisce i pensieri, il primo bagno azzardato ad aprile. Chi va al mare 365 giorni l’anno non può pensarlo come qualcosa che costa 238 euro a settimana: sarebbe come pagare l’ingresso a casa propria.
L’attrezzatura del pugliese DOC, del resto, è collaudata da generazioni: il telo, la sedia pieghevole che ha visto tre lustri, l’ombrellone da piantare (il nostro, portato da casa), e soprattutto la borsa frigo. Dentro: le friselle da sponzare con l’acqua di mare come si faceva una volta, i pomodori maturi da strofinare, una bottiglia di olio extravergine, l’anguria tagliata la mattina. Altro che sushi in riva al mare: il pranzo perfetto sotto il sole della Puglia costa meno di un caffè al lido e sa di casa. 🍅
🏖️ Il bello è che il mare gratis, qui, ce l’abbiamo davvero

Non è nostalgia: è geografia. La Puglia ha oltre 800 chilometri di costa e una parte significativa è ancora libera — non concessionata, non attrezzata, accessibile a chiunque, spesso più bella dei tratti privatizzati. Dalle dune di Porto Cesareo e Punta Prosciutto alle cale della costa adriatica, fino ai tratti selvaggi del Gargano raggiungibili solo a piedi.
Su dove trovarle zona per zona, su cosa sta succedendo con le concessioni balneari e sul piano “Mare democratico” della Regione, abbiamo scritto una guida dedicata che vale la pena leggere per intero: Spiagge libere in Puglia: dove sono e perché siamo ancora fortunati. E se sei in Salento e vuoi scegliere la caletta giusta in base al vento del giorno, c’è la nostra mappa completa su dove fare il bagno in Salento.
→ Spiaggia libera + attrezzatura da casa: costo della giornata, zero euro (più il parcheggio, se va male)
→ Arriva presto: alle 8:30 trovi il posto in prima fila che al lido accanto costa 30-50 euro
→ Borsa frigo intelligente: friselle, pomodori, olio, frutta — regge il caldo meglio di qualsiasi panino
→ Porta via tutto quello che porti: la spiaggia libera resta libera solo se la trattiamo da casa nostra
🌊 La morale della storia
La vicenda del lido di Porto Cesareo dice, a modo suo, quello che i pugliesi ripetono da sempre: la costa non è un bancomat, è un patrimonio. Le dune non si toccano, il mare è di tutti, e una giornata di mare — quella vera, con la frisella sponzata e i piedi nella sabbia — deve poter costare zero euro. Il resto è marketing.
🧺 La borsa frigo perfetta parte da qui: friselle, olio extravergine e prodotti tipici selezionati direttamente dai produttori pugliesi.
Dati sui prezzi: indagine Altroconsumo 2026 su 222 stabilimenti in 10 località italiane (prima settimana di agosto). Sulla vicenda del Bahia del Sol riportiamo esclusivamente quanto emerso dalla pronuncia del TAR di Lecce del 30 luglio 2026 secondo la stampa: la vicenda giudiziaria potrebbe avere ulteriori sviluppi.











