Erbe spontanee, gustose ma anche sane. Attenzione però…
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Per tanti secoli e fino al XIX secolo inoltrato, le erbe spontanee erano una delle risorse alimentari più importanti per l’uomo. In un’Italia pressoché totalmente contadina, quasi tutte le famiglie conoscevano le piante selvatiche commestibili. E, di buona stagione, non esitavano a mandare anche i figli a raccoglierle. Vi basterà sfogliare un libro di cucina un pò datato per realizzare che papaveri, ortiche, malva, cicoria, tarassaco, crescione e luppolo erano davvero ingredienti onnipresenti. Oggi il desiderio di procacciarsi qualche ingrediente naturale è tornato protagonista. Ma è bene fare attenzione a dove si raccolgono le erbe commestibili, oltre che saperle riconoscere.

Dall’Ottocento ad oggi l’uomo ha raccolto e mangiato sempre meno erbe spontanee

Dall’Ottocento ad oggi la storia dell’uomo ha fatto passi da gigante e le condizioni di vita di tutti noi sono migliorate a tuttotondo. In realtà, a ben guardare, si tratta di un’evoluzione che ha anche portato a qualche svantaggio. Insomma, se la qualità della vita e la quantità dei servizi è migliorata sensibilmente, è anche vero che alcune tradizioni culturali e linguistiche si sono perse, sono aumentate alcune patologie, l’aria, l’acqua ed il sottosuolo sono maggiormente inquinati, il paesaggio è spesso esteticamente compromesso ed altro. Non è questa la sede per indagare il rapporto tra costi e benefici del progresso socio economico, dunque torniamo subito alle nostre erbe commestibili.

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Oggi questa tendenza si sta invertendo

Oggi c’è tutta una generazione di giovani agricoltori che ha sviluppato la voglia di un ritorno alle origini sia a livello di produzione agricola rispettosa dell’ambiente circostante, sia a livello di raccolta delle erbe spontanee che popolano il territorio e, come detto, erano protagoniste dei menu quotidiane di tanti nostri antenati non così lontani da noi.

erbe spontanee della Puglia - La Terra di Puglia

Conoscere le erbe spontanee commestibili

Conoscere le erbe spontanee commestibili oggi significa avere una conoscenza approfondita del territorio in cui si vive. Ma non solo. Possiamo suddividere la conoscenza di queste erbe in tre ambiti fondamentali:

  1. i vari nomi con i quali ciascun erba è indicata e conosciuta, non sempre scientifici, ma spesso dialettali e differenti da regione a regione
  2. le credenze che collegano spesso le varie erbe a particolari proprietà medicamentose
  3. le particolari ricette o tradizioni gastronomiche alle quali ciascuna erba è collegata
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Consigli generali per la raccolta delle erbe commestibili

Entreremo nel merito dell’elenco delle erbe commestibili in un altro articolo, per ora cominciamo dando qualche avvertenza e consiglio utile per la loro raccolta:

  • non improvvisatevi esperti: alcune piante sono simili tra di loro e possono essere foriere di sgradevolissime avventure se ingerite. A parità di aspetto, possono esserci erbe velenose ed erbe medicamentose!
  • non raccogliere mai le erbe spontanee sui bordi di strade molto trafficate o nei campi dove si effettui sversamento di liquami o altra attività sospetta
  • lavare accuratamente le erbe commestibili prima di cucinarle
  • non fare razzia: lasciare sempre qualche esemplare sul territorio, in modo che le piante possano poi rigenerarsi
  • non raccogliere in aree dove è vietato farlo, come le aree protette

erbe commestibili del salento - La Terra di Puglia

Proseguiremo il nostro approfondimento sulle erbe spontanee commestibili in altri articoli sempre sulle pagine di questo magazine. Nel frattempo, vi ricordiamo che sullo shop online di prodotti tipici pugliesi La Terra di Puglia potete acquistare lampascioni freschi o alla salentina, caroselle, origano fresco e paparina. 

 


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Ilaria Scremin