Gagliano del Capo è il paese dell’estremo Salento a cui appartiene il Ponte del Ciolo, il ponte sul fiordo che tutti fotografano sulla litoranea per Leuca. Ma il Ciolo è solo l’inizio: da qui partono due sentieri verso il mare e le grotte preistoriche, il territorio sta dentro il Parco naturale Costa Otranto–Santa Maria di Leuca, e nelle due frazioni, Arigliano e San Dana, ci sono menhir e una cripta bizantina affrescata.

Gagliano del Capo sta nel Salento più a sud, sul Capo di Leuca, fra Castrignano del Capo e Tricase. Il paese sta nell’entroterra, ma il suo territorio scende fino all’Adriatico, ed è lì che c’è la cosa per cui quasi tutti lo conoscono senza sapere di conoscerlo: il Ciolo.
Il Ponte del Ciolo
Il ponte scavalca con un’unica campata in cemento un’insenatura stretta e profonda, chiusa fra due pareti di roccia: il «fiordo» del Ciolo. Fu costruito fra il 1962 e il 1967 su progetto dell’ingegnere Antonio La Tegola, è lungo circa 60 metri e porta la strada provinciale che da Leuca risale la costa verso Otranto.

Dal marzo 2023 il ponte è stato chiuso per un recupero da oltre 4 milioni di euro, finanziato dal Ministero delle Infrastrutture, ed è stato riaperto il 24 aprile 2024 con l’adeguamento sismico, i percorsi pedonali e ciclabili e barriere nuove sui due lati.
I tuffi dal ponte non si fanno. Per decenni il Ciolo è stato il trampolino più fotografato del Salento, ma sono vietati e pericolosi, e le barriere montate nel 2024 servono anche a impedirli. Al mare si scende a piedi: la scalinata, la spiaggetta e le grotte le raccontiamo nella pagina dedicata al Ponte del Ciolo e alla spiaggia del Ciolo.
I due sentieri verso il mare
Il Comune segnala due percorsi a piedi, tutti e due brevi e alla portata di chi cammina abitualmente.
- Il Sentiero del Ciolo: circa 4 km, un’ora di cammino, dalla provinciale fino alla baia. Lungo la strada c’è la Grotta delle Prazziche, dove sono stati trovati ceramiche e manufatti in pietra, e in primavera fioriscono le orchidee selvatiche e il fiordaliso di Leuca.
- Il Sentiero delle Grotte Cipolliane: circa 2,5 km, un’ora. Era l’antica via del sale, che dalla costa portava all’interno. Le grotte sono tre, e hanno restituito reperti preistorici fra cui ciottoli incisi.
Tutta questa costa fa parte del Parco naturale regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito nel 2006: dodici comuni e circa 57 chilometri di costa.
Il paese
La storia di Gagliano si lega a quella di Vereto, la città vicina che nell’877 fu distrutta dai Saraceni: parte dei suoi abitanti si rifugiò qui. Le mura vennero erette all’inizio del Quattrocento, e le incursioni dal mare continuarono fino al Cinquecento.
- La chiesa madre, dedicata a Santa Maria Assunta.
- La chiesa dell’Immacolata, costruita nel 1860 e aperta al culto nel 1861, con la facciata neoclassica e un pavimento a mosaico del 1884. Durante i lavori del 2013 sotto il pavimento sono venute alla luce sepolture medievali.
- Palazzo Ciardo, casa natale del pittore Vincenzo Ciardo (1894-1970), che a Gagliano è nato ed è morto.
Il patrono è San Rocco, festeggiato il 16 agosto: le date delle feste della zona le trovate nel calendario delle feste patronali del Salento.
Arigliano e San Dana
Le frazioni sono due, e ognuna ha qualcosa da vedere.
- Arigliano conserva due menhir che portano incisa una croce: pietre antichissime che il cristianesimo non ha abbattuto, ma segnato come sue. Il patrono è San Vincenzo, festeggiato il 22 gennaio.
- San Dana ha la cripta di Santa Apollonia, una chiesa scavata nella roccia con affreschi di tradizione bizantina. Ad agosto c’è la sagra dei sapori tipici salentini.
Per continuare
- Santa Maria di Leuca — pochi chilometri più a sud, dove finisce la Puglia
- Le grotte di Leuca — le altre grotte del Capo, da vedere dal mare
- Dove fare il bagno in Salento — le altre calette della zona











