Torre dell’Orso è una delle mete balneari più amate del Salento. Ma oltre alla spiaggia, c’è una leggenda che vale la pena conoscere prima di arrivare: quella dei due faraglioni chiamati le Due Sorelle. Una storia di campagna, di mare in tempesta e di un abbraccio di pietra che dura da secoli.

La baia di Torre dell’Orso si estende per circa 800 metri, accolta e protetta da due costoni di roccia. Da un lato la torre costiera cinquecentesca e il famoso sperone a forma di orso; dall’altro, un’escavazione di origine antichissima con iscrizioni in greco e latino risalenti a qualche secolo prima di Cristo e alcune grotte, come la grotta di San Cristoforo. Alle spalle, una profumatissima pineta. Nel mare antistante spiccano due speroni di roccia: i famosi faraglioni Torre dell’Orso, conosciuti come le Due Sorelle.
I faraglioni Torre dell’Orso: le Due Sorelle immobili e disperate
Il Salento non è solo cielo e mare, ma è anche storia e leggenda — una storia spesso scavata in modo indelebile nella pietra più antica, come la pietra leccese, o come la roccia imponente che si protende verso il cielo dai fondali di questo straordinario mare cristallino. Conoscere la leggenda prima di recarsi a Torre dell’Orso rende l’esperienza tutt’altra cosa.
La leggenda delle Due Sorelle
Narra la leggenda che un tempo vi fossero due sorelle, che vivevano in un villaggio poco distante dalla costa. Le due giovani lavoravano in campagna dal mattino fino all’imbrunire, senza mai concedersi un momento di sosta. Vi fu un anno, tuttavia, in cui il caldo si fece sentire come non mai. Un giorno le due giovani, sofferenti per la calura costante e impietosa, decisero di assentarsi dal lavoro e di andare a cercare refrigerio presso il mare.
Giunte in prossimità della riva, si trovarono di fronte a un mare impetuoso e in tempesta. Uno spettacolo al quale, nonostante la vicinanza al mare, non avevano mai assistito, tanto erano umilmente impegnate nelle loro fatiche quotidiane nei campi. Una delle due, rapita da cotanta bellezza, sembra che decise di tuffarsi. Alcune versioni di questa leggenda, tuttavia, raccontano che scivolò in acqua.
Ad ogni modo, la giovane si trovò subito in difficoltà. Le onde erano sempre più alte e la ragazza era una nuotatrice tutt’altro che esperta. La sorella rimasta a riva decise subito di tuffarsi per prestarle aiuto, ma tutto fu vano: in breve tempo entrambe furono inghiottite dai cavalloni furenti.
Narra la storia che un pescatore, che si trovava nella pineta, avesse udito le grida disperate delle giovani. Avvicinatosi alla riva, si trovò di fronte a due faraglioni di pietra, sino a poco prima del tutto assenti: due enormi sculture in pietra, raffiguranti due sorelle che si protendono in un disperato abbraccio d’amore e di morte.
Quando siete in spiaggia a Torre dell’Orso, soffermatevi un momento e osservate i faraglioni Torre dell’Orso. Sono ancora lì, immobili come allora, in quell’abbraccio disperato.











