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I comuni salentini si mobilitano per la falesia

Non accenna a placarsi la mobilitazione delle amministrazioni locali  salentine contro le misure di tutela sancite dalle Capitanerie di Porto nel corso degli ultimi mesi, per quei tratti pericolosi di falesia, soggetti a crollo, che sono stati dichiarati inagibili da parte delle persone per attività balneari: in effetti, anche in ragione dell’inizio della stagione turistica estiva, la preoccupazione per la riduzione del flusso turistico interessa molto da vicino sindaci ed assessori, con le associazioni di categoria che premono per limitare il più possibile questi divieti, per evitare di perturbare eccessivamente il turismo.

La Capitaneria di Gallipoli restringe le aree vietate

Da parte loro, le aree di Racale, Tricase e Diso possono tirare un piccolo sospiro di sollievo dopo che, attraverso l’intervento di alcuni geologi, la Capitaneria di Porto di Gallipoli ha deciso, esattamente una settimana fa, di riaprire al pubblico più o meno quattro chilometri di litorale: scendono così a diciassette, rispetto ai ventuno sanciti in precedenza, i tratti di falesia che restano inaccessibili alle persone. Non sono pochi i dubbi sollevati dagli amministratori locali circa gli interventi dell’autorità portuale, le cui ordinanze sarebbero basate su un piano di bacino realizzato esattamente nel 2006…