Melendugno è il comune salentino a cui appartengono alcune delle spiagge più cercate dell’Adriatico — Torre dell’Orso, Sant’Andrea, San Foca, Roca — distribuite su una quindicina di chilometri di costa premiata con la Bandiera Blu. Nel suo territorio ci sono la Grotta della Poesia, l’antica città fortificata di Roca Vecchia e due dolmen dell’Età del Bronzo. Il paese sta nell’entroterra, a 6,5 km dal mare, e si festeggia il 16 settembre con San Niceta.

Nel Salento centro-orientale, a metà strada fra Lecce e Otranto, Melendugno è uno di quei paesi che quasi nessuno nomina e che quasi tutti hanno visitato senza saperlo. Perché il paese sta nell’entroterra, a sei chilometri e mezzo dal mare, ma le sue marine si chiamano Torre dell’Orso, Sant’Andrea, San Foca, Roca: alcuni dei nomi più cercati di tutta la costa adriatica salentina. Chi dice «vado a Torre dell’Orso», in realtà, sta andando a Melendugno.

Melendugno in breve. Comune della provincia di Lecce, 10.086 abitanti al 31 maggio 2026, 92,31 km² di superficie — è il quarto comune della provincia per estensione — a 36 metri sul livello del mare. Ha una frazione nell’entroterra, Borgagne, e una serie di marine lungo l’Adriatico: Torre Specchia Ruggeri, San Foca, Roca, Torre dell’Orso, Torre Saracena e Sant’Andrea. Il santo patrono è San Niceta il Goto, che si festeggia il 16 settembre.

La baia di Torre dell'Orso, marina di Melendugno, con la spiaggia sabbiosa e il mare turchese

Il nome: il miele o l’eroe

Sull’origine del nome ci sono due ipotesi, e sono molto diverse fra loro. La prima lo fa risalire a Malennio, l’eroe leggendario legato alle origini di Lecce. La seconda è più domestica e parte dal dialetto, dove mele significa proprio miele — ed è l’ipotesi che ha dalla sua un argomento difficile da ignorare: lo stemma del comune, che il miele lo raffigura.

È un dettaglio che dice qualcosa di vero su questo pezzo di Salento. Prima delle spiagge e degli ombrelloni, qui c’erano campagna, api e ulivi, e il paese guardava verso l’interno. La costa è diventata il centro di gravità solo negli ultimi decenni.

Le marine, una per una

Le frazioni marine di Melendugno si distendono su una quindicina di chilometri di costa, e non si somigliano affatto. È la ragione per cui vale la pena sapere dove si sta andando invece di seguire il primo cartello.

Torre dell’Orso

La più conosciuta, e la più adatta a chi viaggia con bambini: una baia ampia di sabbia chiara, chiusa fra due promontori. Dista 17 km da Otranto, 30 da Lecce e 6 da San Foca. Ne abbiamo parlato in dettaglio nella scheda dedicata a Torre dell’Orso.

Sant’Andrea

A due chilometri da Torre dell’Orso, ed è l’opposto: niente sabbia, ma scogliera bassa, faraglioni e archi naturali scavati dal mare. È il posto delle fotografie al tramonto e dei tuffi, non degli ombrelloni.

San Foca

Ha una spiaggia dalla sabbia scura con riflessi neri — è un fatto di minerali naturali, non di inquinamento, e vale la pena saperlo prima di arrivare e preoccuparsi. Il suo porto turistico è uno dei più importanti del tratto di costa fra Brindisi e Otranto.

Roca e Torre Specchia Ruggeri

Roca è la parte archeologica della costa, e merita il capitolo a parte qui sotto. Torre Specchia Ruggeri chiude il litorale a nord, verso Vernole.

Bandiere Blu e Cinque Vele. Nel 2026 la FEE ha assegnato la Bandiera Blu alle spiagge di Roca, San Foca Nord, Centro e Torre Specchia, Torre Sant’Andrea e Torre dell’Orso: praticamente tutto il litorale del comune. È un tratto che ha raccolto negli anni anche le Cinque Vele di Legambiente. Se cercate un confronto con il resto della regione, l’abbiamo messo in fila nella guida su dove fare il bagno in Salento.

Roca Vecchia e la Grotta della Poesia

La Grotta della Poesia a Roca Vecchia, nel territorio di Melendugno, vista dall'alto

Questa è la parte che trasforma una giornata di mare in qualcosa d’altro. A Roca Vecchia c’era una città fortificata attiva fra il XV e l’XI secolo a.C.: non un rudere isolato, un insediamento vero, con mura, sul mare.

Accanto si apre la Grotta della Poesia, la piscina naturale nella roccia che è diventata l’immagine più riconoscibile del Salento. Ma il nome non c’entra con la bellezza del posto: era un luogo di culto del dio Taotor, e le sue pareti conservano iscrizioni messapiche. Chi ci si tuffa dentro sta nuotando in un santuario di tremila anni fa.

Dal 2026 l’accesso è regolato e a pagamento: prezzi, orari e come arrivare stanno nella pagina sul biglietto della Grotta della Poesia. Andateci informati: è cambiato tutto di recente, e arrivare senza saperlo significa quasi sempre tornare indietro.

I dolmen: il Salento prima di tutto il resto

Nel territorio di Melendugno ci sono due dolmen dell’Età del Bronzo, il Dolmen Placa e il Dolmen Gurgulante. Stanno in campagna, in mezzo agli ulivi, senza biglietteria e senza fila: due lastre di pietra poggiate su pilastri, lì da circa quattromila anni.

Sono la cosa più antica che si possa toccare da queste parti, e insieme a Roca raccontano una storia che il turismo balneare di solito si perde: questa costa è stata abitata, fortificata e venerata molto prima che diventasse una meta estiva. Poi ci sono passati Messapi, Greci, Romani, Bizantini, Longobardi, Normanni, Albanesi, Francesi e Spagnoli — e ognuno ha lasciato qualcosa.

Cosa vedere in paese

Il centro di Melendugno si gira in un’ora, ed è la mossa giusta per una mattina di vento o per il giorno in cui la spiaggia è troppo piena.

  • Abbazia di San Niceta — fondata nel 1167, dedicata al santo patrono. È l’edificio più antico del paese.
  • Chiesa di Maria SS. Assunta — del XVI secolo, la chiesa madre.
  • Chiesa dell’Immacolata — del 1666.
  • Palazzo Baronale D’Amely — XVI secolo, su progetto di Gian Giacomo dell’Acaya, l’architetto militare che in quegli anni stava ridisegnando le difese di mezzo Salento.

Quando andare

Da giugno a settembre è il momento del mare, con il picco — e le code — a Ferragosto. Ma il momento più interessante per chi vuole vedere il paese e non solo la spiaggia è il 16 settembre, la festa di San Niceta il Goto: le marine si sono svuotate, il mare è ancora caldo e il paese torna a essere di chi ci abita.

Un consiglio pratico. Melendugno non è una località, sono sette: il paese più sei marine, distribuite su quindici chilometri. Scegliete prima dove volete stare, perché Sant’Andrea e Torre dell’Orso sono a due chilometri e sono due vacanze diverse — scogli e tuffi la prima, sabbia e bambini la seconda. E se avete una sola giornata, tenete Roca per la fine del pomeriggio: la luce sulla scogliera intorno alle sette è il motivo per cui quel posto è finito su tutte le cartoline del Salento.